Borse Ue in rialzo nonostante gli ordini all’industria in Germania

Attesa per i non-farm payrolls Usa, si prevede un aumento della disoccupazione a maggio intorno al 20%. Ben intonata l’Asia, mentre l’Europa beneficia dell’allargamento del QE antipandemico e mette a segno rialzi di oltre il 2%

Nel giorno in cui gli occhi dei mercati sono puntati sui non-farm payrolls, ovvero il numero di buste paga nel settore non agricolo statunitense, le Borse europee aprono la sessione più toniche rispetto alla vigilia.

Merito soprattutto dei 600 miliardi aggiuntivi nell’ambito del programma Pepp (l’acquisto di bond in funzione anti-pandemica) annunciati ieri dalla Banca centrale europea, in grado anche di eclissare il cattivo dato sugli ordini all’industria tedesca di aprile: -25,8% rispetto a marzo e -36,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, un crollo che non si vedeva dal 1991.

Come si è chiusa la giornata in Asia?

Dati macro poco incoraggianti arrivano anche dal Giappone, dove i consumi delle famiglie ad aprile sono diminuiti dell’11,1% rispetto allo scorso anno e del 6,2% rispetto al mese precedente. Eppure gli indici giapponesi sono riusciti a contenere le perdite grazie alle buone prospettive sull’industria (soprattutto il settore auto) e i titoli finanziari, arrivando così a chiudere il Nikkei in rialzo dello 0,74%, mentre il più ampio Topix segna un aumento dello 0,54%.

In rialzo anche la Cina, dove Shanghai chiude in rialzo dello 0,40%, Shenzhen segna +0,37% e China A50 +0,41%. Ma a trainare al rialzo i listini del continente asiatico sono soprattutto l’Hang Seng, che guadagna l’1,88% nonostante le tensioni con Pechino non si siano affatto affievolite, e il Kospi coreano, che allunga dell’1,43%.

Come si prospetta la giornata negli Usa?

Per quanto i futures su Wall Street siano ben intonati (quelli per l’S&P500 sono balzati al massimo da tre mesi, allungando dello 0,8%), oggi gli occhi dei mercati, non solo statunitensi ma del mondo intero, sono puntati sui non-farm payrolls.

Ieri il dato sulle nuove richieste settimanali di disoccupazione ha per l’ennesima volta disatteso le aspettative: laddove gli analisti avevano stimato che fossero non più di 1,8 milioni, i cittadini che nella settimana conclusasi il 29 maggio hanno perso il lavoro sono oltre 1,87 milioni.

Oggi alle 14:30 il Bureau of Labor Statistics pubblicherà non solo i dati sulla situazione occupazionale di maggio, ma anche la variazione nel livello di occupazione e, soprattutto, il tasso di disoccupazione – che molto si aspettano vicino al 20%, il più alto dalla seconda guerra mondiale.

Sul fronte valutario, prosegue il rally dell’euro dopo la mossa a sorpresa di ieri della Bce. La moneta unica ha guadagnato nei confronti del dollaro oltre l’1,35% e il cambio EUR/USD è arrivato a quota 1,349 – il massimo dallo scorso 10 marzo.

In rialzo anche il cambio USD/JPY, che viaggia a 109,379, uno sprint accolto con particolare favore dagli industriali giapponesi.

Sfonda di nuovo i 40 dollari al barile il Brent del mare del Nord, mentre il petrolio Wti sale a 37,91 dollari al barile.

Come hanno aperto le Borse europee?

La cautela co cui ieri gli indici europei hanno atteso l’annuncio di politica monetaria della Bce si è trasformata stamattina in uno sprint che ha portato a rialzi di oltre due punti percentuali su quasi tutti gli azionari. A un’ora dall’apertura Parigi viaggia in rialzo del 2,30%, Francoforte guadagna il 2,12%, Londra resta leggermente indietro a +1,14%, Madrid sale del 2,80% e anche Piazza Affari allunga del 2,02%, spinta al rialzo dai titoli bancari (grazie all’abbassamento dello spread tra Btp e Bund tedeschi, che dopo l’annuncio della Bce è tornato a quota 174,8). In rally anche il lusso, con Ferragamo che guadagna oltre il 7%, mentre Fca si mantiene in rialzo del 4,84%.

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