Cosa sono i derivati finanziari? La guida per principianti

I derivati hanno rivoluzionato i mercati finanziari sin dagli anni '80. Inizialmente i derivati erano rivolti solo alle materie prime agricole, come grano o caffè, e solo successivamente sono stati estesi ad altri asset.

Cosa sono e come fare trading sui derivati?

Andiamo a scoprirlo in questo articolo.

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I derivati svolgono una funzione importantissima nel sistema finanziario globale e, anche se sembrano complessi, non sono altro che una versione moderna del trading praticato dai nostri antenati, quando i commercianti si mettevano d’accordo con gli agricoltori di comprare il raccolto in anticipo a un prezzo prestabilito.

Il trading sui derivati ha dato accesso agli investitori a una varietà di mercati e ha permesso loro di trarre profitto semplicemente dalle previsioni sui prezzi. Prima di poter fare trading sui derivati bisogna però capirne il funzionamento e le diverse tipologie disponibili. Andiamo a vederli.

Cosa sono i derivati finanziari e il mercato dei derivati?

Un derivato è un investimento il cui valore dipende da qualcos'altro- secondo la definizione del dizionario Collins.

Nello specifico, un derivato è un contratto tra due o più parti, basato sul movimento di prezzo di un asset finanziario sottostante senza possederlo. I trader e le aziende usano i derivati anche per scopi di copertura (hedging), ovvero nel tentativo di ridurre il rischio su una posizione presa sul mercato.

Esistono diverse tipologie di derivati che permettono ai trader di prendere posizioni su: forex, materie prime, azioni, indici, bond, e tassi d’interesse.

È importante sottolineare con i derivati si può andare sia short che long sul mercato di riferimento, ovvero si può puntare sul rialzo o sul ribasso dei prezzi.

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Come fare trading con i derivati?

Si può operare sui derivati in due modi: il primo è attraverso mercati over-the-counter (OTC), ovvero non regolamentati e fuori dai circuiti di borsa ufficiali, il secondo è tramite contratti standardizzati scambiati su un mercato regolamentato. Quest’ultimo, essendo regolamentato, elimina il rischio di controparte, a differenza dei contratti OTC.

Esistono diversi tipi derivati, ciascuno con caratteristiche differenti. Andiamo scoprire quelli più comuni:

  1. CFD (contratti per differenza): il CFD è un tipo di contratto in base al quale viene scambiata la differenza di valore di un certo asset, maturata tra il momento di sottoscrizione di un contratto e la chiusura dello stesso.
  2. Opzioni: offrono il diritto (ma non l'obbligo) di acquistare o vendere un asset sottostante prima di una scadenza prestabilita.

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Tipi di derivati

Esistono diversi tipi di derivati che si distinguono per caratteristiche e utilizzo. Ad esempio, i contratti forward e future sono prodotti di copertura o hedging, con i quali si possono fare previsioni sul movimento di prezzo. Le opzioni permettono invece di proteggersi da un potenziale calo dei prezzi, mentre gli swap le conversioni vengono utilizzati per coprirsi dai rischi derivanti dalla detenzione di bond, valute e materie prime.

Ecco come li distinguiamo:

  1. Contratti forward: prevedono un compratore e un venditore che accettano di operare sul prezzo futuro di un asset, stabilito però il giorno stesso della stipula del contratto. Il contratto si basa su una data futura, quando il compratore paga ( in alcuni casi riceve) l’asset al prezzo prestabilito e i profitti e le perdite vengono calcolati in base al movimento del prezzo del mercato sottostante dall’inizio fino al termine del contratto. Si tratta in questo caso di negoziazioni OTC perché i termini del contratto vengono stabiliti tra le due parti.
  2. Contratti future: sono un’evoluzione dei contratti forward e pertanto hanno molte caratteristiche in comune, con l’unica differenza che si tratta di contratti standardizzati, negoziati in Borsa e soggetti alla procedura di liquidazione giornaliera. Questo vuol dire che ogni giorno le posizioni aperte vengono “riprezzate” e la parte che ha subìto una perdita deve corrispondere alla controparte la liquidazione giornaliera.
  3. Opzioni: un’opzione è uno strumento finanziario che offre il diritto (ma non l'obbligo) di acquistare o vendere un bene a un prezzo prestabilito in un periodo di tempo predeterminato. Nel caso in cui il detentore venda un asset al prezzo di esercizio prefissato parliamo di un’opzione put. Mentre, in caso d’acquisto del sottostante a un prezzo di esercizio prefissato parliamo di un’opzione call.
  4. Swap: è un tipo di strumento derivato completamente diverso da quelli citati e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. Tra i più comuni:

