Dax, fase di debolezza non sembra essere terminata

Sembra proseguire la correzione del Dax in scia con la fase di depressione che stanno attraversando le borse mondiali.

Ieri gli indici di Wall Street hanno terminato con un calo superiore all’1%. La performance di gennaio potrebbe essere la peggiore da maggio 2012. I volumi in fase di discesa rimangono molto sostenuti, mentre sui rimbalzi le mani forti restano fuori, segnale questo che la corsa è su un punti di svolta. Conferme arrivano anche dalla volatilità, con il Vix che si è portato ai massimi da oltre un mese, sopra quota 17.

L’attenzione oggi si sposta sui dati dell’inflazione preliminare di gennaio in Germania e sulla stima flash del Pil Usa del 4° trimestre. Il primo di questi darà un’anticipazione del dato a livello aggregato dell'eurozona in agenda domani. Entrambi saranno sotto stretta osservazione da parte della Bce per una decisione su una misura non convenzionale di politica monetaria per la prossima settimana.

La discesa sembra essere destinata a continuare. La prima area di supporto da monitorare rimane a quota 9.200 punti, al di sotto del quale si potrebbe aprire lo spazio per un’estensione della flessione sino all’area di 9.000 - 8.950 punti, minimi di fine ottobre e metà dicembre. La rottura di questi minimi sarebbe un primo segnale di inversione del trend. Le conferme arriverebbero, in primo luogo, dal mancato raggiungimento dei massimi precedenti e, poi, dal cedimento del supporto dinamico (trend line che congiunge i minimi degli ultimi due anni) in transito ora a 8.660 punti. Possibili rimbalzi potrebbero raggiungere la resistenza collocata a 9.380-9.400 punti e poi a 9.540 (top di ieri). Solo un superamento di questo riferimento allontanerebbe la debolezza attuale.

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