Europa sotto scacco: covid-19 all’ordine del giorno del Consiglio Europeo (insieme a Brexit)

Negli ultimi giorni il numero di contagi in Europa ha superato i 7 milioni e gli ospedali tornano a riempirsi. Borse in forte calo, al Consiglio UE si parla anche di Brexit – alta volatilità sulla sterlina

La giornata sugli indici di Borsa europei prosegue con forti ribassi di oltre il 2% su tutte le principali piazze, gravate sia dal sentimento di avversione al rischio a livello internazionale ma, soprattutto, dall’incubo di nuovi lockdown che minacciano le economie del Vecchio Continente.

Al via oggi il Consiglio Europeo: covid-19, Brexit e cambiamento climatico

Nel pomeriggio i capi di stato e di governo dell’Unione Europea si riuniranno a Bruxelles per il Consiglio europeo, che durerà fino a domani. Nelle ultime settimane l’Europa ha superato gli Stati Uniti per numero di contagi giornalieri (rispettivamente, 100 mila a fronte di una media intorno ai 51 mila casi). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in Europa attualmente vi sarebbero circa 7,2 milioni di casi confermati.

  • L’andamento del coronavirus in Europa

Il coronavirus stringe la morsa, dunque, e proprio oggi il Consiglio Europeo farà il punto della situazione.

Già la Commissione Europea ha già avvertito che i paesi membri non saranno in grado di affrontare una seconda ondata di contagi e ha fatto appello ai governi per un maggiore coordinamento sulla distribuzione dei vaccini, una volta che saranno disponibili, e su una risposta comune alla crisi pandemica.

La situazione peggiore al momento è in Repubblica Ceca, che conta il maggior numero di nuovi contagi in Europa (oltre 8.600 la scorsa settimana) e dove il governo ha già predisposto la chiusura di università, scuole, bar e locali per tre settimane.

Peggiora anche la situazione in Francia, Regno Unito e Italia, mentre la Germania registra il numero più alto di contagi dall’inizio della pandemia, la scorsa primavera, e ieri Berlino ha convocato i governi di 16 regioni tra le più colpite per implementare nuove restrizioni – chiusura anticipata di bar e locali, mascherina obbligatoria dove l’incidenza dei casi super i 35 ogni 100 abitanti e limitazioni alle feste in luoghi pubblici e privati.

  • Le discussioni sulla Brexit

Solo la settimana scorsa il premier britannico Boris Johnson aveva annunciato che, se non fosse stato possibile raggiungere un accordo per l’uscita ordinata del Regno Unito dall’UE entro il Consiglio Europeo di ottobre, Londra avrebbe potuto tranquillamente proseguire in solitaria.

Un ultimatum che evidentemente non ha sortito molo effetto visto che oggi, all’ordine del giorno, c’è (ancora) la questione della Brexit. Il capo negoziatore da parte europea Michel Barnier insisterà ancora sulla necessità di colloqui, ma sottolineando anche i piani di emergenza comunitari in caso di “no deal”, ovvero di un’uscita senza accordo.

Il commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato che “l’Europa è pronta a un no-deal”; e, rivolgendosi a Londra, l’avvertimento è chiaro: per il commissario “Le dogane dell'Europa dei 27 sono pronte a un no deal, la dogana britannica dovrebbe prepararsi”.

Inoltre, un eventuale accordo tra UE e UK non potrà prescindere dal rispetto da parte di Londra del Withdrawal Agreement, approvato lo scorso anno e recentemente messo in discussione dal premier Johnson, che il mese scorso ha limpidamente espresso la necessità, in tal caso, di andare anche “oltre il diritto internazionale”.

  • Il resto dei punti all’ordine del giorno

Saranno dunque soprattutto coronavirus e Brexit a tenere banco durante le discussioni a Bruxelles. Non mancano però altri punti all’ordine del giorno: oltre alle relazioni estere, nello specifico quelle tra Unione Europea e Africa, l’altro grande tema su cui si confronteranno i leader europei sarà il cambiamento climatico.

I lavori si concentrano infatti ora su uno sforzo congiunto per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. I leader europei discuteranno della proposta presentata dalla Commissione su un piano di obiettivi climatici al 2030.

Come stanno reagendo i mercati?

Da una parte il covid affossa gli indici europei, dall’altra le discussioni sulla Brexit fanno oscillare ampiamente il cambio euro-sterlina.

Sul fronte azionario infatti le principali piazze europee oggi non fanno che estendere le perdite: il Dax tedesco perde a metà sessione il 2,93%, Parigi scende del 2,43%, Londra lascia sul terreno il 2,15%. Male anche Piazza Affari, in calo del 2,98% a 19.023 punti.

Su quello valutario, invece, il dollaro torna a fare da padrone sulla scena di incertezza globale. Il Dollar Index si rafforza di circa lo 0,37% e sale a 93,74, mentre il cross EUR/GBP, con i fiato sospeso in attesa di novità sulla Brexit, tra alti e bassi al momento quota in rialzo, a 0,9058.

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