Azioni Atlantia in forte rialzo dopo apertura M5s su concessioni

Il mercato scommette sui nuovi equilibri nella maggioranza di governo, dove ora il Partito Democratico potrebbe far passare la linea “soft” e accettare le alternative di Aspi. Quotazioni ai massimi da due mesi

“Può sempre accadere” che la concessione autostradale in capo ad Atlantia non venga revocata: le parole del viceministro pentastellato Giancarlo Cancelleri sono bastate per far schizzare il titolo in Borsa, dove hanno guadagnato oltre il 5%.

Si tratta della prima apertura del Movimento 5 stelle all’ipotesi di rinunciare alla revoca della concessione di Aspi (Autostrade per l’Italia), partecipata di Atlantia. Dal 14 agosto, giorno del crollo del ponte Morandi, i 5 Stelle si sono infatti battuti affinché alla società, considerata responsabile delle 43 vittime provocate quel giorno, venisse ritirata la concessione.

Perché questo cambio di direzione?

Durante un’intervista a Radio 24, Cancelleri ha infatti ricordato che per il Movimento 5 stelle non dovrebbe poter accadere, “però può sempre accadere”. Si tratta di un primo, piccolo cedimento in quello che, dal quel tragico 14 agosto, è stato il cavallo di battaglia dei pentastellati, ovvero la revoca della concessione autostradale ad Aspi.

D’altra parte, all’interno del governo una decisione ancora non è stata presa. L’esecutivo è ancora in attesa di alcuni pareri tecnici, ha ricordato stamattina il ministro delle Infrastrutture Paola Micheli. “Non abbiamo ancora raccolto gli ultimi pareri ma siamo lì lì”, ha aggiunto il premier Giuseppe Conte.

Sembra dunque che le contrattazioni con il governo sul caso Atlantia stiano già assumendo nuovi contorni all’indomani del voto in Emilia-Romagna e Calabria, che ha segnato un cambiamento degli equilibri all’interno della maggioranza di governo tra Partito Democratico e Movimento 5 stelle. La sconfitta di quest’ultimo potrebbe infatti portare a una posizione più morbida nei confronti di Atlantia.

Prende sempre più piede dunque l’ipotesi portata avanti dal ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, secondo cui un compromesso con Atlantia sarebbe in ogni caso più vantaggioso per le casse dello stato. Resta infatti il timore degli indennizzi (si parlerebbe di miliardi) da corrispondere, in caso di sconfitta.

Quali sono le alternative?

L’ultima volta che il titolo era arrivato a segnare un tale rialzo è stato poco prima della metà di dicembre, quando si era fatta strada l’ipotesi di un intervento di Cassa Depositi e Prestiti, in grado di garantire nuovi introiti per far fronte alle necessità di manutenzione della rete autostradale.

D’altra parte, Atlantia ha anche fatto sapere di poter ridurre la propria quota in Aspi dall’attuale 88% al 50%. Ciò prevede l’apertura del capitale ad altri azionisti, così come disposto da Edizione, holding in capo a Benetton con in mano oltre il 30% di Atlantia.

Qualora Aspi dovesse conservare la concessione, dunque, si verrebbe a creare un bacino del tutto nuovo per eventuali nuove imprese impegnate nei lavori di ristrutturazione della rete autostradale (che risale a oltre 60 anni fa).

Nel frattempo comunque il governo ha chiesto come “risarcimento” una riduzione delle tariffe autostradali del 5%, corrispondenti a 3-4 miliardi di euro da spalmare negli anni.

Come si è mosso il titolo in Borsa?

Dal momento in cui si è cominciata a far strada l’ipotesi di un compromesso, le quotazioni di Atlantia sono schizzate di oltre 6 punti percentuali, raggiungendo quota 22,27 euro per azione. Si tratta del miglior risultato dal 20 novembre.

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