Il coronavirus spinge la Francia verso la recessione, in calo il Pil dell’intera Eurozona nel primo trimestre 2020

Le stime flash del prodotto interno lordo nei primi tre mesi dell’anno registrano crolli storici per l’economia della zona euro. Occhi sulla riunione della Bce mentre gli indici europei scendono sotto la parità

I danni della pandemia di coronavirus sull’economia europea traspaiono sempre più nettamente man mano che l’emergenza sanitaria sembra calmarsi. In mattinata sono stati pubblicati i dati preliminari sul Pil del primo trimestre 2020 in Francia, Spagna e Italia, seguiti da quello riferito all’intera zona euro.

In che condizioni versa l’economia dell’Eurozona?

La Francia, con una contrazione del 5,8% del prodotto interno lordo rispetto agli ultimi tre mesi del 2019, entra ufficialmente in recessione tecnica. Parigi aveva infatti già chiuso il 2019 con un ultimo trimestre in calo dello 0,1% e, per quanto il coronavirus avesse fatto presagire un crollo del Pil, questo si è rivelato ben più peggiore del previsto (gli analisti avevano calcolato un calo fermo al 3,5%). Si tratta del calo più repentino dall’inizio della misurazione del prodotto interno lordo nazionale, nel 1949.

Segue la Spagna, che ha subito un crollo del 5,2% trimestre su trimestre, a fronte di una previsione del 4,4%. Negativo anche il dato rispetto ai primi tre mesi del 2019, che marca un rallentamento del 4,1% (gli analisti si aspettavano una contrazione del 3,2%). Anche in questo caso si tratta del dato peggiore dall’inizio delle rilevazioni, nel 1970.

Ad aver riportato dati relativamente migliori rispetto alle aspettative è stata invece l’Italia: a fronte di una contrazione prevista rispetto allo scorso trimestre del 5%, il prodotto interno lordo è sceso del 4,7%; su base annuale, la contrazione si ferma al 4,8%, rispetto a previsioni di 5,1%.

Quanto all’intera zona euro il disavanzo è meno marcato, ma il dato risulta comunque peggiore rispetto alle attese: il prodotto interno lordo è infatti sceso del 3,8% rispetto agli ultimi tre mesi del 2019 (a fronte di una contrazione stimata del 3,2%), mentre il dato anno su anno indica una contrazione del 3,3% (rispetto ad attese di -3,1%). Nell’intera Unione Europea, invece, il Pil trimestrale è sceso del 2,7% rispetto agli ultimi tre mesi del 2019: si tratta del calo peggiore dal 2009, quando i dati sul prodotto interno lordo della zona euro e dell’intera Ue erano scesi rispettivamente del 4,5% e del 4,4%.

La situazione economica è resa ancora più preoccupante dal fatto che i dati si riferiscono alla fine del trimestre e, dunque, non tengono conto della durata totale delle misure di lockdown implementate in tutta Europa – che hanno compreso l’intero mese di aprile e parte di maggio, senza contare il rischio di un’eventuale seconda ondata di Covid-19 che potrebbe richiedere il ritorno alla chiusura dei servizi non essenziali, tornando a congelare l’economia.

Gli altri dati macro e le conseguenze del coronavirus

In mattinata sono inoltre stati resi noti in Germania i dati sulle vendite al dettaglio (-2,8% su base annuale, - 5,6% rispetto al mese scorso, in rialzo rispetto alle previsioni di -7,3%) e sulla disoccupazione (373 mila nuovi disoccupati ad aprile, in netto aumento rispetto ai 76 mila attesi e ai mille che si erano registrati a marzo), aumentata al 5,8%. Ad aprile la Germania conta 2,639 milioni di disoccupati.

Nell’Eurozona, il tasso di disoccupazione a marzo è salito al 7,4%, mentre linflazione è scesa allo 0,4% (rispetto allo 0,7% registrato a marzo), comunque meglio rispetto alle aspettative di un calo allo 0,1%. Il dato pone comunque ancora più pressione alla Banca centrale Europea, il cui obiettivo principale è mantenere l’inflazione almeno intorno al 2%.

Come hanno reagito gli indici di Borsa?

Sul mercato valutario il cambio euro-dollaro resta poco mosso, in attesa di sviluppi dopo la riunione della Fed di ieri (che ha lasciato i tassi di interesse invariati, compresi tra lo 0 e lo 0,25%, aprendo a ulteriori misure di allentamento monetario) e a poche ore da quella della Banca centrale europea. Al momento, la coppia valutaria viaggia a quota 1,0877.

Sempre più deboli invece gli indici europei che, assorbendo i dati macro, hanno subito un’inversione di tendenza rispetto all’apertura positiva di stamattina. In particolare, reggono relativamente meglio gli azionari di Francia (-0,35%) e Germania -0,38%), mentre Piazza Affari perde lo 0,69% e Madrid contiene le perdite, ma sempre viaggiando sotto la parità, dello 0,28%.

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