Azioni Unicredit in leggero rialzo, Mustier annuncia 900 milioni di rettifiche crediti addizionali nel primo trimestre

L’istituto di Gae Aulenti si prepara ad assorbire l’impatto del coronavirus, rivedendo le proprie linee di credito. Nel frattempo, l’ad taglia del 25% il proprio stipendio

La minaccia dell’impatto del coronavirus sui conti di cittadini e imprese in Italia è più reale che mai per Unicredit, che stamattina ha annunciato 900 milioni di rettifiche dei crediti nel primo trimestre dell’anno, quando il virus ha provocato lo stop forzato di centinaia di migliaia di attività.

La rettifica sui crediti

In considerazione degli impatti del nuovo ceppo di coronavirus sull’economia reale, l’istituto di credito ha annunciato di voler contabilizzare circa 900 milioni di rettifiche addizionali su crediti nel primo trimestre 2020.

L’istituto ha infatti anticipato gli aggiornamenti sullo scenario macroecronomico legato al calcolo delle su rettifiche su crediti secondo il principio contabile Ifrs9, prevedendo che molti creditori, a causa dello stop forzato nel tentativo di contenere la pandemia di coronavirus, non saranno nelle condizioni di ripagare i crediti concessi dalla banca. Unicredit ha calcolato una contrazione del Pil nell’intera Eurozona pari al 13% (che comunque verrà seguita da un’accelerazione del 10% nel 2021).

“Tali assunzioni includono gli impatti attesi derivanti dal Covid-19, nonché gli effetti delle azioni annunciate dai governi e dalla Bce, e risultano allineate a quelle pubblicate da UniCredit Economics Research lo scorso 2 Aprile, oltre a risultare coerenti, ed in alcuni casi più conservative, con quelle pubblicate dal Fmi lo scorso 14 aprile”, spiegano dall’istituto di Gae Aulenti.

L’aggiornamento dello scenario economico, all’indomani dello scoppio della pandemia di Covid-19, ha portato il costo del rischio a 110 punti base (80 in più rispetto all’ultima stima), che diventano 100-120 se si considera l’intero 2020 - ferma restando la variabile della “combinazione delle rettifiche relative all'aggiornamento dello scenario macro economico IFRS9 e dai potenziali effetti derivanti dai rischi che potrebbero materializzarsi nel corso dell'anno con riferimento a specifici settori e controparti, in particolare al termine dell'esercizio considerando la conclusione del periodo di moratoria”.

Per i debitori è già stato concesso un periodo di moratoria: 133 mila richieste, di cui 99 mila di imprese, per un totale di 16 miliardi di euro in prestiti che però, a quanto pare, non sarà abbastanza. È per questo che, stamattina, Unicredit ha annunciato la svalutazione per 900 milioni di euro dei crediti sul primo trimestre.

Stando al piano strategico 2020-23, in cui l’istituto di Mustier prevedeva di mantenere le esposizioni creditizie deteriorate sotto i 20 miliardi entro il 2023 e fissava il rapporto tra le esposizioni deteriorate lorde e i crediti totali lordi a cui puntare al di sotto del 3,8%, con un costo del rischio a 40 punti base. D’altra parte, lo shock esogeno del coronavirus ha colto di sorpresa l’intero settore bancario e Unicredit non si è fatta trovare impreparata.

Il taglio dello stipendio di Mustier

Il contributo alla lotta contro il coronavirus dell’istituto di Gae Aulenti è milionario, e deriva per gran parte dal taglio dello stipendio dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier. L’ad ha infatti annunciato di voler procedere alla rinuncia totale della propria remunerazione variabile del 2020, per un totale di 2,4 milioni di euro, oltre a volersi decurtare lo stipendio del 25% (300 mila euro): un totale di 2,7 milioni di euro che verranno devoluti alla Fondazione Unicredit. Per l’esercizio 2020 Mustier percepirà dunque 900 mila euro, il 75% in meno rispetto al target prefissato.

Come si stanno muovendo le azioni Unicredit?

Al momento, le azioni Unicredit viaggiano in rialzo dello 0,32%, a 6,611 euro l’una. L’andamento del titolo durante la giornata segue un trend discendente, per quanto il titolo resista sopra lo zero, con un minimo di 6,578 euro per azione e un massimo, raggiunto pochi minuti dopo l’apertura, di 6,75 euro.

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