Azioni Mediobanca in rally, Del Vecchio punta al 20% dell’istituto di credito

La mossa a sorpresa dell’ad di EssilorLuxottica ha fatto drizzare le orecchie al Copasir: in ballo potrebbe esserci anche l’italianità di Generali, di cui arriverebbe a controllare oltre il 13%

Leonardo Del Vecchio ha chiesto alla Banca centrale europea l'autorizzazione per far salire fino al 20% la sua partecipazione in Mediobanca: tanto è bastato per far scattare le quotazioni del gruppo bancario ai massimi dal 9 marzo, il lunedì nero in cui le azioni del Ftse Mib sono crollate sotto la pressione della pandemia di Covid-19.

L’istanza per autorizzare l’aumento di quota in Mediobanca è stata depositata presso Bankitalia lo scorso 29 maggio attraverso Delfin, la holding di Del Vecchio con sede a Lussemburgo. Da oggi scattano dunque i 60 giorni lavorativi per il procedimento autorizzativo da parte della Banca centrale europea.

Il titolo, subito in asta di volatilità all’apertura degli scambi su Piazza Affari, ha infine aperto in rialzo del 13%, per poi frenare leggermente alle 10,45 e arrivare al 7,47%, sovraperformando il settore bancario che, già registrava volumi superiori alla media dell'ultimo mese sull'intera seduta (6 milioni di pezzi già scambiati contro i 5,62 della media).

Perché Del Vecchio vuole aumentare la quota?

Regna ancora l’assoluto riserbo sulle motivazioni che hanno portato alla mossa di Del Vecchio, ma già si ricorrono le ipotesi degli analisti. Secondo Citi, per quanto Del Vecchio sia un “imprenditore di successo”, resta la sua “limitata esperienza nel settore bancario”. Per il broker finanziario, lo scatto di Del Vecchio “ha acceso preoccupazioni tra i suoi azionisti di lungo termine per via della mancanza di chiarezza sugli obiettivi strategici dell'investimento e per il potenziale impatto sul gruppo”.

“Potenzialmente (un azionista con una quota superiore al 20%) avrebbe una significativa influenza sul board e sarebbe una fattore critico di incertezza rispetto alla strategia di medio termine e alla continuità del management che sono entrambi elementi chiave" per il giudizio 'overweight”, commenta Morgan Stanley.

“L'intervento aumenta l'incertezza sull'execution del piano industriale di Mediobanca” dichiarano gli esperti di Equita, sottolineando anche le ricedute sul gruppo Generali, di cui Piazzetta Cuccia è il primo azionista.

Resta dunque alta l’incertezza sui prossimi passi tanto di Del Vecchio. A febbraio Bloomberg aveva riportato di colloqui informali tra l'ad di EssilorLuxottica ed esponenti della Banca centrale europea, nei quali si valutava una richiesta preliminare proprio in vista di raddoppiare la propria partecipazione nell’istituto di credito.

Fonti vicine alla trattativa suggeriscono che in ballo vi sia il futuro di Generali. Del Vecchio, che già possedeva il 4,9% del capitale di Generali, con l’ingresso in Mediobanca da primo azionista arriva di fatto a controllarne oltre il 18%, potendo contare anche sul 13,3% in capo all’istituto di credito.

Le scalata di Del Vecchio in Mediobanca

Il manager di EssilorLuxottica è entrato in Mediobanca nel settembre 2019, contestualmente all’uscita dal capitale di Unicredit, con il 6,94% di partecipazione. A ottobre era diventato il 7,5% e già a novembre Del Vecchio possedeva il 9,9% di Piazzetta Cuccia. Al tempo, Del Vecchio aveva dichiarato di voler “creare un azionariato stabile per Mediobanca e Generali”. In circa due mesi la partecipazione è salita sempre di più, fino ad arrivare all’attuale 10%.

Del Vecchio espresse una certa fiducia nel piano triennale presentato dall’istituto di credito nello stesso mese in cui entrava nel capitale di Piazzetta Cuccia, incentrata su una strategia di diversificazione dell’istituto che avrebbe riguardato soprattutto i rami del wealth management e consumer banking. Allo stesso tempo però non erano un mistero le sue posizioni critiche sulla visione, giudicata troppo conservativa, dell’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. Per Del Vecchio, Piazzetta Cuccia era infatti troppo dipendente da Generali e da Compass (la controllata per la sezione credito al consumo).

Come ha reagito il governo?

La notizia ha subito messo in stato d’allerta il Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica): “Nel contorno delle competenze del Copasir afferenti la sicurezza e l'interesse nazionale, si sta progressivamente formando una sensibile e consapevole preoccupazione relative a dinamiche che potrebbero in futuro intercettare l'interesse condiviso del Paese” ha dichiarato il presidente, Raffaele Volpi.

Il timore infatti è quello che le Generali possano ora fare la stessa fine di Luxottica, fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana, trasferitasi in Francia dopo il matrimonio con la francese Essilor, nell'ottobre 2018. Timore condiviso anche dal governo e dall’opposizione, in virtù della valenza strategica di due importanti asset italiani come Mediobanca e Generali.

Di quanto è avanzato il titolo?

Al momento le quotazioni Mediobanca viaggiano in rialzo dell’8,02% a 6,30 euro per azione, dopo aver toccato un massimo a pochi minuti dall’apertura a 6,60 euro. Su di giri anche Generali, che sale del 3,72% a 12,9 euro per azione.

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