Andamento euro-dollaro lanciato di nuovo ai massimi, indici Pmi in rialzo

Per il secondo mese consecutivo le economie europee tornano in espansione, segno di una ripresa post-covid. Preoccupano ancora i livelli di disoccupazione, frazionati gli indici di Borsa

Gli indici dei direttori agli acquisti per il mese di agosto indicano una rinnovata fiducia nella ripresa delle economie europee, nonostante l’aumento dei contagi di Covid-19 a seguito degli spostamenti estivi e di un vaccino che ancora non vede la luce (ad eccezione del brevetto russo, su cui però la comunità scientifica ha sollevato non pochi dubbi). Torna a rafforzarsi anche l’euro, nonostante a pesare più di tutto sull’andamento dell’euro-dollaro sia ancora la modifica degli obiettivi strategici della Federal Reserve, annunciata la settimana scorsa.

È così che, per il secondo mese consecutivo, si torna a parlare di espansione economica post-crisi da coronavirus. D’altra parte, gli indici europei hanno reagito in maniera relativamente positiva alla notizia: nella maggior parte dei casi il dato è coinciso con quello sulla disoccupazione con risultati che, per tutta la mattinata, hanno determinato una forte volatilità.

Cosa ci dicono gli indici Pmi?

“La produzione industriale dell’Eurozona ad agosto ha osservato di nuovo una forte crescita, mostrando ulteriori evidenze di un ribalzo nel terzo trimestre dopo il crollo sperimentato nel secondo trimestre, all’apice della pandemia di covid-19” spiega Chris Williamson, chief business economist presso l’istituto Ihs Markit, che ha elaborato i dati.

“Sale anche l’aspettativa per le imprese, al massimo da due anni”. “Un tema centrale dell’ultima rilevazione è quello delle aziende che assumono un approccio cauto ai costi e alle spese”, sottolinea allo stesso tempo Williamson, “soprattutto rispetto agli investimenti e alle nuove assunzioni, tra le preoccupazioni sulla forza della domanda futura e l’incertezza sul corso della pandemia”.

Ad agosto sono cresciuti i nuovi ordini e la produzione delle industrie europee in tutte le categorie: beni di consumo, che ha registrato il balzo più alto, ma anche quelli intermedi e i beni di investimento. In tutta l’Eurozona l’indice finale dei direttori agli acquisti si è assestato a 51,7 punti, confermando le previsioni, mentre la fiducia degli imprenditori ha raggiunto il livello più alto degli ultimi due anni.

Spacchettando il dato tra le diverse economie nazionali, tuttavia, vengono alla luce trend diversi. A guidare la classifica è il rialzo della manifattura italiana, dove il Pmi è aumentato a 53,1 punti, il massimo da 26 mesi.

Seguono Irlanda (52,3 punti, il massimo da due mesi), Paesi Bassi (idem, massimo in sei mesi) e Germania (52,2 punti, il massimo da 22 mesi), che confermano i rialzi rispetto al mese precedente, mentre scendono i valori di Austria (51 punti), Spagna (49,9), Francia (49,8) e Grecia (49,4), che tornano così ai livelli di aprile-maggio.

Il nodo dell’occupazione

Il rovescio della medaglia si nota dal lato dell’occupazione: a fronte di un aumento dell’attività negli ultimi due mesi i posti di lavoro continuano a diminuire, sebbene a un tasso progressivamente più lento. Nonostante il recupero della domanda, preoccupa ancora il tema del ritorno ai livelli occupazionali pre-pandemia.

In Italia l’Istat ha annunciato stamattina una timida risalita dell’occupazione di luglio, che spicca soprattutto dopo i mesi di stop dovuti al lockdown; allo stesso tempo e per lo stesso motivo, aumenta il numero delle persone in cerca di lavoro. Il tasso di occupazione in Italia sale dunque al 57,8% (in rialzo dello 0,2%), mentre quello di disoccupazione guadagna 0,5 punti percentuali e arriva al 9,7% - con un picco tra i giovani, +1,5 punti al 31,1%.

A livello nazionale, diverse aziende sono ricorse alla cassa integrazione e alla riduzione delle ore lavorative, per quanto il tasso di riduzione sia stato il più lento da gennaio.

La reazione delle Borse europee e il cambio euro-dollaro

L’inizio di settembre ha riportato una certa volatilità sui mercati con l’Europa che, dopo una serie di rialzi iniziali, prosegue la sessione frazionata.

Al momento Parigi viaggia leggermente al di sotto della parità (0,03%) mentre Francoforte guadagna lo 0,33%; Londra lascia sul terreno l’1,35%, mentre Milano avanza dello 0,16% e Madrid perde lo 0,15%.

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Nelle ultime ore il cambio euro-dollaro ha osservato un netto rialzo, con il cross EUR/USD schizzato a 1,1987 dopo aver raggiunto, a quasi un’ora dall’apertura della sessione europea, 1,1992.

Il biglietto verde sconta per lo più l’annuncio della settimana scorsa della Fed, con cui l’istituto centrale Usa ha aggiustato gli obiettivi strategici e, nello specifico, ammesso uno sforamento dell’inflazione oltre il tetto del 2%, considerando il valore medio nel tempo – aumentando dunque la convinzione tra gli investitori che i tassi Usa resteranno più bassi di quelli di altri Paesi.

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