Borse globali contrastate, bene l’Europa nonostante le tensioni Cina-Usa su Hong Kong

Il Giappone chiude in rialzo (Nikkei +1,73%) dopo l’annuncio della BoJ di stimoli fiscali per quasi 1000 miliardi di dollari e la fine dello stato d’emergenza. Bene gli azionari europei, a Milano occhi puntati su Atlantia

Con i mercati di New York e Londra oggi in pausa per il Memorial Day negli Usa e il Bank Holiday nel Regno Unito, i mercati oggi aprono con lo sguardo puntato alle tensioni del fine settimana tra Cina e Stati Uniti.

Cosa sta succedendo in Asia?

Pechino ha infatti parlato per la prima volta apertamente di “guerra fredda”, in relazione alla minaccia da parte degli Usa di imporre sanzioni commerciali nel momento in cui l’Assemblea del Popolo cinese, riunita nel tradizionale incontro annuale (slittato da marzo a maggio a causa della pandemia di coronavirus) dovesse approvare le leggi di sicurezza nazionale con cui la Repubblica Popolare mira a ridurre ulteriormente l’autonomia di Hong Kong. Nello specifico, la legge prevede la possibilità per l’intelligence cinese di istituire della basi nella città per sedare le rivolte e le “attività terroristiche” (come le ha definite il segretario per la sicurezza di Hong Kong, John Lee).

Con l’allentamento delle misure di contenimento del Covid-19 l’atmosfera di protesta nell’ex colonia britannica è infatti tornata a scaldarsi fino ad arrivare, nelle ultime ore, a veri e propri scontri con la polizia che hanno condotto al fermo di 120 persone e all’arresto di 30 attivisti pro-democrazia.

La Cina dovrebbe votare il provvedimento giovedì prossimo. Nel frattempo, le Borse asiatiche chiudono contrastate: Shanghai viaggia in leggero rialzo, a +0,06%, mentre Shenzhen perde lo 0,48% e China A50 guadagna lo 0,30%. Di contro, l’Hang Seng di Hong Kong perde lo 0,22% e scende a 16.921,30 punti.

Bene invece il Giappone, dove l’indice Nikkei chiude in rialzo dell’1,73% mentre il più ampio Topix guadagna l’1,65%, grazie al secondo pacchetto di stimoli fiscali in preparazione dal governo di Shinzo Abe.

Oggi inoltre, dopo oltre un mese e mezzo, termina lo stato di emergenza imposto all’esplosione della pandemia di coronavirus, la stampa giapponese lascia trapelare un piano fiscale da almeno 929 miliardi di dollari in supporto alle aziende (equivalenti a 100 mila miliardi di yen), che seguono stimoli già posti in atto da 117 mila miliardi di yen.

Restano anche gli stimoli monetari messi in atto dalla Bank of Japan, che ha lasciato invariato il tasso di interesse a zero, aumentando gli acquisti dei titoli finché necessario.

Come hanno reagito i mercati?

Il dollaro resta positivo rispetto al paniere delle principali altre valute, con il dollar index in rialzo dello 0,09%. Scende il cambio EUR/USD, che torna a quota 1,0873 – il minimo da una settimana. Il cross USD/JPY osserva invece un rialzo a 107,703.

Contiene i guadagni ma resta stabile sopra ai 30 dollari al barile il petrolio, con il Wti a 33,66 dollari e il Brent del Mar del Nord a 35,32, rispettivamente in rialzo dell’1,23% e dello 0,54%.

Scende invece l’oro, che torna a quota 1.726,9 dollari l’oncia.

Come si prospetta la giornata in Europa?

Poco prima dell’apertura della sessione europea la Germania ha pubblicato il dato sul Pil del primo trimestre, che ha confermato le aspettative segnando un calo del 2,2% rispetto all’ultimo trimestre del 2019 – e il peggiore dal primo trimestre del 2009.

Atteso a metà mattinata sempre dalla Germania l’indice Ifo, sulla fiducia delle aziende.

Nonostante le tensioni geopolitiche, le Borse europee aprono abbastanza toniche: Parigi guadagna lo 0,29%, Francoforte +0,56%, Madrid + 0,57% e Milano segna una rialzo dello 0,18%, grazie soprattutto a Fca (+2,31%) e Leonardo (+2,28%). Occhi puntati su Atlantia , che non fa prezzo in apertura dopo che, sabato, il vice ministro delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri è tornato a minacciare il commissariamento, a seguito della decisione di Aspi di limitare le spese per il mantenimento ordinario – conseguenza dell’impasse sulla concessione.

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