Bce, prima riunione con Lagarde presidente: cosa si aspettano i mercati?

Continuità con la politica di Draghi, in attesa dei risultati delle decisioni che nelle ultime settimane hanno definito la politica monetaria dell'ex numero 1 della Banca europea

Il primo discorso di Christine Lagrange, all’indomani della sua prima riunione come presidente della Banca centrale europea, sarà probabilmente povero di novità. Eppure occhi e orecchie dei mercati finanziari sono tutti puntati sulla conferenza stampa di oggi pomeriggio. Si attendono commenti sull’andamento dell’economia nell’Eurozona, oltre alle dichiarazioni sul proseguimento della politica monetaria.

Cosa aspettarsi?

La maggioranza degli analisti tuttavia non si aspetta grandi colpi di scena. È infatti altamente probabile che Lagarde propenda per una politica “wait and see”, soprattutto in considerazione dell’anno appena passato.

Il 2019, soprattutto gli ultimi mesi, saranno infatti ricordati per il taglio dei tassi sui depositi (del 10%, arrivando così a -0,50%) e l’annuncio di nuove misure di Quantitative Easing (il 2 novembre la Bce ha dato il via all’acquisto di titoli di stato per 20 miliardi al mese): entrambe misure che hanno provocato non pochi dissapori all’interno del board esecutivo, fino alle dimissioni del membro tedesco, Sabine Lautenschläger).

Misure importanti, intraprese da Mario Draghi a conclusione del suo mandato, che difficilmente verranno intaccate. Molto più probabilmente, Lagarde adotterà una politica “wait and see”: aspettare che tali misure dispieghino i propri effetti e osservare eventuali riscontri positivi, monitorando soprattutto l’andamento dell’inflazione.

Proprio l’inflazione si rivelerà il fattore principale in grado di determinare una politica più o meno aggressiva – da dispiegarsi comunque nel medio termine. La conferma, entro il 2022, di un’inflazione a 1,7%, confermerà il buon andamento delle misure introdotte da Draghi, avvicinandosi verso l’obiettivo del 2%.

Ma gli investitori saranno attenti a monitorare soprattutto l’intenzione di Lagarde nel mantenere unito il Comitato esecutivo, dopo i contrasti delle ultime settimane. Al momento, infatti, appare proprio come uno tra i fattori più in grado di muovere i mercati: la conferenza stampa di oggi servirà per testare la determinazione e capacità di Lagarde nel salvaguardare l’unità dei membri del board e promuovere le politiche che riterrà necessarie.

D’altra parte, per quanto quella di oggi sia la prima conferenza stampa ufficiale, Lagarde ha già partecipato a meeting europei e rilasciato dichiarazioni affermando l’effetto ampiamente divisivo delle politiche di QE intraprese a settembre.

Le prospettive a medio-lungo termine

Tale strategia richiederà tuttavia tempo: almeno fino al 2022, quando sarà possibile apprezzare gli effetti delle politiche lanciate da Mario Draghi. Qualora tuttavia di qui a due anni l’economia dell’Eurozona dovesse effettivamente virare verso una contrazione, un ulteriore taglio dei tassi potrebbe diventare una possibilità.

Rilevano anche i consumi dell’Eurozona, cresciuti del 2% nell’ultimo trimestre, insieme alla fiducia nei consumatori. Produzione dei servizi è aumentata invece dell’1,6%.

I mercati hanno già subito degli effetti?

Come per la Federal Reserve, le cui dichiarazioni di ieri non hanno smosso più di tanto le Borse, poiché ampiamente attese. Lo stesso avverrà presumibilmente per le scelte della Bce. Tuttavia sarà interessante analizzare i toni e le parole utilizzati da Christine Lagarde durante la conferenza stampa. Secondo lo strategist di IG Italia Filippo Diodovich: “sarà particolarmente significativo capire se saranno in discussione ulteriori misure non convenzionali come l’helicopter money o altre azioni diverse da quelle che ha lanciato l’ex governatore Mario Draghi. Non abbiamo dubbi che, dal punto di vista delle abilità da diplomatico, la Lagarde sarà in grado di mediare tra le esigenze dei falchi del Nord Europea con quelle delle colombe del Sud Europa".

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