Ftse Mib in rialzo, torna sentiment positivo sugli azionari europei

La crisi di governo non pesa sul Ftse Mib, che avanza dello 0,8% mentre lo spread scende a 113 punti. Focus sulle banche dopo cambio al vertice di Unicredit, in Usa occhi sulle trimestrali

Avvio al rialzo per il Ftse Mib di Milano che, al pari del resto degli azionari europei, apre in area positiva sulla scia di un recupero di Wall Street, dopo aver chiuso la settimana con i cali peggiori dallo scorso ottobre.

A mezz’ora dall’apertura il Ftse Mib avanza dunque dello 0,8% a 21.745 punti. Bene anche il Dax di Francoforte, +0,98%, il Cac40 di Parigi, +0,78% e il Ftse 100 di Londra, a + 0,68%.

Ftse Mib in rialzo: cosa sta spingendo le quotazioni?

Tra i titoli in luce oggi sull’indice Mib di Milano spicca il balzo in avanti di Buzzi, che avanza del 2,45%, e di Interpump, a +2,05%.

Bene anche il settore assicurativo, con Unipol in rialzo dell’1,43% e Cattolica a +0,78%, nonostante non sia ancora stata trovata la quadra nella trattativa circa un cambio di controllo nelle joint-venture di bancassurance tra il gruppo assicurativo e Banco BPM.

Proprio il titolo Banco BPM oggi è inoltre al centro del rinnovato risiko bancario, alla luce del cambio di guardia al vertice di Unicredit. Il passaggio da Jean Pierre Mustier ad Andrea Orcel, ufficializzato la scorsa settimana, sembra aprire infatti nuove prospettive di una fusione a tre con Banco BPM e Monte dei Paschi: domenica il Messaggero ha suggerito che l’ipotesi starebbe favorendo un avvicinamento tra il Banco Bpm e Bper Banca.

Al momento il titolo BPM avanza dell’1,21%, Bper guadagna l’1,58% e Unicredit l’1,26%.

Non solo: anche Leonardo Del Vecchio, patron di EssilorLuxottica, avrebbe messo gli occhi su Unicredit. Milano Finanza parla di un possibile asse con il nuovo Ceo e non può essere escluso che nella lista del board prevista per marzo spunti un amministratore espresso indirettamente dalla sua holding, per monitorare più da vicino le nuove strategie.

Tra i titoli in calo Pirelli, che lascia sul terreno a un’ora dall’apertura lo 0,16%, ed Eni, a – 0,14% dopo l’incontro di ieri tra l’ad Claudio Descalzi e il sovrano di Sharjah e membro del Consiglio Supremo degli Emirati Arabi Uniti, durante il quale i due hanno discusso delle opportunità future riguardanti la transizione energetica e i progetti sulle energie rinnovabili, un'area sempre più strategica per Eni in Medio Oriente.

La crisi di governo non preoccupa gli investitori

Spread in calo a 113 punti (-2,26%), alla vigilia delle comunicazioni del presidente della Camera Roberto Fico sul mandato esplorativo. Fico ha accettato l’incarico venerdì scorso dal presidente della Repubblica Sergio Matterella, che gli ha chiesto di riferire entro martedì.

Oggi è la volta delle delegazioni di M5s, Pd, Leu e Iv. Sembra probabile una nuova maggioranza simile a quella del governo Conte bis, sebbene il leader di Italia Viva Matteo Renzi abbia posto delle condizioni per la scelta del nuovo premier – il nome di Giuseppe Conte non è affatto scontato.

D’altra parte, più che la crisi di governo oggi a fomentare l’ottimismo degli investitori è il ritorno di diverse regioni in zona gialla: da oggi infatti nessuna regione è più in zona rossa, restano in zona arancione solo Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Provincia Autonoma di Bolzano.

Le notizie dal resto dei mercati finanziari

  • Usa – Futures positivi su Wall Street, dopo una settimana contrassegnata da altissima volatilità e da chiusure di mercato con cali come non se ne vedevano da ottobre. Preoccupazione per il maxi-piano di aiuti fiscali promesso dall’amministrazione Biden, che deve vedersela con l’opposizione repubblicana: nelle ultime ore dieci senatori hanno formato una mozione con cui si chiede di ridimensionare il pacchetto di sussidi, al momento dalla portata storica di 1.900 miliardi di dollari. Occhi puntati in settimana sulle trimestrali: tra le altre, nei prossimi giorno è la volta dei conti di Amazon, Google e Pfizer.
  • Asia – chiusura al rialzo delle Borse asiatiche: in Cina Shanghai chiude a +0,64% e Shenzhen a +1,37%, mentre la Borsa di Tokyo rimbalza a +1,55% nonostante a gennaio l'indice Pmi manifatturiero giapponese sia sceso sotto la soglia di 50, indicando quindi una contrazione per l'attività economica.
  • Forex – rialzo del dollaro, con il Dollar Index che risale a quota 90,68 e si rafforza rispetto alle principali valute: il cambio euro-dollaro sprofonda dello 0,31% e torna sulla soglia di quota 1,21 (alle 10:34 viaggia a 1,2101) mentre l’USD/JPY sale a 104,826. Bene invece la sterlina che avanza a 13742 dollari.
  • Materie prime – in rialzo anche il prezzo del petrolio: il Brent viene scambiato per 55,56 dollari al barile mentre il Wti viaggia sui 52,58 dollari al barile.

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