Indici globali in ribasso (ad eccezione dell’Europa) oltre mezzo milione di vittime per Covid-19

Circa un quarto delle vittime in Usa, che rallenta le riaperture. Bene Piazza Affari, in rialzo dello 0,3%

Secondo i dati della John Hopkins University, il numero dei casi totali di coronavirus nel mondo ha superato la soglia psicologia dei dieci milioni, per oltre 500 mila decessi dall’inizio della pandemia e spingendo al ribasso gli indici globali.

Il dato (presumibilmente sottostimato: secondo il Centers for Disease Control and Prevention, solo negli Stati Uniti per ogni persona infetta registrata ve ne sarebbero almeno altre dieci che potrebbero aver contratto il virus senza saperlo e, dunque, segnalarlo) ha contribuito alla chiusura debole su quasi tutti gli indici asiatici, oltre a tneere sotto pressione i futures su Wall Street – fa eccezione solo l'Europa.

Gli azionari del Vecchio Continente segnano al momento valori frazionati, con Piazza Affari in rialzo dello 0,34%, poco al di sopra dei 19 mila punti, e il Dax che avanza dello 0,21%, mentre Londra e Parigi perdono rispettivamente lo 0,20% e lo 0,22%.

Come si è chiusa la giornata sulle Borse asiatiche?

I cattivi dati macro sulle vendite al dettaglio di maggio in Giappone (-12,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) hanno spinto al ribasso gli azionari nipponici in chiusura, con il Nikkei che ha perso fino al 2,30% mentre il più ampio indice Topix segna un ribasso dell’1,78%.

Ma anche l’intero indice panasiatico MSCI escluso il Giappone che apre la settimana in ribasso, a -1,3% dopo che, solo la settimana scorsa, aveva segnato il massimo in quattro mesi. Le Borse cinesi perdono tutte tra lo 0,61% di Shanghai e del China A50 e lo 0,52% di Shenzhen, giù anche il Kospi coreano (-1,93%) e l’Hang Seng (-1,29%).

Come stanno reagendo gli Usa alla nuova ondata di Covid-19?

Circa un quarto delle vittime di coronavirus al mondo sono concentrate negli Stati Uniti, che proprio in questi giorni stanno sperimentando una recrudescenza del virus soprattutto in alcuni degli stati più popolosi (Florida, California, ma anche Texas e Arizona).

Alcuni stati stanno rallentando il processo di allentamento delle misure di lockdown, soprattutto in considerazione del fatto che la maggioranza dei nuovi contagi si stanno verificando proprio negli stati che hanno riaperto per primi.

Già da venerdì la notizia aveva provocato una certa volatilità sugli indici di New York, i cui futures al momento in ribasso di oltre il 2%: il Dow Jones minaccia un ribasso del 2,84%, l’S&P 500 -2,42%, il Nasdaq -2,50% - di nuovo sotto la soglia dei 10 mila punti.

Mentre invece il tasso dei Treasuries decennali scende a 0,64%, così come le quotazioni dei beni rifugio: bene il dollaro, che rispetto allo yen viaggia a 107,174 mentre rispetto all’euro solo nelle ultime ore è sceso a 1,1247, dopo aver raggiunto quota 1,1243. Sale anche l’oro, a 1.769 dollari l’oncia, sui massimi da otto anni. In calo invece il prezzo del petrolio, con il Wti a 37,69 dollari al barile e il Brent a 40,15 dollari.

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La giornata sugli indici europei

Tra gli appuntamenti macro di oggi si segnalano gli indici di fiducia sull’economia dell’Eurozona, con la fiducia di consumatori, lo stato di salute delle imprese e le aspettative di inflazione.

Oggi è anche il giorno in cui la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron si incontreranno per discutere del piano di ripresa post- pandemico, il Recovery Fund nato proprio da una proposta franco-tedesca.

Si torna anche a parlare di Brexit, con il via a una serie serrata di incontri tra il premier britannico Boris Johnson e le controparti comunitarie: l’obiettivo è un accordo commerciale entro la fine dell’estate.

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