Trimestrali Usa, settore tech: è il giorno di Apple. Investitori in cerca di segnali

Oggi, a mercati chiusi, Cupertino pubblica i risultati del primo trimestre fiscale 2019 dopo il revenue warning di gennaio. Tim Cook: pesano guerra commerciale e calo vendite iPhone in Cina. Focus sulla divisione servizi.

Fonte: Bloomberg

Apple in fase look and see nel giorno delle sue trimestrali. Dopo il revenue warning lanciato da Tim Cook lo scorso 2 gennaio, il mercato resta in attesa dei risultati dell’ultimo trimestre 2018, primo trimestre fiscale per Cupertino. La pubblicazione è in programma questa sera, a mercati americani chiusi. Ad essa seguiranno domani i risultati di Microsoft e Facebook; giovedì sarà invece la volta di Amazon.

Quattro settimane or sono, il gruppo della mela morsicata abbassò le proprie attese di fatturato a 84 miliardi di dollari, rispetto al range tra 89 e 93 miliardi inizialmente previsto. Causa della revisione, il calo delle vendite di smartphone in Cina e, indirettamente, gli effetti della guerra commerciale avviata dagli Stati Uniti contro Pechino.

In tale occasione, le azioni Apple registrarono una rovinosa caduta del -10%, recuperando poi il terreno perso. Oggi, con un prezzo per azione sopra ai $155 dollari per azione, il colosso tech ha perso a Wall Street il 33% della propria capitalizzazione rispetto ai massimi di inizio ottobre, quando il titolo toccò il proprio record storico a 232 dollari.

Il recente declino ha portato Apple a perdere anche il primato tra le società più capitalizzate del listino (la prima a raggiungere il livello di $1 trillion), con Microsoft, Amazon ed Alphabet che, in ordine, hanno superato per market cap il gruppo di Cupertino ($742 miliardi di capitalizzazione) rispettivamente con 807 miliardi, 801 miliardi e 745 miliardi di dollari.

Nel riportare i propri risultati per il trimestre conclusosi a dicembre, Apple ometterà per la prima volta alcuni dati finora noti, tra cui il numero di smartphone venduti e le entrate unitarie per iPad e Mac. Ciò significa che gli investitori non avranno il tipico punto di riferimento per la valutazione della crescita societarie e dovranno invece fare affidamento su altri parametri.

Da attese, i ricavi realizzati nella cosiddetta Greater China (mercato tradizionalmente di forte crescita per Apple) potrebbero subire una battuta d’arresto, a causa degli effetti della guerra commerciale Stati Uniti-Cina, del bando di iPhone dal mercato del Dragone (successivo alla denuncia di Qualcomm di aver abusato dei brevetti venduti da quest'ultima) e delle difficoltà lungo la catena di approvvigionamento (il grosso della produzione dei devices di punta viene prodotto oltreoceano).

Lo scorso anno, Apple ha registrato un fatturato in Cina pari a $17,96 miliardi e $11,41 miliardi nel quarto trimestre fiscale (in genere meno proficuo). Se questo trimestre il gruppo dovesse rivelare un calo anno su anno, sarebbe il primo periodo senza crescita da giugno 2017.

A fare bene potrebbero invece essere i ricavi da servizi, segmento che comprende tra gli altri App Store, Apple Care, Apple Music e servizi di archiviazione iCloud. Il segmento rappresenta però solo il 16% delle entrate totali di Cupertino.

 

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