Cosa sono le Banche centrali e quali politiche mettono in atto

Come per l'economia nazionale, la performance dei tuoi investimenti è legata alle decisioni delle banche centrali. Scopri come e perché prendere in considerazione la politica monetaria nella della tua strategia

Cos’è una banca centrale?

La definizione più immediata di banca centrale è “banca delle banche”: un istituto autonomo, indipendente dalla politica del paese in cui opera. Ve n’è una per ogni nazione o, più in generale, per valuta. Una storia a sé è il caso dell’Unione Europea, fatta di stati nazionali che però condividono la stessa moneta (l’euro), regolata dal primo e, per ora, unico, istituto sovranazionale.

Le funzioni e le politiche di una banca centrale

  • L’emissione di denaro

Ogni banca centrale detiene il monopolio sull'emissione della moneta ed è responsabile della distribuzione del denaro sul mercato, sia di una nazione che di un'intera regione - è il caso dell'area dell'euro: in questo caso, la Banca centrale europea opera in tandem con le banche centrali di ogni paese membro della zona euro.

  • I tassi di interesse

Le banche centrali gestiscono la politica monetaria di una nazione. Il loro tasso di interesse, in altre parole il costo della valuta ufficiale (euro, dollaro, sterlina, yen per nominare solo le principali), determina i tassi di interesse a cui gli istituti di credito nazionali, ad esse sottoposti, faranno credito alle imprese e ai singoli cittadini che si recheranno in banca a richiedere prestiti o mutui.

  • La riserva obbligatoria

Tra gli strumenti di politica monetaria a disposizione di una banca centrale c’è la riserva obbligatoria, introdotta nel secolo scorso. Ogni banca nazionale è tenuta infatti ad effettuale un deposito in contanti presso la banca centrale del proprio paese, così da garantire che questa abbia sufficienti riserve per procedere con l’erogazione del credito, oltre che per controllare la quantità di moneta in circolazione.

In Europa, le riserve obbligatorie sono richieste dalla Banca centrale europea, dopo l’avvio nel 1999 della terza fase dell’Unione economica e monetaria. La percentuale della riserva obbligatoria è stabilita dalla Banca centrale stessa.

  • La gestione delle riserve: le riserve valutarie di una banca centrale

Ogni banca centrale può contare su una serie di asset che compongono le riserve ufficiali: oro, nell’immaginario tradizionale, ma anche valuta straniera, diritti speciali di prelievo presso il fondo Monetario Internazionale o posizioni di riserva presso lo stesso Fmi.

Le riserve ufficiali svolgono due funzioni: aumentano la credibilità di un istituto all’interno del sistema bancario internazionale (in Europa esiste il Sebc, Sistema Europeo della Banche Centrali), e rafforzare la stabilità della moneta.

In caso di crisi valutarie o finanziarie, infatti, le banche centrali possono intervenire nel mercato dei cambi, acquistando o vendendo valute straniere in modo da pilotarne il prezzo e, con esso, il rapporto di cambio che le lega alla valuta nazionale.

  • Le operazioni di mercato aperto

Per attuale la politica monetaria dell’Eurosistema (perseguire gli obiettivi di controllo dei tassi di interesse, determinare le condizioni di liquidità sul mercato), la Banca centrale europea utilizza le operazione di mercato aperto.

Le operazioni di mercato aperto si dividono in operazioni temporanee, operazioni definitive, emissione di debito, scambi di valuta e raccolta di depositi a tempo determinato.

  • Le operazioni temporanee rappresentano l’attività principale delle banche centrali, vengono effettuate tramite l’acquisto o la vendita di contratti di vendita (acquisto) a pronti con patto di riacquisto (vendita) a termine o per mezzo della concessione di credito garantito e hanno frequenza settimanale o mensile;
  • Le operazioni definitive sono attività di acquisto o vendita a titolo definitivo di attività stanziabili sul mercato.
  • L’emissione di debito permette alle banche centrali di creare o ampliare un fabbisogno di liquidità sul mercato;
  • Gli scambi di valuta hanno come scopo principale di determinare le condizioni di liquidità sul mercato e di controllare i tassi di interesse.

Qual è lo scopo finale di una banca centrale?

