Quotazioni Ftse Mib in rialzo, focus su banche in attesa delle ultime trimestrali

Oggi si riunisce il Cda di Unicredit, fusioni in vista sempre più probabili. Ftse Mib mantiene i rialzi nella seconda settimana di consultazioni. Usa, in attesa di piano di aiuti dollaro ai minimi da due settimane

  • Alle 10:22 il Ftse Mib si mantiene in rialzo dello 0,1% (23.324 punti), bene Bper Banca a +1,44%
  • Contrastato il resto degli azionari europei: Dax in calo dello 0,12%, bene invece Parigi a +0,06% e Londra a +0,08%
  • Dollaro ai minimi da due settimane, EUR/USD di nuovo sopra quota 1,21. Bitcoin stabile a 46.000 dollari

Dopo la frenata di ieri le quotazioni sul Ftse Mib tornano a osservare decisi rialzi, complice ancora la prospettiva di un governo Draghi (oggi l’incontro con i sindacati) e in vista dell’asta di oggi di Bot annuali da 7 miliardi euro – i cui tassi sono previsti ai minimi storici.

Quotazioni Ftse Mib in rialzo, focus sulle banche

A quasi mezz’ora dall’avvio della seduta di Borsa, il Ftse Mib oggi avanza dello 0,23% e si mantiene sui 23.353 punti. Stabile anche lo spread, a 95 punti base.

A trainare l’indice Mib oggi sono le azioni delle banche, che si muovono sulla scia delle trimestrali in arrivo questa settimana. Mentre oggi si riunisce il consiglio d’amministrazione di Unicredit, che pubblicherà i risultati del quarto trimestre domani (le previsioni degli analisti prevedono un rosso da oltre 700 milioni di euro in tutto il 2020), oggi Bper avanza del 2,2% e Mediobanca dell’1,1%.

Scivola in apertura invece il titolo di Banco Bpm, che perde lo 0,28% all’indomani della pubblicazione di una trimestrale in rosso: Banco Bpm ha chiuso il 2020 con un utile netto contabile di 20,8 milioni, in calo del 97,4% rispetto ai 797 milioni del 2019 (dove però avevano influito le plusvalenze relative al riassetto del credito al consumo e alla vendita della piattaforma di gestione degli Npl). Nel solo quarto trimestre Banco Bpm ha perso 242 milioni, a causa anche di maggiori rettifiche su crediti e di un minor contributo dell'attività di trading.

Trimestre in rosso anche per Monte dei Paschi che ha chiuso il 2020 con 1,69 miliardi di perdite, con i coefficienti patrimoniali che sono stati sostenuti da azioni di capital management dopo l'operazione di cessione dei crediti deteriorati, in vista di una possibile fusione. Sull’operazione di M&A potrebbe confrontarsi oggi proprio il cda di Unicredit che, secondo indiscrezioni, starebbe valutando un’ipotesi di fusione a tre con Mps e Banco Bpm. Al momento, il titolo Monte dei Paschi perde l’1,74%.

Giornata di leggeri cali per Leonardo, che perde l’1,07%, nonostante la canadese Telesat abbia incaricato Thales Alenia Space – joint venture tra Leonardo e la francese Thales – di costruire circa 300 satelliti per telecomunicazioni in orbita bassa in un accordo del valore di circa 3 miliardi di dollari. Il titolo Leonardo si allinea al resto del comparto industriale, dove Buzzi Unicem lascia sul terreno lo 0,99% e Prysmian lo 0,92%.

Bene invece le utilities: Terna avanza dello 0,85%, Enel dello 0,86% e A2a dello 0,96% a quasi un’ora dall’apertura.

Le notizie dal resto dei mercati finanziari

  • Europa – a pochi minuti dalle 10, dopo un’apertura in rialzo, il resto degli azionari europei prosegue contrastato: il Dax perde lo 0,16%, il Cac40 si muove leggermente al di sotto della parità a -0,01%, si mantiene in area positiva il Ftse britannico a +0,09%. Attesa a marzo l’approvazione da parte dell’Ema (l’agenzia del farmaco comunitaria) per il vaccino di Johnson & Johnson, l’unico che richiede una sola inoculazione. Il vaccino sarebbe efficace al 100% contro il rischio di ospedalizzazione (la percentuale scende nei casi più gravi) e ha presentato una buona risposta anche contro la variante sudafricana.
  • Usa – futures in rialzo su Wall Street, dove ieri diverse società tech (tra cui Twitter e Cisco) hanno rilasciato i dati finanziari relativi all’ultimo trimestre del 2020. Al via al secondo processo per impeachment a carico dell’ex presidente Usa Donald Trump, in seguito ai fatti del 6 gennaio a Capitol Hill, mentre al Congresso si fa strada il piano di aiuti in funzione anti-covid proposto da i democratici: secondo le ultime notizie, al suo interno i dem avrebbero previsto pagamenti diretti per 1.400 dollari, da corrispondere tramite una procedura accelerata.
  • Forex – sul fronte valutario il dollaro resta sui minimi da due settimane, grazie al ritorno della propensione al rischio tra gli investitori, galvanizzati dalle prospettive di ripresa dell’economia mondiale alla luce dei nuovi vaccini anti-covid. È così che il Dollar Index scende a quota 90,29 e il dollaro si indebolisce sia rispetto all’euro (il rapporto EUR/USD sale di nuovo a 1,21) sia contro la sterlina (il cambio GBP/USD sale a 1,384). Giù invece la coppia valutaria USD/JPY, che si mantiene a quota 104,477. Dopo il balzo di inizio settimana, sulla scia dell’effetto Tesla, occhi ancora sul bitcoin, che in mattinata viaggia ancora a quota 46.000 dollari.
  • Materie prime: prosegue l’effetto dei tagli alla produzione sul prezzo del barile: al momento il Brent viene scambiato per oltre 61 dollari mentre il Wti viaggia a quota 58,52 dollari al barile.

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