Eurozona, rallenta la contrazione economica: indici Pmi ai massimi da due mesi

La soglia per l’espansione è ancora lontana, ma oggi gli indici dei direttori agli acquisti riportano notizie relativamente buone – che però non bastano per sollevare gli azionari europei, ancora in rosso a metà seduta

La cautela con gli azionari europei hanno dato il via alla sessione di scambi non accenna ad alleggerirsi: nonostante i dati preliminari di stamattina sugli indici dei direttori agli acquisti relativi a maggio abbiano restituito un’immagine relativamente confortante per le prospettive di ripresa economica, questa resta di fatto in contrazione, a livelli che non si vedevano dalla crisi del 2009.

Il peggio della pandemia di coronavirus è alle spalle?

Con alcune eccezioni (l’indice manifatturiero della Germania, ma anche quello composito francese), i dati di stamattina si confermano tuttavia relativamente positivi, per quanto ancora lontani dalla soglia dei 50 punti, che segna il confine tra la recessione e l’espansione economica. D’altra parte, buone notizie in questo senso non sono attese prima del terzo trimestre dell’anno, se non direttamente nel 2021.

Francia

I primi dati pubblicati sono quelli della Francia, dove i direttori agli acquisti del settore dei servizi ha segnato quota 29,4 a maggio, in netto rialzo rispetto ai 10,2 di aprile, segnando il massimo da tre mesi. Positivi anche i manager del settore manifatturiero, che hanno confermato e superato le attese al rialzo con 40,3 punti (ad aprile erano stati 31,5), il massimo da due mesi. Quanto alla produzione industriale, l’indice preliminare vede un rialzo a 35,3, oltre il doppio rispetto al risultato di aprile (15,1). Delude le aspettative ma schizza comunque al massimo da tre mesi l’indice composito, che passa dagli 11,1 punti di aprile a al 30,5 (le previsioni erano di 32 punti).

Germania

Accelera anche la Germania, sebbene a un tasso più lento rispetto alle previsioni degli analisti. L’indice composito sale dai 17,4 punti di aprile a 31,4 (il massimo da due mesi), mentre anche quello dei servizi sfiora il raddoppio e maggio balza a 31,4 punti (dai 16,2 di aprile). Crescita più lenta invece per il settore manifatturiero, che comunque in Germania ha risentito in maniera minore delle restrizioni imposte dal coronavirus e sale da 34,5 a 36,8 punti. Scatta invece la produzione industriale, da 19,7 punti di aprile a 31,5 di maggio.

Eurozona

L’ottimismo regna in tutta l’Eurozona, dove sia i direttori agli acquisti del settore manifatturiero sia quelli dei servizi hanno spinto al rialzo gli indici, rispettivamente al 39,5 punti e 28,7 – ad aprile avevano registrato 33,4 e 12. L’indice composito segna anch’esso un rialzo a 30,6 punti rispetto ai 13,6 di aprile, tornando al massimo da tre mesi. Balzo in avanti della produzione industriale, che sale a 35,4 punti.

Il Regno Unito

Fuori dalla zona euro (e dall’Unione intera) ma comunque indice dell’andamento dell’economia del Vecchio Continente, oltre che particolarmente significativo per via delle restrizioni, entrate in vigore in ritardo rispetto al resto dell’Europa, anche il Regno Unito segna notevoli rialzi. Il Pmi relativo alla manifattura è infatti balzato dal 32,6 di aprile al 40,6, quello relativo ai servizi dal 13,4 di aprile al 27,8 e l’indice composito da 13,8 a 28,9, il massimo da due mesi.

Come hanno reagito gli indici?

“Anche se gli ultimi dati hanno dato segnali rassicuranti mostrando che forse il peggio della contrazione è stato raggiunto ad aprile, l’indagine di maggio ha riportato un ulteriore collasso dell’attività dell’eurozona” è il commento di Chris Williamson, Chief Business Economist di Ihs Markit.

I dati raccolti dall’istituto Ihs Markit fanno riferimento al periodo 12-20 maggio, a ridosso del momento in cui la maggior parte dei paesi europei ha allentato le misure di lockdown. Il rallentamento della contrazione economica non fa dunque bene agli indici europei, dove gli scambi continuano al ribasso a metà sessione: Parigi perde l’1,9%, Francoforte segue con -1,46%, anche Londra lascia sul terreno quasi un punto percentuale (-0,96%), leggermente meglio Milano che perde lo 0,65% e Madrid, -0,19%. Resta sulla parità il cambio EUR/USD, a 1,0967.

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