Ftse 100 piatto, Brexit e vaccino: la settimana dell’UK

Vaccino approvato a poche settimane dalla scadenza per l’accordo su Brexit – e ancora non c’è un accordo. Johnson fiducioso, mentre il Ftse 100 oscilla intorno alla parità

I progressi in tema vaccino, il fatto che il Regno Unito sia stato il primo paese occidentale ad approvare l’utilizzo del farmaco Pfizer/Biontech e le discussioni in tema Brexit: tutti fattori che oggi rendono il Ftse 100 di Londra particolarmente volatile – al momento l’indice viaggia appena al di sopra della parità, dopo una mattinata per lo più in rosso.

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Vaccino e Brexit sono collegati?

La Brexit c’entra qualcosa nella fretta con cui il Regno Unito ha approvato il vaccino di Pfizer/Biontech contro il covid-19? È quanto lascia trapelare il ministro della salute britannico, Matt Hancock, nelle ore immediatamente successive all’approvazione, da parte della Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA), del vaccino.

“Per via della Brexit, abbiamo potuto prendere una decisione in base al regolatore di mercato britannico, un regolatore di livello mondiale, senza andare al passo degli europei, che si stanno muovendo un po’ più lentamente”, ha dichiarato Hancock in un’intervista.

Il premier britannico Boris Johnson è subito corso ai ripari dalle accuse in arrivo da Bruxelles. Jens Spahn, ministro della salute tedesco, ha ricordato non solo che anche la Germania avrebbe considerato un percorso accelerato, ma anche che tutti i paesi membri dell’Ue avrebbero avuto la stessa possibilità.

“Ma l’idea non è essere i primi, piuttosto quella di avere vaccini efficaci e sicuri durante la pandemia e di riuscire a creare fiducia, visto che non c’è niente di più importante quando si parla di vaccini”, ha dichiarato Spahn.

Nel frattempo, il vaccino è stato dichiarato disponibile dall’MHRA già da prima del primo gennaio, giorno in cui anche la Brexit economica sarà realtà. Il Regno Unito ha già importato 40 milioni di dosi, destinate inizialmente alla fascia più vulnerabile della popolazione, ovvero anziani ospiti delle case di riposo e impiegati del sistema sanitario nazionale.

Brexit: a che punto siamo?

Allo stesso tempo, le lancette dell’orologio scattano inesorabilmente verso la fine di dicembre, il limite ultimo per raggiungere un accordo sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

I negoziati sono ancora in corso, ma fonti vicine a Downing Street parlano di un Johnson fiducioso: sia sull’andamento dei negoziati (Londra e Bruxelles starebbero scendendo a compromessi), ma a quanto pare non sarebbe turbato neanche da uno scenario di no-deal Brexit, ovvero una Brexit senza accordo.

Ieri il capo negoziatore da parte europea, Michel Barnier, ha dichiarato che le successive 48 ore sarebbero state decisive. Ciò è bastato per far drizzare le orecchie a Francia, Danimarca e Paesi Bassi, che hanno minacciato il veto sull’accordo dopo che lo stesso Barnier avrebbe rifiutato di far accedere alla bozza dell’accordo le fonti diplomatiche dei suddetti stati.

Il timore è quello che una parte o l’altra si trovino a dover fare concessioni troppo larghe: ovvero un’estensione del periodo di transizione, dal lato di Bruxelles, o maggiori concessioni sui diritti di pesca, lato Westminster.

Regna comunque un timido ottimismo. Alcuni diplomatici europei hanno dichiarato che un’intesa potrebbe essere raggiunta già domani.

Come sta reagendo il Ftse 100?

Le speranze in vista del vaccino anti-covid e l’apprensione in vista della scadenza per l’accorso sulla Brexit rendono oggi il Ftse 100 particolarmente volatile. Ieri l’indice aveva chiuso con un rialzo dell’1%, salvo poi aprire la sessione odierna in calo e faticare per guadagnare la parità. Alle 11:27 lasciava sul terreno lo 0,4%, poco dopo le 12 segnava un rialzo dello 0,10% e al momento in cui si scrive (nella seconda metà della seduta) avanza appena dello 0,01%, a 6.463 punti.

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