Eur/Usd: in leggero calo dopo il balzo di ieri su parole di Draghi

Il cambio euro/dollaro in mattinata scende lievemente dai massimi di ieri toccati a 1,3677

Il rialzo della seduta scorsa è stato causato dalla delusione degli operatori a seguito della conferenza stampa del numero uno della BCE, Mario Draghi. Ci si aspettava molto di più. Erano quattro i temi principali che dovevano essere approfonditi dal governatore dell’istituto di Francoforte: l’eventuale taglio del tasso sui depositi, il possibile acquisto diretto di titoli governativi, i dettagli su una nuova LTRO modificata e la pubblicazione delle minute delle riunioni del Consiglio Direttivo. Draghi ha solamente affermato che tutti gli strumenti sono a disposizione della BCE che è pronta a intervenire in caso di necessità. Troppo poco per dare una spallata all’euro/dollaro tornato ad apprezzarsi notevolmente rispetto al dollaro.

Il biglietto verde, tuttavia, potrebbe essere rafforzato dall’annuncio delle cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro statunitense. Se i NFP (non farm payrolls) di novembre dovessero evidenziare una crescita ben superiore alle 200-225 mila unità, verrebbe confermato il buon stato di salute dell’economia americana (benissimo il PIL del 3T salito del 3,6%). Diventerebbe sempre più probabile un inizio anticipato del “tapering” nei prossimi mesi. Se non il prossimo meeting del FOMC (Federal Open Market Committee) del 17-18 dicembre almeno in quello successivo di gennaio.

Dal punto di vista tecnico rimane ancora in essere la tendenza rialzista di breve partita dai minimi del 7 novembre. L’eventuale vittoria delle resistenze comprese tra 1,3678 e  1,37 concederebbe ulteriore energia al cross per allungare in direzione di 1,3775 e 1,3832. Attenzione a possibili correzioni soprattutto nel primo pomeriggio. Il cedimento dei supporti compresi tra 1,3525 (sostegno statico dei minimi delle ultime sedute) e 1,35 (supporto dinamico rappresentato dalla trendline rialzista partita dai bottom del 7 novembre) sarà da interpretare come un forte segnale negativo, preludio a una possibile discesa verso 1,34 e 1,33.

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