Trimestrali Ferrari: utili e ricavi in aumento, quotazioni trainano il Ftse Mib

Il Cavallino rampante si difende bene a Piazza Affari, trainando l’intero settore grazie a risultati trimestrali oltre ogni aspettativa

Buona prestazione della Ferrari a Piazza Affari, a differenza del risultato di ieri delle monoposto al Gran Premio degli Stati Uniti. Mentre ieri in pista la Ferrari ha dovuto difendersi dalle accuse al vetriolo mosse da Verstappen (“Questo è quello che succede se smetti di barare”, avrebbe detto il pilota Red Bull commentando la pessima prestazione dell’avversario), a Piazza Affari il Cavallino rampante guadagna oltre sette punti percentuali, arrivando a sfiorare i 154,80 euro sulla scia dei buoni dati trimestrali.

Cosa ci dice l’ultima trimestrale?

L’utile netto del periodo giugno-settembre 2019 è sceso del 41% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (169 milioni di euro); considerando tuttavia l’utile netto adjusted, si registra un incremento del 15% (169 mln di euro nel 2019, 146 nel 2018) – un risultato migliore rispetto alle aspettative, che prevedevano un utile intorno ai 167 milioni di euro.

Quanto ai ricavi, il trimestre si chiude con un guadagno di 915 milioni di euro, (+9% in più rispetto allo stesso periodo del 2018 e superiore rispetto alle attese di 888 milioni), mentre l’utile per azione si assesta a 0,90 euro (unico valore leggermente inferiore alle aspettative, 0,93 euro); Ebitda a 311 milioni di euro, Ebit a 227 milioni (rispettivamente, l’11 e il 12% in più rispetto allo scorso anno).

Positiva anche la guidance: previsti entro la chiusura dell’anno finanziario ricavi netti per 3,7 miliardi (rispetto ai 3,5 originariamente previsti), un Ebtda adjusted di 1,27 miliardi, Ebit adjusted di 920 milioni e, infine, un flusso di cassa di oltre 600 milioni (a fronte di 550 milioni di partenza).

Quale Ferrari piace di più?

In totale, tra giugno e settembre 2019 sono state vendute 2.474 unità, il 9,4% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Si registra un aumento delle vendite in Europa, Africa e Medio Oriente (+13%), invariati i valori nelle Americhe, mentre sono in leggera flessione le vendite in Asia. Tuttavia, i vertici aziendali spiegano che tale rallentamento sarebbe il risultato di una strategia che ha concentrato le consegne ai clienti nella prima metà dell’anno, per precedere l’introduzione della nuova normative sulle emissioni. Bene le vendite nel resto di Asia e pacifico, con un + 23,1%.

A trainare le vendite sono stati i modelli V8 (+9,5%) e V12 (+8,9%) mentre si confermano forti e stabili le vendite dei modelli Portofino e 812 Superfast (confermando un trend già avviato). Proprio come nel 2018, inoltre, si registra una leggera flessione nella vendita dei modelli 488 Gtb e 488 Spider. Inoltre, i dati includono anche le prime vendite dei nuovi modelli Monza SP1 e SP2.

Come hanno reagito le azioni Ferrari in borsa?

I titoli Ferrari hanno subito un notevole balzo in avanti del 6,33%, grazie soprattutto ai buoni dati prospettati dalla guidance. Il titolo ha aperto la seduta a 145,50 euro, sfiorando poi un massimo di 155,15 – e segnando un nuovo massimo quest’anno.

Ma è l’intero settore automobilistico che oggi ha trascinato Piazza Affari, segnando un aumento del 4,74% (seguito dal comparto delle materie prime, +2,02%, e petrolifero, +1,96%).

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