Azioni Facebook in ribasso: tre fattori tenere d'occhio in vista della trimestrale

Rallenta l’azienda di Zuckerberg: si prevede che utenti attivi mensili e ricavi continuino ad aumentare, ma a un tasso sempre più contenuto. Resta l’incognita coronavirus

Nonostante le questioni sollevate negli ultimi mesi riguardo la protezione dei dati dei propri utenti e la controversa questione degli annunci pubblicitari (soprattutto politici), le azioni Facebook sono riuscite a conservare un trend rialzista per tutto il 2019. Al contrario, con l’anno nuovo l’azienda di Mark Zuckerberg ha dovuto fronteggiare il coronavirus e le problematiche che ne sono derivate, prime fra tutte (dal punto di vista finanziario) il crollo degli indici azionari.

Per quanto il social network per eccellenza sia riuscito, nelle ultime settimane, a riguadagnare parte del terreno perso, stenta tuttavia a tornare ai massimi pre-Covid19. Gli analisti prevedono comunque numeri positivi in vista della pubblicazione dei dati del primo trimestre 2020, il prossimo 29 aprile, e prendono in considerazione due principali parametri, comuni pressoché a tutte le piattaforme online: il numero dei nuovi iscritti e i ricavi per utente.

Di quanto sarà aumentato il numero dei nuovi iscritti a Facebook?

Considerando gli utenti unici mensili, è da quattro anni che Facebook non registra contrazioni – per quanto comunque sia possibile osservare un andamento discendente nella curva dei nuovi membri attivi.

Nel primo trimestre del 2017 gli utenti mensili sono aumentati del 17%, durante lo stesso periodo del 2018 sono scesi al 13,9%, nei primi tre mesi del 2019 il social ha guadagnato solo l’8,6% di utenti. Resta inoltre l’incertezza legata agli effetti del coronavirus. In quanto piattaforma online, è altamente probabile che nelle ultime settimane si sia registrato un aumento degli utenti attivi; d’altra parte, a spiegare il continuo rallentamento del tasso di crescita degli stessi nel corso degli anni c’è anche il livello di saturazione del mercato. Facebook conta ad oggi circa 2,45 miliardi di utenti attivi al mese (dato aggiornato a dicembre 2019): espandere sempre di più una platea già di per sé larghissima diventa sempre più difficile. Non è un caso che i numeri siano tornati ad aumentare da quanto Facebook ha acquisito anche altri social (Instagram, Messenger e Whatsapp).

La sfida, dopo aver conquistato l’occidente, è ora rivolgersi ai paesi in via di sviluppo. Già in occasione dell’ultima trimestrale si registra una crescita degli utenti nei paesi in via di sviluppo, sebbene a tal proposito vada valutata anche la redditività degli annunci (tradizionalmente rendono molto di più quelli rivolti ad un target proveniente dai paesi occidentali).

Il ricavo medio per utente

E proprio a proposito della redditività degli utenti, anche in questo caso il trend si conferma in aumento, ma sempre più lento (a un tasso persino maggiore di quello dei nuovi iscritti alla piattaforma). Dal primo trimestre del 2018 (quando osservò una crescita del 30,6%) è sceso al 16,1% nel primo trimestre 2019.

Gli analisti stimano dunque che i ricavi medi per utente nei primi tre mesi del 2020 segnino un rialzo del 7,4% - meno di un quarto rispetto a due anni fa.

Cosa prevedono gli analisti per il primo trimestre?

I primi tre mesi del 2020 per Facebook promettono ancora guadagni, dunque, sebbene in rallentamento. Si conferma tuttavia in forte crescita l’utile per azione, atteso a 2,04 dollari l’una, un rialzo di oltre il 20% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Quanto ai ricavi, le previsioni si assestano a 17,5 miliardi di dollari, in aumento 16% in più rispetto all’anno scorso (nel primo trimestre 2019, i ricavi erano aumentati del 26% rispetto all’anno precedente; nei primi tre mesi del 2018, del 49%).

Gli utenti attivi mensili si stima possano raggiungere i 2,5 miliardi, mentre il ricavo medio per utente potrebbe arrivare a 6,89 dollari.

Come stanno andando le azioni Facebook in Borsa?

Il titolo Facebook viaggia in controtendenza rispetto ai rialzo messi a segno dal Nasdaq. Il social di Zuckerberg perde infatti lo 0,38%, scendendo a 184,2 dollari per azione, mentre al contrario sul listino delle aziende tech statunitense persiste l’ottimismo, in scia alla buona apertura di Wall Street.

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