Nikkei, 3,9%. Brillano settore tecnologico e titoli energetici. Nomura guarda agli Usa

Indice giapponese oltre quota 20 mila: recupera il tonfo della Vigilia di Natale. Pesano il +5% del Dow Jones americano, i rialzi di Amazon, Facebook e Netflix e la ripresa del prezzo del petrolio. Dalla banca Nomura arriva il monito: "le nostre parole chiave sono America, clienti corporate e soluzioni di business”.

Nikkei Index
Fonte: Bloomberg

Tokyo spinge sull’acceleratore, con un rialzo di giornata del 3,88%, oltre quota 20 mila punti; un movimento che fa seguito al -5% di lunedì 24 dicembre, quando sono stati raggiunti i minimi da aprile 2017.

Se la Vigilia di Natale non è stata certo un dono per l'indice giapponese, l’attesa del nuovo anno fa decisamente meglio sperare: il Nikkei ha chiuso la terzultima giornata di contrattazioni del 2018 con l’incremento giornaliero più consistente da due anni. Tecnologico ed energetico sono stati in assoluto i ìsettori più favoriti di seduta, in scia alla positiva performance dei colossi Amazon, Facebook e Netflix e di una rinnovata consistenza del prezzo del petrolio, risalito di otto punti percentuali.

Sulla scia del +5% registrato ieri dall’indice Dow Jones, il Nikkei è tornato a contenere le recenti perdite. L'anno 2018 non è stato facile per il paniere giapponese che, rispetto ai valori di inizio 2018, ha perso il 16% circa del proprio valore.

In una giornata positiva per Tokyo, il colosso finanziario Nomura ha dichiarato di voler incrementare la propria quota di affari attraverso coperture in valuta estera, finanziamenti per acquisizioni e altri servizi correlati alle transazioni per clienti corporate americani.

La più grande banca d’affari nipponica starebbe riassegnando le risorse globali, spostando il proprio focus sulla crescita nelle Americhe, che, a detta dell’amministratore delegato, Koji Nagai, vantano il più grande bacino di commissioni per investimenti al mondo.

"Le nostre parole chiave sono 'America', 'clienti corporate’ e ‘soluzioni di business”, ha dichiarato Nagai in un’intervista a Reuters.

Lo stesso ha quindi proseguito: “La nostra attenzione è focalizzata sulla consulenza e sulle attività primarie, servizi non sono soggetti a specifici rischi di mercato, che non incidono sul nostro bilancio". L'attività principale, in tal senso, include l'assistenza ai clienti corporate nelle fasi di emissione di azioni e obbligazioni. La banca intende inoltre specializzarsi in operazioni di acquisizione e di cambio valuta estera.

"Inoltre, amplieremo le nostre soluzioni di business con operazioni di acquisizione e i servizi di cambio di valuta estera per le offerte che consigliamo".

Nomura ha fatto dell'espansione negli Stati Uniti il suo fiore all’occhiello dell’investimento bancario, dopo la messa in atto del piano di ristrutturazione del 2016; ad esso si affiancano quindi i servizi di consulenza. Nagai, per il medio termine, prevede una espansione delle attività di finanziamento e soluzioni client, volte ad aumentare le entrate del gruppo di $250 milioni.

Sui profitti di Nomura dell'ultimo trimestre hanno pesato l’addebito una tantum da 20 miliardi di yen ($181 milioni) derivante dall’accordo siglato con le autorità americane in merito alla vendita di titoli garantiti da mutui residenziali prima della crisi finanziaria 2008.

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