Il mantenimento della stabilità monetaria: i tassi di interesse

L’obiettivo delle banche centrali è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Per la Banca centrale europea i prezzi sono stabili quando l’inflazione si aggira a un livello prossimo ma inferiore al 2%; per la Federal Reserve, quando raggiunge il 2%. Ma perché è così importante che i prezzi siano stabili?

Cambiamenti repentini dell’inflazione, ovvero della crescita dei prezzi al consumo, generano una diminuzione del potere d’acquisto della moneta, portando instabilità. Altrettanto negativo è lo scenario inverso quando i prezzi, anziché aumentare, iniziano a diminuire (deflazione).

A primo impatto un aumento del potere d’acquisto può sembrare una buona notizia; di fatto, un calo dei prezzi porta a un circolo vizioso per cui le imprese non riusciranno a collocare i propri prodotti a prezzi adeguati e, dunque, incorreranno in perdite di profitto, con conseguenze sull’intero ciclo economico.

L’inflazione viene controllata attraverso la modifica del tasso di interesse: se l’inflazione tende a salire eccessivamente, la banca centrale alzerà i tassi di interesse – in altre parole, la moneta varrà di più e dunque, i prezzi al consumo torneranno abbordabili.

Se invece l’inflazione inizia a scendere (disinflazione) o diventa negativa (deflazione) con conseguenze negative per l’andamento generale dell’economia (prezzi sempre più bassi equivalgono a profitti sempre più bassi, in un circolo vizioso), la banca centrale taglierà i tassi di interesse, rendendo più facile l’accesso al credito, aumenterà la circolazione della moneta e si avranno benefici per il sistema economico.

Dal tasso di interesse centrale dipendono infatti i tassi a cui gli istituti di credito nazionali, che dovranno attenervisi, concederanno crediti a imprese e consumatori. Con tassi di interesse più bassi i cittadini saranno spinti a richiedere più finanziamenti alle banche nazionali, finanziamenti che dunque daranno nuovo sprint ai consumi: i prezzi si alzeranno, con essi il costo della vita e, dunque, l’inflazione – e viceversa.

Principali banche centrali nel mondo

Ad eccezione di rari casi, come i micro-stati di Andorra o del Principato di Monaco, ogni stato ha la propria banca centrale. L’Unione Europea costituisce un caso unico al mondo: ogni stato membro ha una propria banca centrale, ma tutte fanno capo alla Banca centrale europea di Francoforte, nata al momento del passaggio all’unione economica e monetaria del processo di unificazione comunitario.

  • Federal Reserve

La Federal Reserve è la Banca centrale statunitense. Si tratta in realtà dell’abbreviazione, per comodità di esposizione, di Federal Reserve System, istituito per rispettare il principio federale in cui sono organizzati gli Stati Uniti e fare in modo che la politica della Fed riceva impulsi da ogni parte degli Stati Uniti. La sede centrale della Federal Reserve, il suo consiglio direttivo (Board of Governor) è a Washington (Eccles Building) e, attorno ad essa, ruotano 12 banche centrali regionali.

A completare l’organigramma della Federal Reserve è il Fomc, Federal Open Merket Committee, organismo interno che monitora e determina le operazioni di mercato aperto della Fed e stabilisce la politica monetaria. Il Fomc è composto dai sette membri del Board of Governor, dal presidente della Fed di New York (che è anche vicepresidente della Federal Reserve) e quattro membri scelti a rotazione annuale tra i presidenti delle restanti banche federali.

Quali sono gli obiettivi della Fed?

A differenza della banca centrale europea, la Federal Reserve persegue due obiettivi principali: la stabilità dei prezzi e il raggiungimento della piena occupazione. Di recente il presidente Jerome Powell ha leggermente modificato tali obiettivi strategici, modificando il target di inflazione che passa dal livello del 2% a un livello medio del 2% – sarà dunque possibile sforare il tetto del 2%, occasionalmente, purché nel tempo il valore medio resti attorno a quel livello.

Il ruolo della Fed

Il mondo finanziario intero attende con ansia ogni riunione del Fomc. Di fatto si tratta dell’organismo in grado di determinare la politica monetaria della valuta più forte a livello internazionale, da cui dipende anche l’andamento di una serie di altre monete a esso collegate.

Oltre il 90% delle transazioni a livello globale sono effettuate in dollari, che occupano circa il 60% della quota internazionale di scambi: ogni cambiamento del tasso di interesse non riguarda dunque solo i cittadini statunitensi, ma chiunque esegua transazioni in dollari.