Interest rate swaps Gli interest rate swap sono contratti in cui una delle due parti paga il tasso fisso alla controparte e riceve il tasso variabile da questa.
Lo scambio può avvenire al contrario e cioè le parti si scambieranno il loro tasso fisso con un tasso variabile che equivale al resto delle passività. In alcuni casi le controparti possono avere il diritto, ma non l’obbligo, di accordarsi sulla data dello swap.
Currency swaps È un contratto in cui le parti si scambiano reciprocamente due prestiti denominati in valute diverse impegnandosi a scambiarli nuovamente alla scadenza del contratto alle stesse condizioni iniziali e in particolare al medesimo tasso di cambio iniziale.
Swap sulle materie prime

Swap sulle materie prime è più utilizzato dalle grandi aziende o daglii investitori istituzionali e non dai piccoli investitori. Un’ azienda che produce materie prime (generalmente petrolio, metalli e altro) decide di vendere una certa del proprio prodotto a una data prestabilita in un determinato periodo di tempo.

Il produttore blocca il prezzo di una determinata materia prima per proteggersi da un potenziale calo dei prezzi.

Esempio di trading sui derivati

L’hedging è un'operazione di copertura. Per esempio, la Baker Corp acquista grandi quantità di farina per produrre il proprio prodotto. Temendo un calo dei margini se il prezzo della farina dovesse salire, la Baker Corp stabilisce con il fornitore di comprare dieci sacchi di farina a 15 euro ciascuno nei sei mesi successivi.

In questo modo Baker Corp si protegge da qualsiasi potenziale innalzamento dei prezzi della farina e il fornitore -si protegge da eventualu cali. Sei mesi dopo, alla data di scadenza, il prezzo della farina ha raggiunto 20 euro al sacco, ma la Baker Corp continua a pagarne 15, risparmiando 5 euro al sacco.

Il fornitore in questo caso si è visto sfuggire la possibilità di ottenere maggiori profitti.

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Trading sui derivati e trading con leva finanziaria

Il trading sui derivati viene utilizzato inoltre per incrementare l’effetto leva, aumentando l’esposizione sul mercato a fronte di un esborso iniziale relativamente contenuto. Ovviamente in questo modo vengono amplificate sia le perdite che i profitti.

Per esempio, potreste acquistare delle azioni pagando solo una frazione del costo reale.

Scopri di più sulla leva finanziaria

Più è alta la volatilità sul mercato, maggiori sono i profitti che ci ottengono con i derivati. Una maggiore volatilità corrisponde a un aumento del valore delle opzioni put e call. La volatilità, di norma, viene monitorata con il Volatility Index che si basa sullo US 500.

In conclusione

La popolarità dei derivati è dovuta al fatto che permettono di fare trading basandosi sul valore monetario degli asset, siano essi valute, materie, azioni o indici, senza doverle acquistare effettivamente.

Sono prodotti a leva e, quindi, offrono un'elevata esposizione su un mercato finanziario a fronte di un investimento relativamente modesto di capitale. 

Le aziende utilizzano i derivati per coprirsi da determinati rischi, attenuando le perdite dovute a alle oscillazioni di prezzo inattese.

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