Coronavirus: cosa succederà alle compagnie aeree con il crollo dei viaggi?

La cancellazione di decine di voli sta provocando danni alle stesse aziende. Torna a galla la questione Alitalia, mentre l’intero settore in Europa perde oltre il 2%

La prima a cadere è stata la britannica Flybe, del consorzio Virgin Atlantic, Stobart Group STOB.L e Cyrus Capital: la compagnia ha dichiarato bancarotta dopo il crollo dei viaggi causato dalle misure per tentare di contenere l’epidemia di coronavirus.

Come nel lusso, il Covid-19 sta impattando anche (e prima di tutto) sul settore dei viaggi. Norwegian Airlines ha annunciato una revisione al ribasso della guidance per il 2020, mentre la finlandese Finnair ha stimato che l’impatto del coronavirus sarà ancora più grave di quello della Sars, esplosa tra il 2002 e il 2003.

In totale, l’Associazione per i trasporti aerei internazionali (International Air Tansport Association, Iata) ha annunciato ricadute sull’intero settore pari a 29 miliardi di dollari – e il dato risale a una stima effettuata prima ancora del diffondersi del virus al di fuori della Cina, quando molte compagnie hanno iniziato a cancellare voli soprattutto verso Iran e Italia, tra i paesi con il maggior numero di contagi.

Come hanno reagito le compagnie al coronavirus?

La maggior parte della compagnie aeree nei giorni scorsi ha comunicato la cancellazioni di decine di voli in partenza o in arrivo dal nord Italia, giustificando la decisione con un’analisi costi-benefici in ragione della diminuzione dei viaggiatori. E, in effetti, già diverse multinazionali e istituzioni hanno bandito i viaggi di lavoro: dalla Banca Centrale Europea a Golman Sachs e Unicredit, come pure le aziende (Nestlé, L’Oreal, Unilever).

La maggior parte delle compagnie di volo low cost, come EasyJet e Wizz Air, hanno cancellato diverse rotte in arrivo e partenza per l’Italia, ma a prendere provvedimenti sono state anche le compagnie di bandiera: Lufthansa si riserva la possibilità di operare controlli sui passeggeri in arrivo dall’Italia, mentre British Airways ha già cancellato 22 voli, sempre a causa delle mancate prenotazioni. Brussels Airlines ha ridotto i voli per il nord Italia del 30%, mentre Israele ha dichiarato il divieto di ingresso per i passeggeri provenienti dall’Italia, con il rientro immediato di chi era già in viaggio.

Cosa succederà alle compagnie già in crisi prima del coronavirus?

Il fallimento di Flybe pone l’accento su una questione delle compagnie già a rischio. Solo due giorni fa Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha dichiarato la possibilità di bancarotta per diverse compagnie – tra cui appunto Flybe: “Quando hai un declino massiccio e immediato di prenotazioni, hai anche un declino massiccio del giro d’affari”, ha dichiarato a margine di un evento industriale che si è tenuto martedì a Bruxelles.

“Non credo che sia appropriato per i governi di predisporre aiuti statali a compagnie aeree che non erano sostenibili già prima del coronavirus”, ha dichiarato nella stessa occasione Willie Walsh, Ceo uscente di Aer Lingus (che, insieme a British Airways, rientra nella casa madre IAG).

Cosa significa nel caso dell’Italia?

Alitalia e Atlantia, due aziende già in gravi difficoltà da mesi, accusano ora quest’ennesimo colpo. La prima già aveva all’attivo una procedura di cassa integrazione per 3.960 dipendenti, che ora durerà fino al 3 ottobre – ulteriori sette mesi rispetto a prima del diffondersi dell’epidemia, dunque. A rischiare potrebbero essere 2.785 persone, per via di misure straordinarie che la contrazione del traffico aereo potrebbe causare.

La riduzione dei viaggi si traduce anche in meno passeggeri in transito negli aeroporti: per Atlantia, che gestisce anche gli Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino), si tratta di una seconda questione che si viene ad aprire mentre, dall’altro lato, lotta con lo stato per mantenere la concessione autostradale Aspi – attualmente in disputa, dopo la tragedia del ponte Morandi del 2018. Al momento, le azioni Atlantia stanno perdendo lo 0,89%, a 18,84 euro l’una.

Come stanno reagendo al coronavirus le azioni del settore trasporti?

L’indice paneuropeo Stoxx “Travel and leisure” stamattina è in ribasso di 206 punti, un calo del 2,74%. Tra le compagnie aeree, sulla Borsa di Londra Ryanair segna -2,61%, British Airways perde l’1,53%, EasyJet il 2,22%, Wizz Air il 2,87%. Sul Dax invece torna a salire Lufthansa, che segna un rialzo del 3,91%.

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