2018, anno nero per le Borse: qual è stato il mercato peggiore?

Dax campione a ribasso d'Europa. Banche italiane sotto del 30%. S&P 500 peggior indice Usa. Nikkei ai minimi da 6 anni. Cina maglia nera.

Global Indices
Fonte: Bloomberg

Equity 2018 in mano agli orsi, da ambo le parti dell’oceano. Qual è il bilancio di un anno in perdita sui principali listini mondiali?

Se si guarda ai soli livelli d’apertura e chiusura d’anno la performance degli stocks cinesi batte tutti in senso negativo: le azioni del Dragone (Shanghai Composite) sono calate nel 2018 del 25%, scontando parimenti le pressioni commerciali volute dagli Stati Uniti ed il rallentamento della crescita economica, specie quella di Pechino. Male anche la performance di Hong Kong, con l’indice Hang Seng in discesa del 15%.

Non meglio è andata all’indice Nikkei: il paniere di Tokyo ha registrato nel 2018 la prima chiusura d’anno negativa dal 2012 (oltre il -12%), risentendo dei timori legati al venir meno della Cina come principale locomotore economico mondiale.

Cambia il mercato di riferimento, ma non il segno della performance complessiva: l’equity dello zia Sam ha concluso il 2018 con il peggior dicembre dal 1931, registrando su base annua cali rispettivamente del 6 e del 7 per cento sui panieri Dow Jones e S&P 500.

Sorte poco migliore è toccata al paniere tecnologico Nasdaq, in calo su base annua di poco meno del 3%. A destare preoccupazione, più che il dato in sé è la rilevazione su base bimestrale: rispetto ai livelli raggiunti a inizio ottobre, l’indice ha perso in due mesi il 17%, risentendo della volatilità che ha colpito il settore tecnologico, derivante sia dalla diatriba Cina-Stati Uniti (è il caso di Apple), sia da dinamiche proprie aziendali (ad esempio, Facebook).

Dopo aver effettuato quattro rialzi dei tassi nel 2018, il mercato si chiede quale sarà la reazione di medio periodo dell’economia americana ad una politica restrittiva da parte della Federal Reserve. Il rischio di una futura recessione (sottolineato anche dall’inversione della curva dei rendimenti per titoli a scadenze inferiori) potrebbe disseminare la strada dell’equity Usa di nuovi ostacoli.

Stretta in mezzo ai due poli economici di Xi Jinping e Donald Trump, l’Europa ha confermato un risultato 2018 ove a prevalere è stato il segno rosso. L’Euro Stoxx è calato da inizio anno del 14%, a metà tra il -12% FTSE 100 britannico ed il -16% del FTSE Mib italiano. Sul primo dei due, pesano oggi i rischi legati alla Brexit, che dal 29 marzo 2019 dovrebbe (salvo colpi di scena) cambiare la geografia dell’Unione europea; sulla seconda, permane invece l’incognita politica.

Ribassi del 10,5% per il Cac 40 francese, del 15% per l’Ibex spagnolo e del 18% per il Dax tedesco, tornato a prezzare sui minimi a due anni.

Menzione a parte, merita in tal caso la performance registrata dal comparto bancario: le banche europee hanno perso complessivamente, in media, il 25% del proprio valore, incassando il peggior anno dalla crisi dell’Eurozona (2010). Il paniere italiano FTSE Italia All Share Banks si è lasciato indietro il 30%, mentre maglia nera a Francoforte è andata a Deutsche Bank, il picchiata a -56%.

IG Bank S.A. presta servizi di “execution-only” ovvero di mera esecuzione di ordini senza consulenza. Le informazioni presenti in questo sito non contengono (e non si deve in alcun modo supporre che contengano) raccomandazioni o consigli in ambito di investimenti, né uno storico dei nostri prezzi di negoziazione, né un’offerta o un sollecito a intraprendere un’operazione su un certo strumento finanziario. IG Bank S.A. non può essere ritenuta in alcun modo responsabile per l’uso che si possa fare delle informazioni qui contenute e degli eventuali risultati che si potrebbero generare in base all’impiego di tali informazioni. Non si assicura inoltre l’accuratezza e la completezza delle suddette informazioni, che pertanto vengono usate e interpretate a proprio rischio. La ricerca inoltre non intende rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non e’ stata condotta in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e pertanto deve essere considerata come una comunicazione in ambito di marketing. La presente comunicazione non può essere in alcun modo riprodotta e distribuita.