Azioni Intesa Sanpaolo in rosso: quattro fattori da tenere d’occhio in vista della trimestrale

Si prevedono utili in calo per l’istituto torinese, ma resta fermo il giudizio Buy sui titoli. Premia la stabilità di Intesa, che vorrebbe tornare a corrispondere il dividendo

La stagione delle trimestrali per le banche italiane si apre con i conti dell’istituto di credito a più alta capitalizzazione su Piazza Affari, Intesa Sanpaolo, che pubblicherà i dati relativi ai primi tre mesi del 2020 domani, in mattinata. Occhi puntatni sulla conferenza stampa dell’amministratore delegato, Carlo Messina, sia per via di ulteriori notizie sull’offerta pubblica di scambio lanciata a Ubi Banca, sia in attesa di eventuali annunci su rettifiche sui crediti addizionali, dopo l'analoga mossa di Unicredit lanciata, due settimane fa, sui crediti del primo trimestre 2020.

Cosa prevedono gli analisti per la trimestrale di Intesa Sanpaolo?

Il consensus si aspetta un utile netto in ribasso rispetto allo stesso periodo del 2019, da 1,05 miliardi di euro a un cifra compresa tra i 751 milioni di euro (Bloomberg) a 878 milioni (Goldman Sachs), a fronte di ricavi pari a 4,14 e 4,18 miliardi, rispettivamente.

Scendono anche le previsioni dell’utile per azione, che Goldman Sachs si aspetta in calo del 19% per tutto il 2020 – salvo poi tornare a recuperare: -10% nel 2021 e -11% nel 2022.

Sempre Goldman Sachs attende rettifiche sui crediti di Intesa Sanpaolo pari a 706 milioni.

L’Ops su Ubi Banca

Non accennano a fermarsi (neanche davanti alla minaccia delle implicazioni del coronavirus) le trattative con Ubi Banca: “Proseguiamo con maggior convinzione nell'offerta di scambio promossa nei confronti di Ubi Banca”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, in occasione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio 2019, “che nell'attuale contesto generato dal coronavirus, acquisisce maggiore valenza strategica e per Ubi Banca una prospettiva ancor più rilevante: elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento assumono ora ulteriore valore”.

Intesa ha lanciato l’offerta di pubblico scambio volontaria lo scorso 17 febbraio, per l’acquisto della totalità delle azioni ordinarie di Ubi Banca, nei piani di Messina, ciò dovrebbe riuscire a dar vita a un gruppo da utili per sei miliardi di euro entro il 2022.

L’offerta, che prevede 17 azioni ordinarie di nuova emissione ogni 10 azioni di Ubi, chiaramente non tiene in conto degli adeguamenti resi necessari dalla crisi coronavirus, scoppiata in Italia solo poche settimane dopo la pubblicazione della notizia.

L’impatto del coronavirus

Tra queste, c’è la questione del dividendo da corrispondere. L’idea di Messina è quella di corrispondere la cedola relativa all’anno finanziario 2019, da 0,192 euro per azione.

La distribuzione del dividendo è stata sospesa dalla Banca Centrale Europea, nel tentativo di incoraggiare gli istituti di credito a dare la priorità ai prestiti in grado di far girare l’economia reale. Lo stop alla distribuzione del dividendo è in vigore fino al primo ottobre, ma l’amministratore delegato di Intesa ha già fatto sapere di essere pronto a ripristinarlo immediatamente, qualora la Bce dovesse rivedere la sua decisione.

Come stanno andando le azioni Intesa Sanpaolo?

Con la battuta d’arresto di giovedì, prima della pausa di Piazza Affari per la festività del primo maggio, il titolo Intesa Sanpaolo ha registrato un calo del 3,4%, a 1,43 euro per azione, si apre un trend negativo per le azioni di Intesa Sanpaolo, che chiude anche la seduta di oggi in ribasso del 3,3%, a 1,367 euro.

Eppure le raccomandazioni Buy arrivano da più voci. Per Equita SIM, quello guidato da Messina è l’istituto di credito con più probabilità di ripristinare il dividendo, forte di un’efficienza strutturale meglio posizionata rispetto agli altri competitor. Equita fissa il target price per le azioni Intesa Sanpaolo a 2,4 euro.

Buone prospettive per l’istituto torinese anche secondo la Bank of America, che conferma il giudizio Buy e fissa un target price a 2,1 euro. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Deutsche Bank, che vede le azioni di Intesa a 1,7 euro.

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