Fusione tra Banco Bpm e Ubi Banca? Quotazioni in rialzo

L’accordo tra i due istituti è dato sempre più per certo e permette all’indice italiano di limitare le perdite

Una fusione tra il Banco Bpm e Ubi Banca “avrebbe senso”: lo ha dichiarato ieri Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Bpm. Oggi i titoli dei due istituti di credito sono schizzati in alto, trainando nella prima parte della sessione il FTSE Mib.

Fusione: perché?

Con l’operazione si verrebbe a costituire il secondo gruppo bancario in Italia dal punto di vista dei prestiti. Nella visione di Castagna, proprio questo sarebbe il senso: creare una “grande banca del nord”, un istituto di credito operante soprattutto là dove il settore imprenditoriale è preponderante. La fusione in effetti è nell’aria da mesi, ma il ceo di Bpm è sempre rimasto cauto, soprattutto in considerazione del progetto di fusione in ballo anche con Monte dei Paschi di Siena. Interrogato a tal proposito, Castagna non si è sbilanciato: “Ci sta lavorando penso il governo, ci stanno lavorando all’interno i manager e il consiglio. Non si è ancora nemmeno capito quali siano le tempistiche, quindi io lascerei lavorare in pace, poi chiaramente se ne potrà parlare”.

Di certo, la presenza sul territorio sarebbe particolarmente rilevante: Banco Bpm è presente soprattutto nel nord est e centro nord, con 231 filiali, mentre Ubi Banca conta su 500 filiali tra sud e versante adriatico.

Il parere di Morgan Stanley

Dall’altro lato, un report a firma Morgan Stanley lascia spazio a poche esitazioni. Lo scorso 27 settembre, gli analisti della banca di investimenti hanno sottolineato come una fusione tra Banco Bpm e Ubi genererebbe un taglio delle spese per oltre il 30% (a fronte di un aumento di capitale necessario che si aggira attorno agli 1,5/2 miliardi di euro). I vantaggi dunque si concentrerebbero soprattutto sul fronte dei risparmi, ma non solo.

Nel report di Morgan Stanley, la visione è quella di una progressiva fusione tra le banche italiane, così da creare strutture più forti e in grado di resistere alle oscillazioni dei mercati e di rispondere alle normative europee in maniera più compatta. “Non ci voleva Morgan Stanley con tutto il rispetto”, ha dichiarato tuttavia Castagna ieri. Al momento, il dossier sulla fusione ancora non è aperto.

Banco Bpm e Ubi Banca trainano Piazza Affari

Nonostante l’inversione di marcia dell’indice italiano, che a seguito della pubblicazione di un deludente dato macroeconomico statunitense (indice ISM manifatturiero ben inferiore alle attese) è sceso a -55%, i titoli delle due banche restano positivi, con Banco BPM che segna +2,19% e Ubi Banca +1,63%. Si tratta di un segnale positivo all’interno di un settore, quello delle banche, che fino a oggi pomeriggio ha trainato verso l’alto il Ftse Mib. Tra gli indici europei hanno infatti pesato i dati negativi del settore manifatturiero dell’area euro (ai livelli più bassi da ottobre 2012). Positivo anche lo spread, che all’indomani dell’approvazione del Def è sceso a quota 138 punti.

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