EUR/USD ai massimi da tre mesi: 3 motivi dietro al calo del dollaro

Nonostante i volumi ridotti oggi per la chiusura di Wall Street, il dollaro è attaccato da diversi fronti: monetario, politico e, come sempre, dall’andamento del covid-19

La moneta unica ritraccia nei confronti del biglietto verde, sebbene il cambio euro-dollaro continui a mantenersi intorno a quota 1,19 – il massimo da tre mesi.

Cosa sta influenzando il cambio euro dollaro?

Era dall’inizio di settembre che il cambio EUR/USD non raggiungeva quota 1,19. Quella volta, a guidare i rialzi era stato l’annuncio della Federal Reserve, la banca centrale Usa, di un aggiustamento degli obiettivi strategici che, di fatto, rendono ora possibile lo sforamento del limite del 2% per l’inflazione – purché il livello medio resti al di sotto di essa.

  • La Federal Reserve

Anche dietro al più recente indebolimento del dollaro c’è la Fed, ma niente di altrettanto epocale. Ieri l’istituto centrale Usa ha pubblicato le minute dell’ultima riunione di inizio novembre e quel che ne esce non è affatto una novità: la Fed continua a sperare di poter iniettare ulteriore liquidità nel sistema, in aggiunta alle operazioni già in atto (acquisto di asset, tra Treasuries e strumenti finanziari garantiti dai mutui, per un totale di 120 miliardi di dollari al mese).

  • La transizione alla Casa Bianca

Il rialzo ha iniziato ad assumere i torni di un rally all’inizio della settimana, quando l’attuale inquilino della Casa Bianca, il repubblicano Donald Trump, uscito sconfitto dalle elezioni presidenziali dello scorso 3 novembre (ma lui è ancora convinto che non sia così: la battaglia legale è in corso), ha infine dato il via al processo di transizione in favore del nuovo presidente eletto, il democratico Joe Biden.

E Biden agli investitori per ora piace: per quanto tradizionalmente poco incline a favorire gli interessi di Wall Street, con l’ex vice di Obama alla Casa Bianca nel breve periodo si prevedono pasi in avanti sul tema dei sussidi fiscali (in grado di dare respiro all’economia Usa), ma anche rinnovato vigore nella lotta al covid-19 e, non da ultimo, un nuovo corso dei rapporti con la Federal Reserve – di certo meno ostile rispetto a Trump.

Il dollaro ci ha messo un po’ per apprezzare il cambio di guardia a Washington (che comunque dovrà attendere gennaio per essere effettivo). La notte tra il 3 e il 4 novembre, a scrutinio dei voti iniziato, man mano che l’incertezza sul risultato si faceva più palese il cambio euro dollaro ha perso l’1,22%, scendendo a 1,1602.

Il passare dei giorni e il rafforzamento della posizione di Biden hanno invece provveduto al rimbalzo: in tre settimane la coppia valutaria ha guadagnato oltre il 2,6% e al momento sfiora quota 1,19.

  • L’andamento della pandemia di covid-19

Non solo effetto elezioni. A una settimana dal voto, l’ottimismo è stato rinvigorito dal susseguirsi delle notizie sull’efficacia dei vaccini (prima quello di Pfizer, poi quello di Moderna, entrambe case farmaceutiche Usa, ora quello di AstraZeneca, unica europea per ora ad aver comunicato risultati che però già sono sotto attacco dopo questioni nate sulle modalità di somministrazione del vaccino ai fini dei test).

Come si sta muovendo ora il cambio euro dollaro?

Al momento l’EUR/USDsubisce una leggera flessione dello 0,07%, a 1,1906. Nonostante la giornata relativamente calma sui mercati, con Wall Street chiusa per la Festa del Ringraziamento, il dollaro è sotto pressione nei confronti di verse valute e il Dollar Index si assesta a 92,01.

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