Single Day: record Alibaba. Black Friday? Non c'è gara. Ma il titolo cala

Nell'ultimo 11/11 sotto la guida di Jack Ma, il gigante e-commerce ha toccato il record assoluto di vendite a 30,80 miliardi di dollari, in crescita del 27% sul 2017, ma inferiore ai margini dell’anno precedente (+39%). Xiaomi, Apple e Dyson tra i prodotti più richiesti. Bene anche Nike e Adidas.

Alibaba Single Day
Fonte Bloomberg

Tornano a crescere i ricavi nel giorno dei Single, con Alibaba, il gigante cinese dell’e-commere, che ha toccato ieri un record assoluto di vendite pari a 30,80 miliardi di dollari, in crescita del 27% rispetto al 2017, ma inferiore rispetto ai margini dell’anno precedente (+39%).

Tale dato ha fatto aprire a ribasso il titolo a Wall Street di circa un punto percentuale; la quotazione ha poi proseguito in territorio negativo, scontando dati poco soddisfacenti sulle vendite dell'ultimo trimestre (relative anche al settore tech).

11/11: il Single Day conferma il record di vendite

Nel giorno delle quattro unità, gli utenti del portale online hanno trovato validi compagni di acquisto. Non solo: in un anno ricco di tensioni commerciali, specie sul fronte Cina – Stati Uniti, a sorprendere il mercato in data 11/11 sono state tre marche: la cinese Xiaomi e le due firme a stelle e strisce Apple e Dyson.

Tra i prodotti più largamente richiesti, TV e smartphone, nonché articoli per la casa, scarpe ed abbigliamento. Nike ed Adidas, tra le altre, hanno beneficiato delle scelte dei consumatori che, nel 40% dei casi, hanno optato per marchi internazionali.

Delle 180 mila firme in offerta sulla piattaforma (superiori ai 140 mila brands dello scorso anno), si sono contate circa 200 aziende italiane, tra cui Campari, Chicco, Kiko, Moschino e Versace.

A corredo di un quadro di per sé glorioso, per l’ultimo Single Day di Alibaba sotto la guida del fondatore, Jack Ma, l’evento si è tradotto in spettacolo televisivo, con l’esibizione della compagnia del Cirque du Soleil, seguita dalla voce della cantante, Mariah Carey. Uno spettacolo, trasmesso sulla piattaforma streaming di Alibaba, Youko, e su due delle maggiori reti tv cinesi.

Single Day? Nulla a che vedere con Black Friday e Cyber Monday

Il giorno dei Single, occasione trasformata nel 2009 dalla stessa Alibaba in una giornata di shopping compulsivo, ha registrato anno dopo anno un costante incremento degli introiti: se nel 2015, nei primi 90 minuti di acquisti Alibaba ha registrato vendite per 5 miliardi (il 72% delle quali tramite smartphone), nell’ultima edizione il giro d’affari relativo alla prima ora si è attestato a 10 miliardi di dollari.

Per un'accesa competizione di prodotto tra Cina e Stati Uniti, a mancare, ancora una volta, è stata la competizione sui numeri: nelle due giornate di vendite massive a stelle e strisce, il Cyber Monday ha toccato nel 2017 ricavi da $6,6 miliardi; il Black Friday (in programma il prossimo 23 novembre) ha invece chiuso lo scorso anno con un fatturato da $5 miliardi.

"Oggi abbiamo assistito alla forza e all'ascesa dell'economia dei consumi cinese e alla continua ricerca da parte dei consumatori di migliorare il loro stile di vita quotidiano", ha dichiarato Daniel Zhang, CEO di Alibaba Group.

Alibaba in cerca di nuovi spunti. La sfida: dall'online, all'offline

Con un'economia in fase di raffreddamento e mercati sempre più saturi in termini di concorrenza (anche da piattaforme più piccole quali JD.com Inc. e Pinduoduo Inc.), Alibaba è alla ricerca di nuovi motori di crescita.

"Alibaba sta utilizzando tutte le sue piattaforme per rendere il giorno dei Singles un’esperienza che include anche ristoranti e intrattenimento", ha dichiarato Jet Jing, presidente di Tmall, piattaforma esclusiva di vendita della compagnia. "Stiamo cercando di collegare gli acquisti online con esperienze fisiche offline".

Su Alibaba possono infatti acquistare solo acquirenti cinesi con accesso ad Alipay, l'app di pagamenti del gruppo. I clienti internazionali possono invece appoggiarsi alle piattaforme Tmall World, AliExpress e Lazada.

In un anno profondamente segnato dall’incognita della crescita, dal timore di guerre commerciali e dalla deflazione dei valori delle attività, le vendite al dettaglio online in Cina sono rallentate del 24% nel terzo trimestre, in calo di 12 punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti, secondo l'Ufficio nazionale di statistica.

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