MPS, ultima chiamata per la banca più antica del mondo

Partito oggi il piano di conversione dei subordinati in mano al retail che terminerà la prossima settimana.

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Fonte: Bloomberg

Si prospetta un fine anno ad alta tensione per la banca più antica del mondo. Entro il 31 dicembre MPS dovrà completare l’aumento di capitale da 5 miliardi richiesto dalla Banca centrale europea. La stessa Bce ha fatto sapere in una nota di aver negato la proroga di 20 giorni all'aumento di capitale per via del deterioramento delle condizioni di liquidità della banca calcolate nello scenario più avverso. Secondo il comunicato, ci sarebbe “un orizzonte temporale di 29 giorni entro il quale la Banca può far fronte ai propri fabbisogni di liquidità senza ricorrere a nuovi interventi”. A contribuire a questa situazione è stato soprattutto il deflusso di liquidità registrato negli ultimi mesi, che ha penalizzato la situazione della banca, tale da renderla più precaria. La fiducia è determinante in questi casi.

Intanto, è partita stamane la conversione dei bond subordinati in mano al retail, che potrebbe contribuire con 2 miliardi (secondo stime) di euro all'aumento di capitale da 5 miliardi. Ricordiamo che un miliardo è stato già coperto dalla conversione degli investitori istituzionali di fine novembre. A questo punto, non resta che attendere la chiusura dell'operazione, attesa per il 21 dicembre. Il resto dovrebbe essere apportato dal fondo Qatar (1 miliardo) e da un pool di investitori privati. Eventuali ammanchi potrebbero essere coperti dal Tesoro.

Per il retail la conversione sembrerebbe essere quasi un passaggio forzato. Il bond subordinato 2018, che in questo momento prezza circa 53 punti base, potrebbe essere convertito a 100pb. Quell'ammontare sarà convertito in nuove azioni della banca, il cui valore oscillerà tra 1 e 24,90 euro. Ovviamente il premio così ampio (i bond saranno pagati a 100) giustificherebbe il rischio di diventare azionisti della banca. Non è detto che il giorno dopo la conclusione dell'aumento di capitale le azioni possano scendere di valore, anche in maniera importante.

L'alternativa non è convincente. La mancata conversione potrebbe rendere vana la soluzione di mercato e aprire a un intervento statale (burden sharing), con i bond che sarebbero comprati a mercato dal Tesoro. Gli obbligazionisti saranno rimborsati a 53pb (non è detto che il prezzo rimanga tale!) e si dovranno accontentare delle cedole maturate sino ad oggi.

Ovviamente, la soluzione migliore sarebbe quella di tenere il bond e sperare che gli altri convertano. In questo modo la banca completerà l'aumento di capitale, senza il rischio di nazionalizzazione e i bond potranno essere portati a scadenza a 100, continuando a maturare le cedole.

Insomma la situazione appare ancora molto incerta e difficile. Fare previsioni è quasi impossibile. Il titolo in borsa oggi si è lasciato andare alle vendite, che sono tutto sommato contenute vista la situazione precaria. Probabilmente la predisposizione di una rete di sicurezza messa in piedi dal governo frena un po' le vendite sul mercato.

A Siena sono molti coloro che si chiedono se sarà un Natale come un altro.

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