Indice Mib recupera le perdite a metà sessione, bene le azioni Fca e Diasorin

Il Ftse Mib di Milano si mantiene in rialzo nella giornata in cui gli indici europei scontano l’effetto delle tensioni Cina-Usa. Bene Diasorin e Fca, in difficoltà il settore del lusso

Piazza Affari ritraccia le perdite e sale sopra lo zero, a 17.223,7 punti (in rialzo dello 0,8%), dopo un’apertura giù di tono, pressata dalle tensioni tra Cina e Usa.

Quali azioni stanno andando meglio sul Ftse Mib oggi?

Il settore farmaceutico

Spicca il rialzo di Diasorin, che aggiorna i massimi storici e tocca i 196 euro ad azione sulle speranze di un vaccino anti-covid sempre più vicino. Il Diasorin guadagna al momento il 2,78%. L’azienda farmaceutica, in pole position per la ricerca di un vaccino, ha ottenuto alla fine del mese scorso il nullaosta per la commercializzazione del test sierologico in grado di identificare gli anticorpi dei soggetti affetti da coronavirus, oltre che quello per la diagnosi rapida (da sei/sette ore a un’ora).

Bene anche Amplifon, che sale del 2,2% a 23,18 euro per azione, mentre Recordati avanza dello 0,87%, a 41,49 euro.

Ma è l’intero comparto sanitario sull’indice italiano a riportare buoni risultati, con il Ftse Italia Health Care che sale a quota 241.625,9 punti – mentre l’omologo europeo perde lo 0,72% e scende sotto gli 820 punti.

Fiat-Chrysler

Allunga anche il titolo Fca, che guadagna l’1,89% a 7,49 euro dopo le polemiche dei giorni scorsi sul ricorso alla garanzia Sace per l’80% dell’importo di un prestito da 6,3 miliardi richiesto a Intesa Sanpaolo. “Il prestito è legato al settore automotive dell’Italia, un paese in cui abbiamo una grande presenza, serve per garantire liquidità in questo periodo, è a beneficio di tutto il comparto” ha dichiarato il presidente e ceo di Exor (la holding che controlla Fca), John Elkann.

Le principali critiche alla mossa riguardano la distribuzione di un dividendo agli azionisti da 5,5 miliardi di euro, parte integrante e fondamentale dell’accordo di fusione con la francese Psa, che per Elkann è “Scritto sulla pietra”. Ma da più voci, sia del governo sia dai sindacati, si chiedono dei paletti governativi, con il segretario della Cgil Maurizio Landini che chiede l’ingresso dello stato in Fca – al pari del ruolo della Francia in Psa, di cui detiene parte del capitale.

Quali sono i titoli in ribasso?

Il settore del lusso

Le tensioni tra Cina e Usa, soprattutto alla notizia delle proposta di legge con cui Pechino vorrebbe limitare ulteriormente l’autonomia di Hong Kong, hanno avuto ripercussioni sul settore del lusso, che risentono dei rischi di un mercato cruciale come quello asiatico (era già successo al tempo dei disordini degli ultimi mesi, frenati solo dall’incombere della pandemia di coronavirus).

Moncler perde l’1,94% e scende a 31,27 euro per azione, Ferragamo lascia sul terreno l’1,34% a 10,28 euro, Anche Essilorluxottica scende dell’1,26% a 109, 80 euro.

E quello dei petroliferi

Infine, a subire leggeri ribassi sono stati anche i titoli petroliferi. Durante la sessione asiatica Pechino ha infatti annunciato di non voler settare un target per il Pil 2020 – non accadeva dal 1990. “La situazione epidemica globale e la situazione economica e commerciale sono molto incerte e lo sviluppo della Cina sta affrontando alcuni fattori imprevedibili” ha commentato il premier Li Keqiang, in apertura della riunione annuale del parlamento cinese. Nel primo trimestre del 2020, quello in cui il coronavirus ha impattato di più sull’economia cinese, il Pil ha subito una contrazione del 6,8%.

La notizia ha provocato un leggero calo del prezzo del petrolio, passato a 31,9 dollari al barile (il wti) e 34,39 (il Brent) – e sul Ftse Mib a scontare il calo sono state le principali compagnie petrolifere: al momento, Eni perde lo 0,40%, a 8,1 euro, Saipem contiene le perdite ma resta comunque sotto lo zero, a -0,05%, 2,14 euro.

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