Andamento EUR/USD in rialzo grazie alle proposte anti-crisi, ma l’Ue resta spaccata

L'Austria risponde all’intesa franco-tedesca per un Recovery Fund da 500 miliardi di euro, radunando il nord Europa sotto un unico vessillo: quello della restituzione degli aiuti. Cambio euro-dollaro ai massimi da quasi un mese

“Solidarietà con i mutui, non con i sussidi”: è la posizione del cancelliere austriaco Sebastian Kurz che, in un’intervista al quotidiano austriaco Oberoesterreichischen Nachrichten, ha annunciato una controproposta al piano franco-tedesco. I paesi dell’Europa del Nord (Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca) rispondono così alla prospettiva di 500 miliardi di euro da stanziare in aiuti a fondo perduto per il rilancio dell’economia dei paesi più colpiti dal coronavirus, annunciato lunedì sera da Francia e Germania e già nelle mani della Commissione.

Cosa prevede il piano di Merkel e Macron?

Lunedì sera la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron hanno pubblicato un’intesa per la creazione di un fondo per l’economia comunitaria, fortemente colpita dalla crisi innescata dal Covid-19.

I due leader, di fatto intermediari tra due fronti, quello del Sud Europa (più colpito dal virus, ma anche dalle finanze più deboli) e quello del Nord (meno colpito, più stabile e, dunque, più intransigente), avrebbero infatti raggiunto un’intesa da 500 miliardi di euro in sovvenzioni da destinare agli stati, con un’attenzione speciale ai settori più colpiti.

La proposta è tuttora al vaglio della Commissione Europea, che si pronuncerà il prossimo 27 maggio sulle modalità di finanziamento della ripresa. Per quanto la presidente Ursula von der Leyen abbia accolto positivamente l’iniziativa di Parigi e Berlino, il portavoce di Bruxelles ha comunque chiarito che la proposta allo studio della Commissione non sarà “un copia e incolla di quella franco-tedesca”.

D’altra parte, le questioni da limare non mancano: se il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha già puntato al rialzo, suggerendo di poter arrivare fino a mille miliardi di euro per la ripresa, il fronte dei paesi nordici ha direttamente rilanciato con una controproposta di cui la Commissione dovrà comunque tenere conto, e tale controproposta punta più su prestiti (per quanto agevolati, comunque da rimborsare e presumibilmente carichi di condizionalità) piuttosto che aiuti a fondo perduto.

Perché il fondo di Merkel e Macron divide?

Come era stato per gli Eurobond, il pomo della discordia risiede infatti proprio nella natura del debito che gli stati potrebbero contrarre: a fondo perduto, come lascia intendere il progetto franco-tedesco, o prestiti da dover poi restituire, come vorrebbero i paesi nordici?

La grande vittoria di Macron è stata infatti l’aver ammorbidito la Germania di Angela Merkel, a quanto pare ora disposta a una condivisione del debito - che, stando all’intesa, ricadrebbe su tutti i paesi dell'Unione. I fondi previsti sarebbero infatti garantiti dal bilancio comunitario relativo al settennato 2021-27 e, dunque, finanziati da ciascuno stato membro secondo il proprio contributo.

A non andare giù agli austriaci di Kurz è proprio il fatto che, nel caso specifico, i contributi non sarebbero proporzionati ai fondi ricevuti (che sarebbero ben più ingenti in Italia e Spagna, per citare due tra i paesi più colpiti dell’Ue). “La nostra posizione è chiara”, ha ribadito Kurz dalle colonne del quotidiano austriaco: “vogliamo dimostrare solidarietà ai paesi che sono stati colpiti dalla crisi ma riteniamo che il modo giusto sia con prestiti, non con sussidi”.

Toccherà alla Commissione valutare la soluzione più adeguata. L’accordo di Merkel e Macron prevede infatti 500 miliardi di euro, ma non è ancora chiaro come verranno divisi fra i singoli stati; Dombrovskis ha parlato di aumentare le misure fino a circa mille miliardi, che però il commissario all’Economia Paolo Gentiloni spiega con il fatto che "il fondo per la ripresa sarà un mix di sovvenzioni, crediti agevolati e prestiti di lunga durata". Inoltre, il vicepresidente della Commissione ha già chiarito che, qualunque forma il Redovery Fund si ritroverà ad assumere, “ci sarà un chiaro legame con le riforme” che ogni paese beneficiario dovrà mettere in campo, una volta ricevuti gli aiuti.

La reazione del cambio EUR/USD

Continua a salire il cambio euro-dollaro, che supera il picco di lunedì (quando aveva raggiunto un massimo pari a 1,0976) tocca quota 1,0981, nonostante il dato di stamattina sull’inflazione nell’Eurozona, che ad aprile è scesa su base annuale allo 0,3% (rispetto allo 0,7% del 2019; le previsioni erano per un ribasso fino allo 0,4%). Rispetto a marzo invece i prezzi al consumo sono scesi di 0,2 punti percentuali, assestandosi allo 0,3%.

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