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BANCHE CENTRALI

BCE: il rialzo dei tassi che può cambiare il mercato europeo

Perché la riunione della BCE è l'evento economico più importante della settimana

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Sergio Ávila

Sergio Ávila

Analista Senior presso IG Spagna

Data di pubblicazione

La riunione della Banca Centrale Europea (BCE) prevista per giovedì prossimo è diventata il principale punto di attenzione per investitori, imprese e mercati finanziari. Il consenso degli analisti considera ormai quasi certa una crescita di 25 punti base dei tassi di interesse, che porterebbe il tasso sui depositi dal 2,00% al 2,25%. Sarebbe il primo aumento da settembre 2023 e segnerebbe un cambiamento rilevante nella politica monetaria dell'area euro.

La principale ragione alla base di questa decisione è la ripresa dell'inflazione. Dopo diversi mesi di stabilità, i prezzi hanno ricominciato ad accelerare nell'area euro. L'inflazione ha raggiunto il 3% ad aprile ed è salita ulteriormente al 3,2% a maggio, collocandosi chiaramente al di sopra dell'obiettivo ufficiale del 2% perseguito dalla BCE.

L'istituzione guidata da Christine Lagarde si trova di fronte a un equilibrio complesso. Da un lato, deve evitare che l'inflazione si consolidi nuovamente su livelli elevati. Dall'altro, una politica monetaria troppo restrittiva potrebbe penalizzare un'economia europea che mostra già segnali di rallentamento.

Il principale fattore che ha alimentato le recenti pressioni inflazionistiche è stato l'aumento dei prezzi dell'energia. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le incertezze sulle forniture energetiche globali hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio e del gas, trasferendo questi maggiori costi all'intera economia.

I mercati finanziari considerano praticamente certo il rialzo di giovedì. Diverse indagini tra gli economisti attribuiscono una probabilità superiore al 90%, mentre una parte significativa degli analisti prevede già un secondo aumento dei tassi prima della fine dell'anno.

Per gli investitori, la chiave non sarà soltanto la decisione sui tassi. La vera attenzione sarà rivolta al messaggio che la BCE trasmetterà riguardo ai prossimi mesi. Se l'istituzione lascerà aperta la porta a ulteriori rialzi, i mercati potrebbero interpretare che la lotta all'inflazione sia tornata a essere la priorità assoluta. Al contrario, se la banca centrale insisterà sul carattere eccezionale della misura, la reazione potrebbe essere più contenuta.

Le conseguenze di un aumento dei tassi interessano numerosi settori. Le banche tendono a beneficiare di un contesto di tassi più elevati perché migliorano i propri margini finanziari. Tuttavia, le imprese più indebitate e i settori sensibili al costo del credito, come quello immobiliare o dei consumi, potrebbero affrontare maggiori difficoltà.

Ci saranno inoltre implicazioni per milioni di famiglie europee. Sebbene l'impatto non sia immediato su tutti i finanziamenti, un contesto di tassi più elevati tende generalmente a tradursi in un credito più costoso per famiglie e imprese.

La riunione di giovedì arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per l'economia mondiale. L'incertezza geopolitica, l'evoluzione dei prezzi energetici e il rallentamento della crescita economica obbligano la BCE ad agire con prudenza. Una mossa troppo aggressiva potrebbe danneggiare l'attività economica, ma un intervento insufficiente potrebbe compromettere la credibilità dell'istituzione nella lotta contro l'inflazione.

Per questo motivo, al di là dei 25 punti base attesi dal mercato, il vero messaggio di questa riunione sarà capire se ci troviamo di fronte a un rialzo isolato oppure all'inizio di una nuova fase di irrigidimento monetario in Europa. La risposta potrebbe determinare l'andamento delle borse, dei titoli obbligazionari e dell'euro nei prossimi mesi.

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