Ritorna incubo spread, tensioni sul settore bancario

Spread in forte salita nelle ultime settimane. Timori su Governo Conte e possibile contagio dalla crisi turca

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Fonte Bloomberg

Lo spread btp/bund è tornato ad avvicinarsi ai 300 punti base, al momento quota a 282 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,12% e quello tedesco allo 0,30%. Lo spread è sempre stato una cartina di tornasole per verificare la reputazione e l’appetibilità di un economia di un paese. In Italia è necessario aumentare i rendimenti dei titoli di stato per renderli più appetibili agli investitori rispetto a quelli tedeschi. Quello che sorprende è che anche lo spread dei rendimenti rispetto ad altri paesi continua ad ampliarsi. Guardiamo alla Spagna una economia molto simile alla nostra. Lo spread bonos/btp è salito a 170 sui massimi dal 2011 quando a Palazzo Chigi comandava Silvio Berlusconi in caduta libera nei consensi per colpa degli eventi giudiziari e deriso dagli altri leader europei (da Sarkozy alla Merkel).

La perdita di reputazione dell’Italia sul mercato dei capitali ha evidenziato una accelerazione sui timori degli investitori per le prossime decisioni del Governo Conte in merito alla legge di bilancio. Discorso ben diverso invece in Spagna che nonostante la caduta del Governo Rajoy e l’insediamento del nuovo esecutivo guidato dal leader del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), Pedro Sanchez, ha mostrato un miglioramento del sentiment tra gli investitori.

E tra poco il Bel Paese dovrà confrontarsi con il temuto giudizio delle agenzie di rating. Fitch sarà la prima a rivedere il rating sull’Italia al momento a BBB poi toccherà anche a Moody’s (rating Baa2) e S&P’s (rating BBB).

A Piazza Affari per le tensioni sullo spread soffre il settore bancario, appesantito inoltre dalle preoccupazioni sull’economia turca. Da inizio agosto Banco BPM è sceso da 2,72 a 2,04 euro, Ubi Banca da 3,54 a 3,17 euro, BPER da 4,78 a 4 euro, Unicredit da 15,16 a 12,90, Intesa Sanpaolo da 2,63 a 2,16.

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