  • Bank of England

Il Regno Unito gestisce le proprie finanze e la propria politica monetaria da Threadneedle Street, dove ha sede la Bank of England.

Come tutte la banche centrali, anche la BoE è organo preposto all’emissione della valuta nazionale, la sterlina, tuttavia non ne detiene il monopolio. Svolgono infatti la stessa funzione anche la Royal Bank of Scotland, la Bank of Scotland e la Clydesdale Bank.

Londra non ha mai partecipato all’unione monetaria europea, ma la Bank of England fa comunque parte del sistema europeo delle banche centrali – e la Brexit ha creato non poche difficoltà a tal proposito. All’inizio del 2020 la Banca centrale europea ha chiarito con una nota ufficiale che il capitale complessivo della Bce resterà invariato (10,8 miliardi di euro) anche all’indomani dell’uscita della BoE dal sistema europeo delle banche centrali.

La BoE detiene il 14,3% del capitale della Bce; tale quota verrà ripartita tra le banche dei paesi dell’Eurozona e non. La Bce rimborserà l’equivalente della quota presa in carico da ciascuna banca centrale comunitaria in base alle disposizioni dell’accordo di recesso del Regno Unito dall’Ue – accordo che, a due mesi e mezzo dalla data ultima, potrebbe ancora saltare da un momento all’altro.

  • Banca centrale europea

Composizione

Il sistema delle banche centrali di cui sopra fa capo alla Banca centrale europea. In funzione dal primo gennaio 1999, funge da banca centrale dell’area euro, ma la sua influenza si estende a tutti i paesi dell’Unione Europea – non solo i 19 membri dell’Eurozona, ma anche quelli che non hanno adottato l’euro: l’insieme delle banche centrali nazionali dei paesi membri dell’Ue e della Bce forma il Sistema europeo della banche centrali. Bce e banche centrali dei paesi dell’Eurozona formano invece l’Eurosistema.

Le banche centrali dei paesi dell’Eurozona contribuiscono al capitale della Bce in proporzione al proprio Pil (l’Italia nel 2020 ha versato oltre 1,28 miliardi di euro, il 13,8% della quota di partecipazione; dopo la Brexit diventeranno 1,39 miliardi). Gli altri stati, che non hanno adottato l’euro, sono comunque tenuti a versare il 3,75% del capitale sottoscritto – ma non partecipano alle decisioni di politica economica della Bce.

Obiettivi

Come ogni altra banca centrale, l’obiettivo primario della Bce è il mantenimento della stabilità monetaria tramite il controllo dell’inflazione, che deve mantenersi a un livello inferiore ma prossimo al 2%. La Bce autorizza inoltre gli stati dell’area euro a stampare moneta.

  • La banca centrale italiana

La banca d’Italia è entrata a far parte del Sebc nel 1998 e, da allora, partecipa alla definizione della politica monetaria europea (il governatore della Banca d’Italia partecipa alle riunioni del Consiglio direttivo della Bce, organo che riunisce i governatori della banche centrali dei 19 paesi dell’Eurozona e i sei membri del Comitato esecutivo.

Bankitalia, come nota nel lessico giornalistico, svolge inoltre attività di vigilanza e di regolazione dell’offerta di moneta.

L’impatto delle banche centrali sull’economia globale

Monitorare le riunioni delle banche centrali e saper leggere gli effetti delle decisioni di politica monetaria che ne derivano aiutano a prevede i movimenti delle valute sui mercati.

Il calendario delle riunioni del Fomc è imprescindibile sia per gli investitori tradizionali sia per i trader, professionisti e non. Ogni parola del presidente della Federal Reserve è in grado di determinare un rafforzamento o un indebolimento del dollaro, Ma l’influenza dei banchieri centrali non si ferma qui: ai tempi in cui a capo della Banca centrale europea c’era Mario Draghi, bastava anche solo una cravatta diversa dalle altre per immaginare il tenore dell’annuncio in arrivo e le conseguenze sui mercati. I foulard di Christine Lagarde non sembrano aver ottenuto lo stesso successo.

La decisione più rilevante per una banca centrale è un intervento sui tassi di interesse, con conseguenze sulle valute ma anche su azioni, obbligazioni e altri titoli di stato.

Come sfruttare le opportunità di trading?

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