Dow Jones in rialzo nonostante dati Pmi fortemente negativi, investitori guardano alla fine del lockdown

Il rimbalzo del prezzo del petrolio a inizio settimana e l’ottimismo in vista del post-Covid19 spingono al rialzo i mercati a New York di oltre il 2%

I contagiati da Covid-19 nel mondo hanno superato i 3,6 milioni e le vittime sono circa 251 mila, secondo gli ultimi dati della John Hopkins University, eppure Wall Street prosegue la sessione di scambi in netto rialzo, trainata dall’ottimismo per la fine delle restrizioni richieste dalle misure di contenimento della pandemia che, come primo effetto, hanno portato il prezzo del petrolio a salire di nuovo.

Gli Usa da soli contano oltre 1,18 milioni di casi, confermandosi al primo posto per numero di contagi, per un totale di almeno 68 mila vittime. Il calo della curva dei nuovi casi ha portato tuttavia l’amministrazione Trump a rimettere ai singoli stati le decisioni sulla riapertura e già da venerdì prossimo potrebbero partire con la “Fase 2” New York, dove il governatore Andrew Cuomo ha annunciato un piano in più fasi per un graduale ritorno alla normalità, e la California, il più popoloso degli Usa, dove dalla settimana prossima riapriranno negozi di abbigliamento, le librerie, i negozi di articoli sportivi e i fioristi.

Come sta reagendo l’economia Usa al coronavirus?

Oggi l’istituto Ihs Markit ha pubblicato i dati sugli indici Pmi in Usa relativi al mese di aprile. Lo scenario che si prospetta ai direttogli degli acquisti nel settore dei servizi è persino peggiore delle aspettative degli analisti, già particolarmente pessimisti: l’indice ha registrato solo 26,7 punti, a fronte di previsioni di 27 punti, ben lontani dalla soglia dei 50 (indice di un’economia in espansione). A marzo, il dato era sceso a 39,8 punti.

L’indice composito ha registrato invece 27 punti, con gli analisti che si aspettavano 0,4 punti in più, in forte ribasso rispetto al dato del mese scorso, 40,9 punti.

Migliore rispetto alle aspettative, ma comunque in forte calo, anche l’indice non manifatturiero stilato dall’Institute of Supply Management. Se a marzo il dato aveva retto all’impatto della pandemia, registrando 52,5 punti, le prospettive per aprile sono ben al di sotto, con 41,8 punti (a fronte di aspettative di36,8 punti). Si tratta della prima contrazione nel settore dal dicembre del 2009 – e la più ampia dal marzo dello stesso anno.

Per Anthony Nieves, a capo dell’Ism, il cattivo risultato si spiega con i rallentamenti nei rifornimenti delle attività terziarie, oltre che per via delle misure di lockdown. “Gli intervistati sono preoccupati dai continui impatti del coronavirus sulla catena degli approvvigionamenti, sulla capacità operativa, le risorse umane e finanziarie, così come dalle tempistiche incerte per la ripresa delle attività e il ritorno alla normalità”, spiega Nieves.

Come hanno reagito gli indici di Wall Street?

Non ci è voluto molto alla Borsa di New York per assorbire i dati pubblicati oggi, cattivi, ma ampiamente prevedibili. Se in apertura il Dow Jones ha guadagnato lo 0,91%, mentre l'S&P 500 è salito dell'1,02% e il Nasdaq allunga del l'1,39%, a quota 8.832,47, gli indici sono riusciti a mantenere il trend rialzista, aiutato dal generale clima di cauto ottimismo sul mercato, sempre più convinto di essersi lasciato il peggio della crisi coronavirus alle spalle.

Al momento il Dow Jones continua a guadagnare l’1,70%, l’S&P 500 sale dell’1,93% e il Nasdaq, dove le buone performance di Microsoft, Amazon e Apple fugano ogni timore sugli attriti tra Cina e Usa, guadagna il 2,11%.

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