Quotazioni Ftse Mib in calo in apertura, pesa il caos vaccini

I ritardi di Astrazeneca e l’andamento della pandemia di covid-19 pesano sui listini europei. Avversione al rischio fa risalire dollaro, EUR/USD di nuovo a quota 1,20

  • Alle 10:50 il Ftse Mib perde l’1,32%, il Dax l’1,78%, il Cac40 l’1,03%, male anche Londra a -1,57%.
  • Risio bancario sul Ftse Mib: con Orcel nuovo numero uno di Unicredit Mps cerca di guadagnare tempo, mentre Banco BPM tenta l’avvicinamento
  • Sul forex torna a prendere quota il dollaro, in rialzo sui principali cambi. La Fed lascia invariato il tasso di interesse, che resta fra lo zero e lo 0,25%

Avvio al ribasso per le quotazioni del Ftse Mib oggi, sulla falsariga del resto degli azionari del Vecchio Continente. In apertura l'indice di borsa europeo Stoxx 600 apre in ribasso dello 0,8%, l'indice britannico Ftse perde lo 0,9%, il tedesco Dax cede l'1%, il francese Cac 40 arretra dell'1,0% e lo spagnolo Ibex è a -0,9%

A premere sugli azionari sono i ritardi nella distribuzione dei vaccini Astrazeneca: ieri lo scontro tra la Commissione europea e i rappresentanti della casa farmaceutica, con la commissaria alla salute Stella Kyriakides che ha chiesto il rispetto degli obblighi contrattuali.

Per quanto il vaccino di Astrazeneca non sia ancora stato approvato dell’Ema, Kiriakides ha ricordato che “data la capacità di produzione l'azienda era supposta in grado di produrre in tempo”, aggiungendo che l’Ue “respinge la logica del chi arriva prima vince, nel contratto non c'è una clausola di priorità, una gerarchia nelle consegne”.

Quotazioni Ftse Mib in calo, occhi sulle banche

A quasi mezz’ora dall’apertura l’indice di Milano lascia sul terreno lo 0,59% e scende a 21.535 punti. Tra i tioli in coda spicca il settore farmaceutico: il titolo Diasorin perde il 2,39%, Amplifon il 2,08%, Recordati l’1,8%.

Giù anche Stellantis, - 1,59%, nonostante l'agenzia di rating DBRS abbia alzato da "BBB (low)" a "BBB" l'Issuer Rating e Senior Unsecured Debt rating della casa automobilistica. Il trend su tutti rating è stabile.

Sempre nel comparto industriale rallentano le azioni Fincantieri (-0,57% a ,052 euro l’una) dopo l’annuncio dello stop al progetto di fusione tra il gruppo italiano e il partner francese Chantier dell'Atlantique.

Attenzione al comparto bancario. Ieri il cda straordinario di Unicredit ha confermato all’unanimità Andrea Orcel come successore del ceo Jean Pierre Mustier. Al momento le azioni Unicredit perdono lo 0,35%, in scia al pessimismo che sta contraddistinguendo la giornata di oggi in Borsa.

In rialzo invece le quotazioni di Banco Bpm: secondo indiscrezioni trapelate dalle colonne della Stampa, alcuni soci di Banco Bpm, con il sostegno di almeno uno dei consiglieri indipendenti, starebbero lavorando per favorire un avvicinamento a Unicredit.

I tempi per il cambio di guardia al vertice di Unicredit non favoriscono tuttavia il Monte dei Paschi di Siena. Im assenza di un compratore pronto a firmare un accordo di riservatezza per discutere una fusione, il cda si avvia ad approvare un capital plan "qualitativo" secondo una fonte vicina alla vicenda, delineando il percorso che nei prossimi mesi dovrebbe consentire di colmare il deficit di capitale fino a 2,5 miliardi.

Spread in calo a 118 punti (-1,42%) poco oltre la mezz’ora dall’apertura. Dopo le dimissioni di Giuseppe Conte il capo dello Stato Serio Mattarella ieri ha avviato le consultazioni, che oggi entrano nel vivo. Pd e M5s sono a favore di un reincarico del presidente del Consiglio uscente, mentre si fa sempre più probabile un rientro della stessa Italia Viva che ha aperto la crisi di governo.

Cosa sta succedendo nel resto dei mercati finanziari globali?

  • Usa – ieri la Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso di interesse sul dollaro, che resta dunque compreso in una forbice tra lo zero e lo 0,25%. La mossa, altamente prevista dagli analisti (che si aspettano un prosieguo dell’atteggiamento accomodante da parte della banca centrale Usa, almeno fino a che la crisi pandemica non allenterà la morsa), non riesce a trainare al rialzo gli azionari su Wall Street. Ieri i principali indici Usa hanno subito cali di oltre due punti percentuali in chiusura e al momento i futures non riescono a guadagnare terreno.
  • Caos GameStop: la catena statunitense di vendita al dettagli di videogiochi nelle utlime ore ha osservato rialzi fino al 275% dopo un sell-on coordinato sui social da parte di giovani investitori che, in poche ore, sono riusciti a far schizzare il titolo. Al momento, un’azione GameStop nel pre-market Usa vale 292 dollari.
  • Forex – Il calo sui listini azionari spinge di nuovo gli investitori sul dollaro. Il Dollar Index sale di nuovo a quota 90,76 e il dollari scambia in rialzo sui principali cambi: EUR/USD scende a 1,20, GBP/USD a 1,36, USD/JPY sale di nuovo sopra quota 104 (104,308).
  • Materie prime – leggera flessione per il barile: il Wti viene scambiato per 52,45 dollari, il Brent per 55,48 dollari.

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