Borse mondiali caute dopo gli avvertimenti della Fed su una “lenta ripresa” post-coronavirus

Azionari europei in rosso dopo le previsioni della banca centrale Usa. Attesi oggi dati su disoccupazione e rapporto Bce. Milano perde lo 0,44% e scende a 17.105,48 , niente dividendo per gli azionisti Fca

L’atteso discorso del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e le fosche prospettive per l’economia Usa davanti alla crisi coronavirus, hanno provocato pressioni su Wall Street alla chiusura di ieri che si ripercuotono sul resto degli indici globali.

Come hanno chiuso le Borse asiatiche?

I primi a risentirne sono stati i listini asiatici, che scontano anche il cattivo dato sulla disoccupazione in Australia (594 mila posti di lavoro in meno nell’ultimo mese).

In Giappone il Nikkei ha chiuso in ribasso dell’1,74% mentre il più ampio Topix perde l’1,91%. Male anche Shanghai (-0,96%), Shenzhen (-0,76%) e China A50 (-1,05%), soprattutto dopo le minacce del presidente Usa Donald Trump di stracciare l’accordo commerciale che, a metà gennaio, aveva segnato una tregua nella guerra dei dati che, per tutto il 2019, ha contrapposto le due superpotenze.

“Abbiamo appena fatto un ottimo affare commerciale, l'inchiostro era a malapena asciutto, ed il mondo è stato colpito dalla peste cinese. 100 accordi commerciali non farebbero alcuna differenza - e tutte quelle vite innocenti perse!”, ha twittato il presidente Usa.

Come ha reagito Wall Street al discorso di Powell?

Ieri il presidente della Federal Reserve ha definitivamente escluso ogni ipotesi di ricorso ai tassi negativi, distruggendo le aspettitve di Trump: niente movimenti in tal senso fino a quando la loro efficacia non sarà più chiara, ha annunciato Powell. Dopo aver raggiunto quota 1,089, ieri, proprio mentre Powell parlava, oggi il cambio EUR/USD torna a scendere e viaggia a 1,0808.

Piuttosto, l’appello ora è rivolto ai legislatori Usa e alla loro capacità di fornire adeguati stimoli fiscali ai cittadini e alle imprese Usa, a cui affiancare il “set di strumenti” al completo a disposizione della Fed per fronteggiare la crisi coronavirus. Oggi gli Usa attendono il dato settimanale sulle nuove richieste di disoccupazione, che ormai hanno superato i 30 milioni dall’inizio della crisi del Covid-19.

Allo stesso tempo, prosegue la sfida fra Trump e Anthony Fauci, ovvero fra la riapertura dell’economia Usa e la cautela nell’allentare il lockdown per evitare una nuova ondata di contagi (che, secondo il virologo della Casa Bianca, potrebbero richiedere una nuova chiusura totale con conseguenze ancora più devastanti per gli Stati che per primi tenteranno di tornare alla normalità).

Non sono bastati i dati relativamente buoni sulle scorte di petrolio Usa, rilasciati ieri (in calo per la prima volta da 16 settimane) per ridare slancio ai listini su Wall Street che, ad eccezione del Nasdaq trainato al rialzo dai titoli delle aziende tech, hanno chiuso in ribasso. In compenso il prezzo del petrolio continua ad oscillare intorno ai 25 dollari/b (il Wti) e tenta di sfondare la soglia dei 30 (il Brent) dopo che, ieri, l’Opec nel suo rapporto mensile ha stimato un crollo della domanda nel secondo trimestre 2020 di 5,4 milioni di barili al giorno.

Cosa si prevede la giornata per le Borse europee?

Il dato sull’inflazione tedesca più alta del previsto (0,4% ad aprile, rispetto alle attese di 0,3%) non aiuta Francoforte, che apre in rosso (-0,77%) come il resto degli indici europei. Attesi oggi anche i dati sulla bilancia commerciale dell’Unione Europea e il rapporto mensile della Bce. Il vice presidente Luis De Guindos già ieri ha annunciato che il Pil dell’Eurozona nel primo trimestre è previsto in calo del 4% e che nel secondo trimestre potrebbe arrivare anche al doppio. “Il Covid-19 ha avuto un impatto brutale sulle attività economiche dell'eurozona e per l'intero anno ci aspettiamo una flessione attorno al 9%, una stima analoga a quella del Fmi e della Commissione Europea”, ha dichiarato De Guindos.

In calo anche Parigi che perde l’1,07%, Madrid che lascia sul terreno lo 0,8% e Milano, -0,44%, trainata al ribasso da Ferragamo (-1,67%, 10,62 euro ad azione) e Fca, che perde lo 0,75% e scende a 7,32 euro dopo aver annunciato che l’impatto del Covid-19 sulla produzione non permetterà al gruppo di corrispondere il dividendo, 1,1 miliardi di euro. Stessa sorte per Psa, ma le due case automobilistiche confermano che i piani per la fusione andranno comunque avanti.

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