Oro, confermato target 1.000 dollari entro dicembre

Il metallo prezioso rimane sotto pressione in vista delle decisioni della Federal Reserve.

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Fonte: Bloomberg

Continua a rimanere pericolosamente vicino ai minimi della scorsa settimana l'oro, con il prezzo che fa fatica ad allontarsi dai minimi degli ultimi 5 anni. Le prospettive sul metallo prezioso rimangono ancora ribassiste, in vista della decisione della Federal Reserve di rialzare i tassi d'interesse nella riunione di dicembre.


Il mercato delle commodity continua a essere dominato dalle scelte di politica monetaria della Banca centrale più importante del mondo. Gli effetti sulle materie prime saranno duplici, uno diretto (fondamentale) e uno indiretto (sulle transazioni commerciali). Un rialzo dei tassi d'interesse, infatti, aggiunge pressione sugli investimenti diretti verso i Paesi Emergenti, alimentandone dubbi sulle prospettive economiche. Una più bassa crescita di queste economie potrebbe incrinare la domanda di materie prime a livello globale soprattutto da parte della Cina.
Il secondo effetto dovrebbe trasmettersi attraverso un dollaro mediamente più forte sui mercati, che penalizza le quotazioni delle materie prime scambiate in dollari nei traffici internazionali.


Sebbene il mercato stia già scontando questi due effetti, crediamo che ci sia ancora spazio per un movimento in tal senso. Infatti, nonostante l'aspettativa di un rialzo dei tassi sia molto alta, tra gli investitori non c'è un consenso pienamente condiviso. Alla luce di queste considerazioni, ci aspettiamo che l'oro presto possa spingersi verso 1.040 dollari/oncia, minimi di febbraio 2010. Il passo successivo vedrebbe come target ribassista i 1.000 dollari, minimi di settembre 2009. Questo movimento potrebbe realizzarsi entro le prossime 3/4 settimane.

Più complicato il quadro per il 2016, che potrebbe vedere il metallo giallo tentare di resistere sopra i 1.000 dollari prima di tentare la rottura e accelerare verso il basso. Indicazioni positive sono al momento molto fragili e legate a un drastico ritorno dell'avversione al rischio tra gli operatori. Solo un simile evento potrebbe rallentare la discesa dell'oro.

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