Azioni Intesa Sanpaolo e Unicredit in profondo rosso, ma a soffrire è l’intero comparto bancario in UE (e non solo)

Scendono anche le quotazioni del comparto auto, che in Europa perde oltre il 2%. Calo record del Pil trimestrale nell’Eurozona, -3,6% rispetto agli ultimi tre mesi del 2019

Gli indici europei hanno provato a mantenere i rialzi delle sessioni passate, nella speranza di prolungare il rally degli ultimi sei giorni, ma ci è voluto poco perché il Vecchio Continente virasse al di sotto della parità, pressato sia da cattivi dati macro (la bilancia commerciale della Germania ad aprile ha contato solo 2,6 miliardi di euro, a fronte degli oltre 12 del mese precedente) ma soprattutto dal settore bancario, su cui grava la raccomandazione dell’Esrb (European Systemic Risk Board, l'organo di supervisione della Banca centrale europea), che ha emesso una nuova raccomandazione sulla restrizione al pagamento dei dividendi di banche, assicurazioni e società finanziarie fino al primo gennaio 2021.

L’indice paneuropeo bancario Stoxx ha perso in giornata il 3,36% e retrocede a 68,07 punti.

Come hanno reagito le azioni sul Ftse Mib?

Forti cali anche sull’indice di Milano che perde nei primissimi minuti di contrattazione il leggerissimo rialzo (0,1%, passato poi a 0,14% grazie alla buona performance di Cnh) e scende del 2,11%, tornando a 19.805 punti.

Il comparto bancario

Soffre anche il settore delle banche italiane, che ha aperto la giornata a quota 7.168,1 (376,2 punti in meno rispetto alla vigilia).

Dopo aver perso oltre il 5%, Intesa Sanpaolo continua a viaggiare in territorio negativo. Alla nuova raccomandazione comunitaria si aggiungono gli sviluppi sull’offerta pubblica di scambio lanciata lo scorso febbraio a Ubi Banca.

Venerdì sera, a mercati chiusi, l’istituto torinese comunicava con una nota di aver ricevuto dalla Banca centrale europea l'autorizzazione preventiva all'acquisizione diretta di una partecipazione di controllo - pari almeno al 50% del capitale più un'azione - in Ubi Banca, cui è seguita ieri anche quella della Banca d'Italia.

Indiscrezioni da parte del Messaggero suggeriscono tuttavia che l’Antitrust avrebbe ritenuto non autorizzabile l’Ops. Al centro delle perplessità dell’organismo di controllo vi sarebbe la vendita di circa 400-500 filiali a Bper Banca, giudicata insufficiente per prevenire l'insorgere di posizioni dominanti.

Al momento, le azioni Intesa Sanpaolo viaggiano in ribasso del 4,08%, a 1,72 euro l’una, mentre Bper perde l’1,92% (2,61 euro per azione). Ubi Banca lascia sul terreno il 4,14% e scende a 2,89 euro.

Male anche Unicredit, che perde il 4,57% (8,85 euro per azione), Banca Mediolanum (-5,2%, 6,56 euro) e Mediobanca (-4,56%, a 6,99 euro).

Il settore automotive

Non solo banche: anche il settore auto, tra i più colpiti dalla crisi scatenata dal coronavirus, si conferma in difficoltà. L’indice paneuropeo relativo al settore al momento è in calo del 2,64%, 11,16 punti in meno rispetto alla vigilia.

In Italia Fiat-Chrysler non è riuscita a fare prezzo in apertura per eccesso di ribasso e, al momento, viaggia in calo del 4,10%, corrispondente a 9,02 euro per azione.

I dati macro

Pesano anche i cattivi dati macro pubblicati stamattina: oltre alla bilancia commerciale tedesca, a smorzare l’ottimismo sui mercati contribuisce anche il Pil dell’Eurozona relativo al primo trimestre, sceso del 3,6% (a fronte di un calo previsto dall'Eurostat del 3,8%); nell’intera Unione europea il prodotto interno lordo si è contratto del 3,2%: si tratta comunque di uno dei cali più forti dall’inizio della pubblicazione delle statistiche, nel 1995. In calo anche il dato anno su anno, -3,1% nella zona euro e -2,6% nell’intera Ue.

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