Dow Jones in calo oggi, richieste di disoccupazione Usa tornano ad aumentare

Mentre la prospettiva di nuovi sussidi fiscali slitta al post-elezioni Usa, i disoccupati tornano ad aumentare ai livelli dello scorso agosto. Wall Street in rosso, balzo in avanti del dollaro

Se le Borse europee tornano a tremare davanti alla prospettiva di nuovi lockdown, gli indici di Wall Street non aprono gli scambi in maniera migliore. A un’ora dall’apertura il Dow Jones segna un calo dell’1,03% - e comunque mette a segno la performance migliore: l’S&P 500 perde infatti poco di più mentre il Nasdaq scende di circa l’1,15%.

Cattive notizie sul fronte occupazionale

Per quanto inferiore, ormai, alla media europea, il numero giornaliero di casi di covid-19 negli Stati Uniti continua a viaggiare a livelli preoccupanti: solo ieri 54.512, che porta il numero totale di contagi dall’inizio della pandemia a 7,95 milioni.

Non solo: a premere sulle Borse di New York contribuiscono anche gli ultimi dati macro sulla disoccupazione, indici di nuovi, possibili ripercussioni dell’aumento dei contagi sull’economia reale.

Secondo l’ultima rilevazione settimanale del Department of Labor, negli ultimi sette giorni al 10 ottobre avrebbero inoltrato richiesta per un sussidio di disoccupazione 898 mila cittadini statunitensi, in netto rialzo rispetto al dato precedente (845 mila) e al consensus degli analisti, che si attendevano piuttosto un calo tra le 825 mila unità (quelli di Reuters) e le 830 mila (quelli del Dow Jones).

Il calo non incide sul trend in calo delle richieste di disoccupazione continua, ovvero del numero totale dei disoccupati negli Usa, sceso a 10,12 milioni di persone (la scorsa settimana la cifra si aggirava ancora al di sopra degli 11 milioni). D’altra parte, va sottolineato che il dato relativo alle richieste continue fa riferimento alla settimana precedente rispetto a quello sulle richieste iniziali.

Sale invece la media a quattro settimane, da 858 mila richieste di disoccupazione a 866 mila. Quello di oggi è il dato più alto dallo scorso agosto, quando i contagli in Usa viaggiavano ancora al ritmo di oltre 60 mila al giorno.

Rileva inoltre il numero dei cittadini disoccupati che ricevono già altri tipi di sussidi. La percentuale dei disoccupati coperti da assicurazione nell’ultima settimana è scesa dello 0,9%, assestandosi a 6,8% del totale. In calo anche i beneficiari del Pandemic Unemployment Assistance Programme, in calo a 372.981 (91 mila in meno).

Chi riceve aiuti proprio dal Pua costituisce ancora oltre la metà della forza lavoro bruciata con la crisi da covid-19. Il programma è destinato principalmente a liberi professionisti e freelance che, altrimenti, non avrebbero diritto ad altro tipo di sussidio.

A che punto è il nuovo pacchetto di aiuti fiscali?

Ulteriore incertezza è data dal fatto che, al momento, nessuno è ancora in grado di determinare quando nuovi sussidi fiscali per imprese e cittadini sono in arrivo.

Di certo vi sono diversi progetti, sia da parte repubblicana che dal lato dei democratici. I primi hanno proposto solo la settimana scorsa un piano da oltre tremila miliardi di dollari in caso di vittoria alle presidenziali di novembre, mentre i secondi premono ancora affinché il Senato approvi la proposta originaria di un piano da circa 2.200 miliardi.

La situazione al momento è nel più completo impasse e, se fino al mese scorso v’era ancora la possibilità di un compromesso, con l’avvicinarsi delle elezioni (mancano ormai poco più di due settimane) ogni ipotesi in tal senso è ormai definitivamente svanita – come ha chiarito proprio ieri il Segretario al Tesoro Usa Stephen Mnuchin.

Due giorni fa la speaker della Camera dei Rappresentanti, la democratica Nancy Pelosi, ha respinto la proposta di compromesso della Casa Bianca (1.800 miliardi di sussidi fiscali, con un’attenzione speciale per il salvataggio delle compagnie aeree), indicando ai legislatori otto punti critici tra cui la mancanza di garanzie sociali per i lavoratori e di previsioni per test anti-covid.

Come hanno reagito i mercati?

In una sessione dove gli indici continuano a viaggiare in rosso e l’unico in forte rialzo è il VIX (l’indice sulla volatilità a metà pomeriggio è schizza al 9,05%), proseguono i cali su Wall Street.

Piuttoto, sul fronte valutario oggi tiene banco il dollaro, in rialzo rispetto al paniere composto da euro, sterline e yen dello 0,51%, a 93,89 (il massimo dallo scorso 7 ottobre). Il rafforzamento del dollaro porta a un forte calo del cambio euro-dollaro, che scende a quota 1,16 e torna ai minimi da fine settembre, mentreil cambio USD/JPY fa per recuperare i valori della vigilia e sale a quota 105,338.

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