Azioni Fca in forte ribasso, previsioni trimestrale non aiutano: ecco i fattori da tenere d’occhio

Il gruppo automobilistico italo-americano pubblicherà i dati domani, ma le speranza sono piuttosto basse: solo a marzo il coronavirus ha provocato un crollo di oltre il 50% nel mercato dell’auto

Oltre alle visite ai congiunti e all’attività sportiva all’aperto, da oggi in Italia si potrà anche tornare al concessionario, con l'allentamento delle misure di contenimento della pandemia di coronavirus. Eppure, ormai è tardi per recuperare i numeri, disastrosi, delle ultime settimane: l’Unrae, stando alle parole di oggi del suo presidente, Michele Crisci, prevede un aprile nero per le immatricolazioni delle nuove auto, con vendite crollate del 97%-98%.

D’altra parte, si tratta dell’unico mese di completo lockdown e i dati precedenti facevano ampiamente presagire l’entità del collasso. A marzo, le immatricolazioni in tutta Europa erano crollate di oltre la metà rispetto al mese precedente, con a malapena due settimane di chiusura delle attività non essenziali.

Quali fattori tenere d’occhio in vista della trimestrale di Fca?

E proprio domani il colosso automobilistico italo-americano Fca pubblicherà i dati del primo trimestre 2020. Le previsioni, per uno dei mercati più colpiti fin dall’inizio dalla crisi coronavirus, non sono dunque affatto rosee.

Le ripercussioni del coronavirus sulla produzione

Quello automobilistico è un settore che per primo ha subito gli effetti del coronavirus fin dall’inizio, dall’esplosione del primo focolaio in Cina, nella provincia di Wuhan – centro nevralgico per l’industria cinese e, dunque, mondiale.

La chiusura forzata degli impianti in Cina già a fine gennaio aveva provocato ripercussioni sulla catena produttiva di Fca, a cui sono venuti improvvisamente a mancare le componenti necessarie per l’assemblaggio dei veicoli. Verso la metà di febbraio il Ceo di Fca, Mike Manley, aveva annunciato una possibile sospensione da due a quattro settimane dell’impianto a Kragujevac, in Serbia, proprio per via di ritardi nella consegna delle parti necessarie alla costruzione della Fiat 500L. Sono seguite poi le chiusure di impianti nelle Americhe (Belvidere in Illinois, Windsor a Ontario, in Canada, e due fabbriche in Messico), dopo diversi tavoli di lavoro con i sindacati dell’Uaw che hanno richiesto precise disposizioni sanitarie per i propri dipendenti e, quasi nello stesso momento, quelle dei principali siti in Italia: dalla metà di marzo al 27 aprile sono infatti rimasti fermi gli stabilimenti di Melfi, Pomigliano, Cassino, Mirafiori, Grugliasco e Modena.

I dati delle immatricolazioni dall’inizio dell’anno

D’altra parte, il 2020 non è iniziato bene per Fca. A gennaio sono state vendute solo 64.148 unità, il 6,7% in meno rispetto al 2019, di cui oltre la metà veicoli Fiat (44.652 automobili). Il dato va letto in considerazione delle nuove imposte sulle vendite che sarebbero entrate in vigore con il nuovo anno (in previsione delle quali le vendite di dicembre 2019 avevano osservato un aumento del 21%) ma, con l’aggravarsi dell’emergenza coronavirus la situazione non ha fatto che peggiorare.

Secondo i dati dell’Acea, a febbraio le immatricolazioni di nuovi veicoli Fca è scesa del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre a marzo il crollo è stato del 74,4%. I dati di aprile, attesi per la seconda metà di maggio, si prevedono ancora peggiore: l’Unrae prevede un crollo tra il 97% e il 98% - sostanzialmente, un azzeramento del mercato italiano.

Le previsioni degli analisti

Nell’attesa dei dati sul primo trimestre del 2020, gli analisti di Wall Street si aspettano un utile per azione a 0,13 dollari l’una, meno della metà rispetto al mese scorso, quando reggeva a 0,30 dollari.

Come stanno andando le azioni Fca in Borsa?

In una giornata in cui le cupe prospettive per il settore auto si mescolano all’andamento negativo di Piazza Affari, con gli indici spinti al ribasso dalle rinnovate tensioni geopolitiche tra Cina e Usa e dalle conseguenti pressioni sul prezzo del petrolio, le azioni Fca non potevano che seguire un andamento ribassista.

Dopo l’apertura a 7,70 euro per azione, il titolo Fca viaggia ora a 7,67 euro, in ribasso del 4,24%.

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