Al via Commissione von der Leyen, parlamento approva le nomine. Andamento euro sterlina ai minimi da maggio

Dopo tre tentativi, l’ex ministro della Difesa tedesco incassa l’ok a Strasburgo e si prepara ai prossimi cinque anni: clima, immigrazione e rapporti con l’esterno al centro del programma

Ci è voluto un po’ più del previsto, ma finalmente il parlamento europeo ha dato il via libera. Con 461 voti favorevoli, 157 contrari e 89 astenuti, la Commissione von der Leyen è stata approvata e, il 1 dicembre, potrà aprire i lavori.

Ursula von der Leyen, prima donna alla guida della Commissione europea, è intervenuta oggi a Strasburgo con un discorso in cui ha lanciato le linee programmatiche della nuova Commissione, da implementare di qui a cinque anni.

Su cosa si concentrerà la nuova Commissione?

Un voto sudato: il Parlamento ha infatti rigettato per tre volte la composizione dello staff von der Leyen. A non piacere erano stati i rappresentanti ungherese, francese e rumeno, che hanno dovuto rispondere a ulteriori domande da parte delle Commissioni per cui erano stati presentati (rispettivamente Affari Esteri, mercato Interno e Trasporti e Turismo).

Cambiamento climatico

“Non possiamo più sprecare neanche un momento”, ha dichiarato davanti ai legislatori Ue von der Leyen. L’olandese Frans Timmermans, nuovo commissario alle questioni ambientali, avrà in cura un nuovo “Patto verde europeo” (“European Green Deal”). La Polonia, al centro di polemiche proprio per via della produzione di carbone, ha ottenuto proprio il portafoglio all’Agricoltura, con Janusz Wojciechowski commissario, mentre la rumena Adina Valean è stata confermata ai Trasporti e l’estone Kadri Simson si occuperà dell’energia.

Ma al centro del cambiamenti, per von der Leyen, dovrà esserci la Bei (Banca europea per gli investimenti). Von der Leyen si è detta “particolarmente felice dei progressi che sono stati fatti per rafforzare il suo ruolo come banca europea per il clima. Ciò accelererà gli investimenti nelle tecnologie europee e per le soluzioni che tuto il mondo sta cercando”.

“Ma c’è dell’altro da fare”, ha aggiunto. “Noi da soli contiamo per circa il 9% delle emissioni globali. Dobbiamo trascinare con noi il mondo e questo sta già succedendo”.

Crescita economica

La sfida principale, soprattutto in un contesto economico internazionale dominato dall’incertezza dovuta alla guerra commerciale tra Cina e Usa, è puntare sulla crescita economica. Il compito di creare “un’economia che funzioni per le persone” è stato affidato al lettone Valdis Dombrovskis, commissario uscente per l’euro, che prenderà il controllo della Direzione generale Affari Finanziari. Insieme a lui lavorerà anche Paolo Gentiloni, a cui è stata affidata gestione dell’economia.

I rapporti con l’esterno

Von der Leyen non ha potuto non soffermarsi sui rapporti con gli Stati Uniti, che negli ultimi tempi non sono stati esattamente idilliaci. Aver evitato per un soffio i dazi su prodotti base dell’export Ue (vini, formaggi, ma anche quelli relativi ad auto e componenti automobilistiche) ha contribuito a mantenere un relazione per lo più positiva, ma che comunque dall’avvento di Donald Trump alla presidenza Usa si è fatta sempre più fredda.

Le relazioni con i paesi vicini e la politica di allargamento sono state affidate all’ungherese Oliver Varhelyi: “il più grande successo diplomatico” che il paese ha raggiunto nell’ultimo decennio, considerando le tensioni sulle politiche migratorie che negli ultimi mesi hanno contrapposto l’Ungheria all’Ue. La candidatura di Varhelyi era tra quelle che avevano destato più controversie nel Parlamento Ue, che infatti nei giorni passati è astato ascoltato dai membri del Comitato per gli Affari Esteri soprattutto riguardo alla sua indipendenza dal governo e dalle politiche del premier ungherese Orban.

Alla fine Londra ha mandato il proprio commissario?

Era nell’aria, ma ora è certo: la nuova Commissione non avrà un rappresentante britannico. Nei giorni scorsi Londra aveva fatto sapere di non voler inviare nessuno – nonostante il Regno Unito sia ancora in trattative per uscire dall’Unione Europea.

Von der Leyen non ha mai espressamente menzionato la Brexit nel suo discorso, ma allusioni (niente affatto velate) non sono mancate. “Tutti sappiamo che un membro della nostra famiglia ha intenzione di lasciare la nostra Unione. Non ho mai nascosto di essere una convinta remainer, ma rispetto anche la decisione presa dalla popolazione britannica (…). E, qualunque cosa abbia in serbo il futuro, il legame e l’amicizia tra i nostri popoli sono indistruttibili”, ha continuato. Se ne riparlerà a gennaio, quando le elezioni nel Regno Unito avranno (presumibilmente) portato a Westminster un parlamento più stabile e un governo in grado di negoziare un accordo per uscire ordinatamente dall’Ue.

Quali effetti sul cambio EUR/GBP?

Il via libera alla nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen non ha cambiato la direzione del trend della coppia valutaria EUR/GBP. Osservando il grafico possiamo notare come il cambio si sia avvicinato ai supporti in area 0,8520, bottom del 18 novembre, e a quelli a 0,8490, minimi segnati il 5 maggio. L’apprezzamento della sterlina nei confronti dell’euro è stato impressionante soprattutto dalla crisi di agosto, la divisa del Regno Unito ha guadagnato 8 figure dopo il crollo delle probabilità sullo scenario “no deal”.

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