Azioni FCA in lieve calo dopo dati su nuove immatricolazioni in Europa

Le vendite di gennaio nel settore automobilistico hanno registrato forti cali, fino a perdere 7,5 punti percentuali

I cattivi dati sulle nuove immatricolazioni di gennaio 2020 hanno provocato un ribasso delle quotazioni Fiat-Chrysler Automobiles, sebbene l’azienda italo-americana si sia difesa relativamente bene sul mercato.

A quanto sono ammontate le vendite in Europa?

L’Acea, associazione dei produttori automobilistici europea (European Automobile Manufactures Associaton), ha infatti pubblicato stamattina i numeri sulle vendite nel settore relative a gennaio. Sono state registrate circa 975 mila nuove vetture, il 7,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018 - quando il numero aveva raggiunto quota 1,03 milioni di nuove immatricolazioni.

Per quanto riguarda Fca, la flessione è meno marcata: il gruppo di Michael Manley infatti ha registrato un calo del 6,7%. D’altra parte, nel 2019 le vendite errano state ben maggiori (poco più di 71 mila) eppure, rispetto al mercato, la performance era risultata in calo del 14,9%.

Come sono ripartiti i dati?

A trainare le vendite nell’ultimo mese è stata la Germania, con 246.300 nuovi veicoli (-7,3%), seguita da Italia (155.528 veicoli, -5,9%)), Francia (134.229 veicoli, -13,4%) e Spagna (86,443 veicoli, -7,6%).

Quanto invece alle diverse aziende, considerando la zona UE in testa alla classifica c’è sempre una tedesca: Volkswagen ha venduto 254.872 nuovi veicoli, lo 0,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Seguono Psa (158.719, -12,9% rispetto al gennaio 2019) e Renault (91.912 automobili vendute, il 16,3% in meno).

Male invece Mazda (poco meno di 11 mila unità vendute, un crollo del 30,2% rispetto allo stesso periodo del 2018), Jaguar (poco più 7 mila veicoli, -12,8%) e Honda (neanche 5 mila unità vendute, un alo del 18%).

Fca ha venduto a gennaio solo 64.148 unità, appunto il 6,7% in meno rispetto al 2019, di cui oltre la metà veicoli Fiat (44.652 automobili).

A cosa è dovuta la flessione?

Secondo quanto spiega Acea, il dato in realtà spicca soprattutto perché arriva subito dopo un mese, quello di dicembre, in cui le vendite avevano registrato un notevole aumento (del 21%) grazie a alcune imposte sulle vendite che sarebbero entrate in vigore proprio a gennaio, oltre a un “indebolimento della situazione economica mondiale e l’incertezza causata dalla Brexit”.

Come sta reagendo FCA all’emergenza coronavirus?

D’altra parte, l’intera industria automobilistica si prepara ad assorbire l’impatto dell’epidemia di coronavirus, in Cina, che ha costretto alla quarantena migliaia di operai con conseguente chiusura degli stabilimenti che producono le componenti necessarie all’assemblaggio dei veicoli.

La settimana scorsa Michael Manley, amministratore delegato del Gruppo Fca, aveva annunciato una possibile sospensione da due a quattro settimane dell’impianto a Kragujevac, in Serbia, proprio per via di ritardi nella consegna delle parti necessarie alla costruzione della Fiat 500L.

Come sta andando il titolo in Borsa?

Le quotazioni Fiat Chrysler hanno chiuso a quota 12,17 euro per azione, in ribasso dell’1,17%. Il titolo ha toccato un minimo intraday a 12,14, salvo poi risalire durante il primo pomeriggio.

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