MPS: Siena corre il suo Palio più lungo

Svelato oggi il piano industriale 2016/2019 di MPS.

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Fonte: Bloomberg.

Questa mattina il neo amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Marco Morelli, ha alzato il velo sul piano industriale 2016/2019. Tra i dettagli: l'utile netto atteso a fine 2019 dovrebbe attestarsi a 1,1 miliardi di euro, con un ROTE superiore all’11%. Sono previsti, inoltre, nuovi tagli del personale, circa 2.600 unità (di cui 1.400 già previsti nel precedente piano) e la chiusura di 500 filiali.

In una nota, la banca ha confermato l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro, da realizzarsi senza diritto d’opzione per gli attuali azionisti. Prima dell'aumento ci sarà il deconsolidamento dei crediti deteriorati per un valore nominale complessivo di 27,6 miliardi di euro, 9,1 miliardi netti (33% sul valore nominale). L'aumento di capitale sarà preceduto da un reverse stock split con un rapporto di 1 nuova azione ogni 100 azioni esistenti.

La delibera definitiva dell'aumento di capitale dovrebbe arrivare il 24 novembre. Nella conferenza stampa successiva ai dati, Morelli ha fatto sapere che non sono state fatte assunzioni specifiche sulla conversione dei bond subordinati (pari a 5 miliardi di euro equamente divisi tra retail e istituzionali). Altro nodo da sciogliere riguarda il pre underwriting agreement, che scadrà il 31 dicembre 2016 e la cui adesione dipenderà dalle condizioni del mercato.

L'apporto potenziale che dovrebbe arrivare dalla conversione dei subordinati e dalla ricerca di investitori istituzionali dovrebbe ridurre l'aumento di capitale in mano al pubblico.

VALUTAZIONE

A un mese dal 24 novembre, la Banca inizierà il suo roadshow per cercare di richiamare degli anchor investor di cui si parla da tempo, a cui dovrebbe essere riservata una quota di 2 miliardi dell’aumento di capitale. Il rally del titolo in borsa ci induce a ritenere che il mercato non sta guardando tanto il piano industriale, ma sta puntando alla riuscita della conversione dei subordinati e della ricerca di nuovi fondi in grado di investire nella banca. Di fatti, è abbastanza inverosimile giustificare simili performance con il piano industriale, per quanto audace e credibile sia.

La riuscita del roadshow e della conversione potrebbe rappresentare il miglior mix per l'operazione di aumento di capitale, in grado di ridurre considerevolmente la quota riservata al pubblico rispetto ai 5 miliardi totali. Potrebbe essere proprio questa la motivazione per cui il mercato non ha reagito male alla decisione di eliminare il diritto d’opzione agli attuali azionisti (di cui si parlava da tempo), che riduce l’appeal nella detenzione dei titoli attuali a vantaggio di quelli di nuova emissione. A questo punto, maggiori indicazioni sul prezzo dei nuovi titoli saranno decisivi per capire il peso dell’effetto diluitivo.

Il titolo in borsa è in preda alla volatilità, passando da +25% a -20% in maniera molto violenta e rapida. Dopo aver toccato i massimi che non vedeva dal 27 giugno scorso, a 0,4390 euro, è precipitato a 0,2663, minimi di venerdì. Probabilmente la resistenza più importante rimane sui massimi del 24 giugno, subito dopo il referendum Brexit, poco sopra 0,48 euro. Difficile al momento aspettarsi un superamento di tale riferimento.

Nel caso in cui la banca non dovesse riuscire a convincere gli investitori istituzionali e la conversione dei bond subordinati non dovesse portare i risultati sperati, il titolo potrebbe ritornare a vedere i minimi di una settimana fa, dato che l’effetto diluitivo verrebbe scaricato sugli attuali azionisti, con tutti i dubbi poi legati alla buona riuscita dell’operazione, in vista anche del referendum costituzionale che si terrà il 4 dicembre.

Crediamo che Siena stia correndo il Palio più importante e lungo della sua storia. A questo punto, affinché i cannoni di Piazza del Campo risuonino il prossimo 24 novembre, è necessario arrivare con una cordata di investitori pronti a investire per il rilancio della nuova banca.

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