Coronavirus: come reagiscono i settori più sensibili al rischio di un nuovo lockdown?

Ancora non se ne parla apertamente, ma già in Europa tornano in vigore le prime restrizioni per il contenimento dei contagi. Ecco chi sta scontando i primi effetti

Il governo di Londra è il primo a prendere provvedimenti per contenere, di nuovo, l’aumento di contagi da covid-19: chiusura alle 10 di sera per pub e locali da giovedì, “tornare in smart working, se possibile” per i lavoratori e stop al piano per riaprire stadi e competizioni sportive al pubblico a ottobre.

In mattinata, il premier britannico Boris Johnson è stato ascoltato dai parlamentari di Westminster per ulteriori dettagli sul piano di contenimento. Ma il Regno Unito non è l’unico stato a guardare con apprensione ai nuovi numeri del virus: solo ieri ne ha contati 4.368, già in Francia la situazione è ben più grave (4.298 nelle ultime 24 ore, ma durante il fine settimana ne sono stati registrati oltre 13 mila, quasi il doppio al picco dell’emergenza, ad aprile), idem in Spagna, in Italia 1.350 contagi ieri – l’unica che sembra riuscire a tenere ancora sotto controllo la situazione è la Germania, 922 nuovi casi al 22 settembre.

Una seconda ondata, o è sempre la stessa, solo frenata dalle misure di lockdown che, nel frattempo, hanno messo in ginocchio l’economia mondiale? In ogni caso, l’Europa già inizia a pensare a soluzioni di contenimento: in Francia non è possibile consumare e vendere alcol e dopo le 8 di sera, in Italia tamponi obbligatori per chi rientra da Parigi o altre città a rischio.

L’idea di un nuovo lockdown spaventa e gli stessi governi non sono affatto inclini a prendere in considerazione l’ipotesi. Secondo le previsioni rilasciate quest’estate dalla Commissione Europea, il Pil dell’intera Unione Europea avrebbe già subito una contrazione del 3,6% durante l’anno, con quello dell’Eurozona in flessione dell’8,7%.

Settore viaggi e turismo: ribassi in arrivo

Per l’EuroStoxx Travel&Leisure i cali di oggi non sono certo paragonabili alle difficoltà di ieri, ma comunque l’intero comparto europeo continua a viaggiare in ribasso – al momento perde l’1,77%.

A livello globale, le prime a risentire dei timori su un nuovo stop agli spostamenti sono state chiaramente le compagnie aeree.

Eppure nelle contrattazioni pre-market Delta Airlines avanza dello 0,40% a 29,94 dollari per azione; Southwest Airlines avanza dello 0,35% mentre United Airlines guadagnano lo 0,62%.

Il discorso cambia sensibilmente spostandoci in Europa: Lufthansa perde il 3,47%, Ryanair prosegue sui cali di ieri e lascia sul terreno il 5,21%, le azioni IAGperdono il 2%, EasyJet segna il calo più marcato, -3,71% mentre le azioni Air France si fermano a -3,08%.

I titoli petroliferi: permane l’ottimismo, ma di breve durata

Primo settore a subire gli effetti dello stop alle attività produttive, oltre che agli spostamenti, nelle ultime ore il comparto dei titoli petroliferi non sembra preoccupato dall’eventualità di un secondo lockdown – a giudicare dai prezzi del petrolio, che nelle ultime ore sono aumentati dello 0,74% per il Wti (salito a 39,60 dollari al barile) e di oltre l’1% per il Brent (41,87 dollari al barile).

Non solo, ma al momento sul Ftse Mib le quotazioni Eni segnano un deciso rialzo: +2,45%, a 7,12 euro per azione, mentre le Saipem avanzano dello 0,81% (1,55 euro per azione).

Il comparto farmaceutico: un evergreen

Secondo uno studio di UBS, oltre il 40% dei rialzi sui mercati finanziari da maggio è stato prodotto dai titoli farmaceutici, impegnati nella corsa per la ricerca del vaccino anti-covid.

Si parlava di un vaccino entro l’autunno, con le statunitensi Moderna e Pfizer in testa. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i vaccini tuttora in fase di sperimentazione (su esseri umani) sono oltre 30 e almeno sei sono alle fasi terminali della sperimentazione.

L’offerta è ampia e, secondo gli analisti, proprio per questo eventuali fuori programma – come lo stop di AstraZeneca al suo brevetto, a causa di effetti collaterali riscontrati in su un volontario, la settimana scorsa – provocano per lo più ricadute sul sentiment di mercato sempre poco durature: qualcuno inciampa, ma la corsa non si arresta.

Al momento le azioni Moderna perdono l’1,10%, Pfizer si muove sulla parità nel premarket dopo aver lasciato sul terreno l’1,67%, in calo anche le quotazioni NovaVax, -1,04%, mentre le quotazoni Gilead avanzano negli scambi pre-market dello 0,11%. Nel Vecchio Continente, la tedesca BionTech scende dell’1,31% e la francese Sanofi perde lo 0,40% mentre, sul Ftse Mib, Diasorin (attiva soprattutto nello sviluppo di test diagnostici rapidi di covid-19) perde oltre il 2%.

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