Facebook, cosa tenere sotto controllo a una settimana dai dati trimestrali

Si prevede un ultimo trimestre 2019 in rallentamento per Facebook. Pesano ancora gli ultimi strascichi di Cambridge Analytica, ma si spera bene per il numero di utenti

Cosa dicono le previsioni?

Manca oltre una settimana alla pubblicazione dei dati sull’ultimo trimestre del 2019 di Facebook, ma già iniziano a circolare le prime previsioni. I dati verranno rilasciati mercoledì 29 gennaio, alla chiusura di Wall Street.

L’azienda si presenta sana e resiliente, tanto che il consensus di Wall Street prevede un Eps pari a 2,5 dollari (un aumento del 5% rispetto all’ultimo trimestre del 2018). Si prevedono inoltre ricavi netti per 20,82 miliardi, il 23% in più rispetto a quanto annunciato nel gennaio 2019.

Cosa si deduce dagli ultimi dati?

L’azienda di Mark Zuckerberg si presenta all’appuntamento ben preparata. Il titolo dall’inizio dell’anno ha guadagnato oltre l’8%, arrivando a toccare la cifra record di 200,75 dollari per azione. D’altra parte, il 2019 è stato un anno particolarmente memorabile per Facebook: nel terzo trimestre i ricavi sono aumentati del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nel secondo i ricavi salirono del 28% e, nel primo trimestre, del 26%: un’accelerazione progressiva che fa ben sperare gli investitori.

Eppure le parole del Cfo, Dave Wehner, mettono in guardia da un ottimismo troppo sfrenato: “Ci aspettiamo che il tasso di crescita dei ricavi del quarto trimestre riporti una decelerazione della metà rispetto al terzo trimestre”, avvertiva già al momento della guidance, a ottobre.

Tale decelerazione sarebbe da addurre agli strascichi dell’ottimizzazione di alcuni prodotti (tra cui anche le misure per aumentare la protezione dei dati degli utenti). Eppure, la controversa questione degli annunci pubblicitari – e, soprattutto, politici – si potrebbe rivelare una carta a suo favore. Già tre mesi fa l’azienda del social network per antonomasia aveva garantito che non avrebbe rinunciato alle inserzioni pubblicitarie, che a settembre costituivano il 94% delle entrate del social (il 2% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Al tempo, il ricavo medio per utente si attestava attorno ai 7,26 dollari – e Facebook conta 1,62 miliardi di utenti attivi giornalieri).

D’altra parte, Facebook dovrà ancora scontare le conseguenze dello scandalo di Cambridge Analytica – quando il social network si rese colpevole di una fuoriuscita di dati sensibili degli utenti -: oltre alla maxi-multa da 5 miliardi, infatti, l’azienda di Zuckerberg ha dovuto lavorare per rinforzare i sistemi di protezione dei dati.

Di quanto saranno aumentati gli utenti?

Altra variabile da tenere in considerazione è proprio il numero degli utenti attivi che, come accade per Netflix, dà effettivamente la misura del volume dei potenziali ricavi e profitti.

Nel conteggio totale vanno contati tuttavia gli utenti di tutti i social afferenti all’azienda: Facebook dunque, ma anche Instagram, Messenger e Whatsapp. In totale, si parla di circa 2,2 miliardi di utenti unici al giorno. Gli utenti unici mensili, invece, sono cresciuti dell’8%, a 2,45 miliardi. Si registra una crescita anche dai paesi in via di sviluppo, sebbene a tal proposito vada valutata anche la redditività degli annunci (tradizionalmente rendono molto di più quelli rivolti ad un target proveniente dai paesi occidentali).

Come è andato finora il titolo in Borsa?

È dall’inizio dell’anno che Facebook sta seguendo un trend in crescita, raggiungendo risultati da record che non si vedevano dal luglio 2019. Venerdì il titolo ha chiuso a 199,23 dollari per azione.

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