Bce: cosa cambierà con la riunione di domani?

Le previsioni economiche e l’inflazione ai minimi da quattro anni spingono la Bce a “ricalibrare” le misure già implementate in risposta alla crisi pandemica

Sale l’attesa per il meeting della Banca centrale europea di domani. Dall’ultima riunione, quella del 29 ottobre, Francoforte ha avuto il tempo di monitorare i diversi parametri che, al tempo, avevano costituito motivo di temporeggiamento: primo fra tutti, l’evoluzione della seconda ondata della pandemia di covid-19, ma anche le novità sui vaccini (che, nel frattempo, sono arrivati e già iniziano ad essere somministrati, nel Regno Unito), ma anche gli sviluppi sul mercato dei cambi (da fine ottobre il cambio euro-dollaro è aumentato del 3,67% e oggi viaggia a 1,20).

Cosa deciderà la Bce domani?

“Il Consiglio direttivo ricalibrerà adeguatamente i suoi strumenti per rispondere alla situazione che sta delineando”, annunciava il comunicato del 29 ottobre.

Isabel Schnabel, membro del Board esecutivo dell’istituto centrale europeo, intervistata da Bloomberg ha spiegato recentemente che, al momento e date le circostante, la Bce dovrebbe puntare a “preservare le favorevoli condizioni finanziarie il più a lungo possibile per sostenere la ripresa”.

Le parole di Schnabel, unite ai propositi dello scorso ottobre, portano dunque ad escludere una svolta ancora più espansiva della politica monetaria di Francoforte – ma non di un aggiustamento degli strumenti a disposizione della Bce.

Gli analisti concordano dunque nell’aspettarsi che la Bce prosegua con gli strumenti tuttora attivi: piano di rifinanziamento a lungo termine (tltro) con condizioni favorevoli, presumibilmente da prolungare; prolungamento anche del Pepp, il Pandemic emergency purchasing program implementato proprio in risposta alla crisi economica scatenata dal covid-19, alla fine del 2021 (attualmente gli acquisti straordinari come data di scadenza hanno giugno 2021); prosecuzione del quantitative easing tradizionale, di 20 miliardi al mese; infine, il mantenimento dei tassi di interesse al livello corrente.

Il commento dell’analista

“Dato il peggioramento della pandemia dall'ultimo meeting ci si aspetta un intervento improntato soprattutto al breve termine, estendendo degli stimoli fino a dicembre 2021 per un totale di 600 miliardi di euro” dichiara Pietro Bellotti, Premium client manager per IG.

“Probabilmente la Bce preferirà intervenire per eccesso che per difetto. Interessante sarà vedere come reagirà l'inflazione, che deve tornare a crescere verso il target del 2%”

Le ultime letture dell’inflazione nella zona euro lasciano infatti spazio a poche speranze. A novembre l’indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,3% anno su anno, in line con il dato di ottobre e leggermente superiore alle stime degli analisti, che prevedevano un calo dello 0,2%. Il dato definitivo è atteso per il prossimo 17 dicembre.

I danni del covid-19 nell’Eurozona

Le previsioni economiche dello scorso 5 novembre, quelle che la Bce attendeva per stilare un nuovo piano di battaglia, fotografano una situazione ancora difficile. Il commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni in quell’occasione ha sottolineato lo stop alla ripresa estiva causato dalla seconda ondata di contagi, in autunno, che rendono ancora più contenuto il ribalzo atteso nel 2021.

A fronte di un crollo del Pil nell’Eurozona del 7,8% (in estate si prevedeva fino all’8,7%), l’anno prossimo la crescita si limiterà al 4,2% (rispetto a una prima previsione che arrivava al 6,1%).

“Ci vorranno due anni prima che l’economia europea si riavvicini ai livelli precedenti la pandemia”, ha dichiarato Gentiloni.

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