Tornano a rafforzarsi lo Yen

La divisa nipponica è tornata sugli scudi in scia all'avversione al rischio emersa nelle ultime ore.

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Fonte: Bloomberg

Sono riaffiorati i segnali di flight to quality sul mercato dopo il rally degli ultimi giorni sulle borse. Probabilmente proprio l'ampio rimbalzo potrebbe aver contribuito ad accentuare le reazioni tra gli operatori, che rimangono ancora molto cauti sull'outlook dell'economia globale.

I movimenti importanti a cui abbiamo assistito in questa prima parte del 2016 potrebbero emergere di tanto in tanto nelle prossime settimane, visto che il sentiment rimane ancora molto suscettibile. Gli acquisti si sono diretti come di consueto su Bund, oro e yen, tutti in deciso rialzo rispetto ai livelli della mattinata di ieri.

Tra le valute, il cambio tra il biglietto verde e lo yen è tornato in area 112, livelli che non vedeva da una settimana. Il tentativo di rimbalzo appare essersi quindi smorzato al ridosso di 115, dove i prezzi hanno trovato l'opposizione della media mobile a 200 ore. Il cambio sembra essere così diretto nuovamente a 111, bottom toccato l'11 febbraio scorso, da cui è partito il rimbalzo.


Particolarmente interessante è stato il movimento del cambio Eur/Yen che anche questa mattina continua a dare seguito alla discesa avviata ieri pomeriggio. La ragione di questo movimento marcato probabilmente risiede in una debolezza intrinseca alla moneta unica, che sta perdendo terreno verso le altre valute, nonostante la mancanza di propensione al rischio sui mercati.


Il cross Eur/Jpy continua ad aggiornare i minimi che non vedeva da giugno 2013, arrivando così a 125. La rottura del supporto a 126 non sembra preannunciare un'imminente ripresa. Il cedimento dell'area di 125 potrebbe portare a un'estensione dei cali verso 123, massimi assoluti del 2011. Questo livello è l'ultimo baluardo a difesa del ben più importante target collocato a 120. Sotto tale supporto il cambio potrebbe precipitare sino a 111. Questo scenario potrebbe realizzarsi in concomitanza con un pesante ritorno delle vendite sui mercati azionari.

Possibili rimbalzi potrebbero condurre verso 126 e da qui verso 128, massimi settimanali. Ma sarà solo con un riposizionamento sopra 130 (dove passa la media mobile a 200 settimane), che la recente debolezza potrebbe essere messa definitivamente da parte.
 

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