Cambio EUR/USD in leggero calo in attesa dei risultati del caucus in Iowa

Alcune incongruenze nel conteggio dei risultati tengono ancora in sospeso il primo incontro elettorale a dare il via alla campagna per le primarie Usa. Dollaro volatile, contro la sterlina sconta anche l’effetto Brexit

Secondo gli abitanti dell’Iowa, è più importante un candidato democratico in grado di riuscire a competere contro Trump, piuttosto che qualcuno più affine alla propria visione politica. È quanto emerge dalle risposte che gli elettori hanno dato ai giornalisti in queste confuse ore, in attesa dei risultati del primo caucus, che ha dato il via alla campagna per le primarie del partito Democratico Usa.

Perché ancora non si sa il risultato?

Il voto si è concluso ieri sera ma, a quanto pare, sono sorte alcune “incongruenze”. Sarebbero infatti in corso controlli per garantire la correttezza dei risultati. Nell’attesa, i candidati non hanno perso occasione per continuare la campagna elettorale: “Secondo tutti gli indicatori, andremo nel New Hampshire da vincitori”, ha proclamato l’ex sindaco di South Bend (Indiana) Pete Buttigieg, prima ancora dei risultati, in riferimento al prossimo appuntamento con gli elettori.

In realtà, i sondaggi danno al primo posto il senatore del Vermont Bernie Sanders con quattro punti di vantaggio sull’ex vicepresidente dell’amministrazione Obama, Joe Biden. Buttigieg sarebbe solo al terzo posto, seguito dalla senatrice Elizabeth Warren e, al quinto posto, la senatrice del Minnesota Amy Klobuchar.

Grande assente, non per la prima volta, Mike Bloomberg. A quanto pare l’ex sindaco di New York avrebbe deciso di saltare, oltre alla tappa in Iowa, anche le successive tre (le prossime partite si giocano nel New Hampshire, in Nevada e Carolina del Sud), per puntare tutto sui 13 stati in cui si voterà nel “Super Tuesday” – il martedì in cui sarà chiamata alle urne la maggior parte dei cittadini statunitensi, in cui si gioca un terzo dei delegati totali.

Come funziona il sistema elettorale Usa?

Lunedì i cittadini dello stato del mid-west si sono recati nei seggi allestiti in circa 1.600 scuole e altri edifici pubblici per scegliere i delegati che, a loro volta, supporteranno gli 11 candidati democratici alla corsa elettorale. Più delegati i candidati riusciranno a conquistare, più saranno alte le probabilità di raggiungere la maggioranza al congresso del partito, previsto per la metà di luglio a Milwaukee. Per diventare il candidato alla corsa elettorale, i concorrenti alle primarie devono assicurarsi almeno 1.991 delegati. Questi vengono loro assegnati in proporzione al numero dei cittadini che si sono schierati per quel candidato.

Il processo si basa dunque più su un dibattito (fondamentali per convincere gli indecisi) e non c’è un vero e proprio voto. I ritardi sarebbero dovuti a “incongruenze” nel riportare i risultati dei vari caucus dell’Iowa, che avrebbero reso necessari dei controlli più approfonditi. “Non riescono neanche a controllare il caucus, e vorrebbero salire al governo. No, grazie” ha twittato Brad Parscale, il direttore della campagna elettorale di Donald Trump.

D’altra parte, per quanto si tratti di uno stato il cui elettorato si traduce in circa l’1% dei delegati a livello nazionale, la vittoria potrebbe essere decisiva: nelle ultime quattro tornate elettorali, il candidato democratico è sempre stato lo stesso che aveva vinto nell’Iowa. Non è raro inoltre che si presentino contestazioni sul conteggi del numero dei delegati a ciascun candidato.

È già successo nel 2016, ad esempio, che i repubblicani abbiano contestato il risultato del caucus. Quella volta, Mitt Romney era risultato il candidato a cui erano stati assegnati più delegati; salvo poi vedersi contestato il risultato dal suo stesso partito, secondo cui in realtà il vero vincitore era stato Rick Santorum, con un margine di 34 voti. Ciò è dovuto proprio alle modalità di voto del caucus, alle volte anche particolarmente caotico, con gli elettori che per esprimere la propria preferenza devono fisicamente spostarsi da una parte all’altra della stanza in cui è convocato il caucus.

Come ha reagito il dollaro?

Tanta incertezza si è tramutata in una discreta volatilità del dollaro. Il cambio EUR/USD ieri ha raggiunto un minimo 1,1035, salvo poi risalire nelle ultime ore e tornare a quota 1,1054.

Quanto alla coppia valutaria GBP/USD, l’andamento del cambio ha seguito anche quello della Brexit di venerdì sera e, soprattutto, del discorso di ieri di Boris Johnson con cui il premier britannico ha annunciato i piani di accordi commerciali da stringere con l’Unione Europea. Il cable ha raggiunto oggi un minimo di 1,2941, ma già si sta assestando al rialzo, a 1,3010.

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