Indici di Borsa sprint in Europa, a gennaio torna a crescere la manifattura in Italia

Buone notizie dagli indici PMI: la manifattura accelera nell’ultimo mese, soprattutto nella produzione di beni intermedi e di investimento. Positivi gli indidi di Borsa, Milano +1,06%

A metà mattinata gli indici di Borsa europei mantengono i rialzi con cui hanno iniziato la settimana, forti non solo del rinnovato sentiment positivo sui mercati internazionali ma anche dei buoni dati macro pubblicati stamattina dall’istituto Ihs Markit.

Indici PMI in rialzo, bene le Borse europee

A trainare al rialzo gli indici di Borsa europei oggi contribuiscono i buoni dati macro sugli indici dei direttori agli acquisti nel settore manifatturiero.

In tutta l’Eurozona si registra un trend positivo nel mese di gennaio: l’economia manifatturiera registra una crescita a un tasso elevato per il settimo mese consecutivo, confermando la ripresa economica post-covid in concomitanza con il graduale allentamento delle misure di lockdown, dopo le chiusure del periodo natalizio.

Dall’inizio dell’anno l’indice PMI manifatturiero osserva solo una leggera flessione rispetto ai valori del mese precedente: 54,8 punti, a fronte dei 55,2 di dicembre e comunque in rialzo rispetto alle previsioni degli analisti, che si attendevano una crescita di 54,7 punti. Si tratta del tasso di crescita tra i più rapidi osservato negli ultimi due anni e mezzo.

A contenere gli entusiasmi resta comunque il crollo dei nuovi ordini, che rende solo marginale il miglioramento delle condizioni operative degli operatori nel settore beni di consumo. Bene invece i sotto-settori dei beni intermedi e di investimento.

I paesi più avvantaggiati risultano quelli più orientati all’export: risultati da record negli ultimi due anni per Germania e Paesi Bassi, dunque, ma anche l’Italia cresce in maniera relativa – che mette a segno il risultato migliore in tre anni.

L’Europa riparte dalla manifattura?

Al netto del tasso di espansione del settore manifatturiero, in leggero rallentamento da dicembre a gennaio, in tutta Europa si conferma comunque una ripresa della produzione manifatturiera, in crescita per il settimo mese consecutivo.

La crisi da coronavirus ha tuttavia lasciato il segno, che si nota soprattutto nella capacità lavorativa delle fabbriche: nonostante a gennaio i nuovi ordini siano diminuiti rispetto al mese precedente, comunque il trend è positivo – troppo, perché le imprese riescano a starvi dietro: il che si traduce in un aumento del lavoro inevaso.

Aumenta comunque il livello di ordini in fase di lavorazione (per il sesto mese consecutivo), sebbene al tasso più basso da settembre. A rallentare il lavoro delle imprese, oltre alle recenti chiusure e all’aumento degli acquisti, contribuiscono anche i problemi di approvvigionamento delle scorte in arrivo dall’Asia – anche la Cina, nelle ultime settimane, si è ritrovata ad affrontare una nuova ondata di casi di covid-19, concentrati soprattutto nella provincia dell’Hebei.

Il tuto si traduce in un aumento dei prezzi d’acquisto, che osservano il maggior rialzo in tre anni soprattutto in Germania, Paesi Bassi e Italia.

Infine, sul fronte occupazionale prosegue il declino nei livelli di personale, sebbene a un tasso sempre più lento; in alcuni casi (Paesi Basi e Italia), i livelli sono anche tornati ad aumentare.

“Allo stato attuale, il settore manifatturiero sta fornendo un valido supporto all’economia in quanto quello dei servizi è colpito maggiormente dalle restrizioni anti Covid-19, supporto che però sta pian piano svanendo” commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit. Che però mette in guardia dalle minacce future: “Se le prospettive future sono più rosee, visto l’ottimismo del manifatturiero che raggiungendo a gennaio il valore record in tre anni ha fatto iniziare l’anno con una rassicurante nota di ottimismo, qualsiasi potenziale ritardo nella distribuzione del vaccino aggiungerà ulteriori incertezze alle previsioni”.

Come si è distribuito il dato nell’Eurozona?

Andando a valutare le rilevazioni PMI dei singoli paesi dell’Eurozona, in Italia l’indice dei direttori agli acquisti nel settore manifatturiero sale dai 52,8 punti di dicembre a 55,1. Leggero aumento per la Francia, da 51,5 a 51,6, mentre la Germania osserva una lieve contrazione, pur restando al di sopra delle attese degli analisti: da 58,3 punti a 57,1.

Attenzione però al dato, rilasciato sempre in mattinata, sul tasso medio di disoccupazione in Italia, che cresce a dicembre dall’8,8% al 9%.

Nulla ferma però i rialzi sugli indici di Borsa del Vecchio Continente: a Parigi il Cac40 avanza dell’1,42%, a Francoforte il Dax segna +1,49% e a Milano l’indice Mib guadagna l’1,06%, a 21.801 punti.

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