Il balzo in avanti dell’indice Zew non basta per far risalire gli azionari europei

Le ripresa economica nell’Eurozona “durerà molto tempo”, almeno fino al 2022, ma intanto l’indice prospettico tedesco ha raggiunto 51 punti. Allo stesso tempo, il piano per il Recovery fund franco-tedesco arriva in Commissione

Gli investitori istituzionali tedeschi sono molto più ottimisti di quanto gli analisti si aspettassero: l’indice sulla situazione economica in Germania è balzato da 28,2 punti di aprile ai 51 di maggio, con le attese che prevedevano sì un rialzo ma contenuto a 32 punti.

“Cresce l'ottimismo su una possibile inversione di tendenza dell'economia dall'estate in poi”, ha dichiarato Achim Wambach, il direttore dello Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung, che ogni mese calcola il sentiment del mercato tedesco. “Ciò si riflette anche nel significativo miglioramento delle aspettative per i singoli settori. Secondo gli esperti dei mercati finanziari intervistati, la crescita economica dovrebbe riprendere il passo nel quarto trimestre del 2020”.

Eppure, “Il processo di recupero richiederà molto tempo. Solo nel 2022 la produzione economica tornerà al livello del 2019".

Anche il dato relativo alle prospettive per l’Eurozona è positivo, passato da 25,2 punti a 46.

Come ha inciso il coronavirus?

L’indice di maggio era ampiamente atteso anche e soprattutto perché in grado di fornire una fotografia delle aspettative degli investitori del paese che, apripista in Europa, ha allentato per primo le misure di lockdown. La situazione economica attuale sembra invece ancora stentare a riprendersi.

È dal 20 aprile infatti che le attività economiche in Germania sono tornate a lavorare quasi del tutto a pieno regime. L'indice della situazione corrente avrebbe dovuto essere influenzato positivamente dall'allentamento del lockdown, invece è stato proprio quello a peggiore più di tutto: a maggio ha segnato -93,5 punti, rispetto ai -91,5 di aprile.

Cosa si prevede per l’economia dell’Eurozona?

D’altra parte, forti strumenti per la ripresa economica sono allo studio dei ministri delle Finanze dell’Eurozona, che si sono riuniti proprio stamattina nell’Ecofin.

Ieri in serata la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron hanno annunciato un’intesa per il Recovery Fund: un piano da 500 miliardi di euro finanziabili con l’emissione di bond comunitari, pagati dunque attraverso il bilancio Ue (previo via libera del parlamenti nazionali). Non prestiti dunque, come vorrebbe invece l’Austria, ma aiuti a fondo perduto di cui gioveranno soprattutto i paesi più colpiti dal Covid-19.

Il documento passa ora all’esame della Commissione Europea. Già ieri sera la presidente Ursula von der Leyen aveva commentato positivamente l’intesa, giudicandola “costruttiva”. La sfida tuttavia sarà trovare l’accordo con i paesi del Nord Europa (Austria e Olanda primi fra tutti, ma anche Finlandia, Danimarca e Svezia), che fin dall’inizio della crisi economica si sono schierati nettamente contro ogni forma di sovvenzione a fondo perduto, propugnando piuttosto una serie di prestiti rimborsabili.

Eppure, l’ammorbidimento della Germania è già un ottimo risultato per il fronte mediterraneo, con la Francia che ha agito da portavoce. “Una crisi senza prevedenti impone risposte senza precedenti”, ha scritto su Twitter il commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni. “Da Francia e Germania un contributo importante in questa direzione”.

Come hanno reagito gli indici europei?

Nonostante la miglior previsione Zew da cinque anni, il dato attuale e l’ostilità latente all’interno dei 27 sul progetto di Recovery Fund tengono gli azionari europei ancora in rosso. Al momento il Dax perde lo 0,76%, Cac 40 lascia sul terreno oltre un punto percentuale, il Ftse Mib perde l’1,65% e l’Ibex arriva fino a -2,32%.

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